Gigahorse #11 | Dicembre 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.


swampthinggenesoscuraSWAMP THING: GENESI OSCURA
di Len Wein e Berni Wrightson – Traduzione di Margherita Galetti (Planeta DeAgostini, 2006)
Swamp Thing: genesi oscura
raccoglie il primo episodio apparso su House of Secrets con protagonista la Creatura della Palude, e i primi dieci episodi della serie, gli unici scritti da entrambi i creatori, Len Wein e Bernie Wrightson. Siamo lontani dal misticismo di Alan Moore, ma queste storie rivelano comunque l’anima dolente del personaggio. Anche la struttura del racconto pare contenere già le radici di quello che Moore svilupperà nel corso della sua gestione. La lettura è leggera e divertente, con ottimi momenti horror grazie soprattutto ai disegni di Wrightson e ai colori di Tatjana Wood. Una lettura fondamentale per gli amanti del personaggio e un interessante extra per chi ha amato il lavoro di Moore su Swamp Thing.

shsettepercentoSHERLOCK HOLMES: SOLUZIONE SETTEPERCENTO
di David Tipton, Scott Tipton e Ron Joseph – Traduzione de I Cosmonauti (Editoriale Cosmo, 2016)
Rispetto ai fumetti di produzione francese dedicati a Sherlock Holmes portatici in Italia dalla Cosmo, questa miniserie della IDW Publishing (tratta da un romanzo di Nicholas Meyer) si contraddistingue per una scrittura più semplice, meno volta al complottismo e più attaccata ai personaggi che a una trama inutilmente complicata. Peccato che a sostenere una storia piacevole ci siano dei disegni così brutti da rendere la lettura un peso quasi insostenibile. Non migliora le cose la stampa in scala di grigi, che appiattisce il tutto rendendo più difficile la lettura. Almeno all’interno del volume ci sono le belle cover di Kelley Jones.

specialexitsSPECIAL EXITS
di Joyce Farmer – Traduzione di Fay R. Ledvinka (Eris Edizioni, 2016)
Questo Special Exits è una delle sorprese dell’anno. Joyce Farmer ci racconta la storia naturale di due morti con una normalità è semplicità disarmanti. C’è il racconto della malattia portato avanti senza drammaturgia, intreccio, trama, ma facendolo avanzare tra i singhiozzi dei salti temporali cui è sottoposto il lettore, la noia della routine delle visite della figlia ai due genitori e la descrizione mai clinica (anzi, emotivamente partecipe, quasi affettuosa) di due corpi che con l’avanzare del tempo avvizziscono sino a svuotarsi. Si crea così un clima familiare e molto intimo, in cui a un certo punto anche noi lettori perdiamo interesse nella storia per partecipare al dolore e alla felicità di una coppia nei loro ultimi anni di vita.

totaloverfuckTOTAL OVERFUCK
di Miguel Angel Martin – Traduzione di Angelo Zabaglio (Edizioni Npe, 2016)
Le Edizioni NPE continuano la riproposta dell’opera integrale di Miguel Ángel Martín con questo Total overfuck, un volume che raccoglie tutte le storie più controverse dell’autore spagnolo. Non si esce distrutti come dalla lettura di Brian the Brain (manca tutta la componente emotiva che ne usciva dallo sguardo innocente di Brian), ma Martin non smette di picchiare duro con una serie di storie solo apparentemente perverse ed estreme, ma che si rivelano essere un’analisi (non priva di pietà) della società e dei legami sentimentali e sessuali. Martin è un autore enorme, capace di raccontare il lato sordido dell’essere umano senza però mai dimenticarsi dell’umanità. Ottima edizione cartonata con sovraccoperta, con un’interessante appendice con atti del processo e testimonianze riguardanti il sequestro di Psycho Pathia Sexualis.

headlopper4HEAD LOPPER #4
di Andrew MacLean (Image Comics, 2016)
Termina qui la prima stagione di Head Lopper con un numero che finalmente si rivela all’altezza della qualità e del divertimento del primo. Andrew MacLean prende le redini della storia (il secondo e il terzo numero dimostravano più di qualche incertezza narrativa) e costruisce un racconto adrenalinico che non si perde dietro alle parole del cast dei comprimari (per fortuna il buon Norgal se ne sta quasi sempre zitto). Attendo la seconda stagione per vedere al lavoro un MacLean più maturo e consapevole nel gestire una storia.

aw26ADAM WILD #26 – Addio alle armi
di Gianfranco Manfredi e Laci (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Anche Adam Wild giunge al capolinea. La serie di Manfredi si è mantenuta su una rassicurante mediocrità generale, sferzata in almeno cinque occasioni da albi davvero buoni che però non sono bastati per fare da traino alle storie successive. Peccato, perché il lavoro di ricerca che Manfredi aveva cominciato sui disegnatori ha dato almeno un buon frutto (Antonio Lucchi), e perché la storia e i personaggi avevano potenzialità ben diverse da quelle espresse finora. Peccato.

draculaesercitodeimostri3DRACULA: L’ESERCITO DEI MOSTRI #3 – Confronto finale
di Kurt Busiek, Daryl Gregory, Scott Godlewski e Damian Couceiro – Traduzione di Valeria Gobbato (Editoriale Cosmo, 2016)
Con questo ultimo albo il Dracula di Kurt Busiek si conferma essere una delle letture più divertenti dell’anno. L’intreccio è ben architettato e coinvolgente, ma ciò che convince è la parabola di crescita del protagonista, per nulla scontata e capace di regalare sorprese fino all’ultimo. Forse avrei preferito dei disegni più dinamici (che mostrano tutti i loro limiti nella battaglia finale, davvero deludente da questo punto di vista), ma in fondo fanno il loro dovere. Se avete voglia di qualcosa di leggero ma mai scontato, dategli un’occasione perché merita.

storiedelbarrioSTORIE DEL BARRIO
di Gabi Beltrán e Bartolomé Seguí – Traduzione di Diego Fiocco (Tunué, 2016)
Storia di un’adolescenza (quella di Gabi Beltrán, qui solo nelle vesti di sceneggiatore) ambientata negli anni Ottanta in una Palma di Maiorca malinconica e cupa. La voce narrante è molesta, troppo consapevole, e la sicurezza adulta che trasmette toglie forza al buon lavoro di Bartolomé Seguí, capace di raccontarci la fragilità dell’adolescenza e della vita nel barrio. Nel caso in cui vorreste leggerlo una seconda volta, provate con una lettura muta escludendo del tutto le didascalie. Vi troverete davanti un libro migliore, più emozionante.
Se volete saperne di più, qui trovate anche la mia recensione per Fumettologica.

rocceealtriammennicoliROCCE E ALTRI AMMENNICOLI
di z.Wax (Autoprodotto, 2016)
Rocce e altri ammennicoli è la storia di un sasso. Chissenefrega dell’umanità che gli si affanna attorno e che lo fa diventare una divinità, lui rimane sempre e comunque un sasso, eterno e inamovibile. z.Wax racconta una storia breve ma interessante per lo sguardo distante e kubrickiano con cui guarda l’uomo. Nello spillatino segue galleria di ammennicoli, ovvero una selezione di pietre spaziali con cui spaccare i parabrezza degli UFO. Lo potete leggere gratuitamente qui.

chriswareilpalazzodellamemoriaCHRIS WARE: IL PALAZZO DELLA MEMORIA
a cura di Hamelin – Traduzione di Aa.Vv. (Coconino Press, 2016)
Se Il palazzo della memoria, la mostra di Chris Ware organizzata per il Bilbolbul. Festival internazionale di fumetto, è un’occasione rara per guardare da vicino le tecniche e il processo creativo dell’autore americano, l’omonimo catalogo è invece perfetto per conoscerlo più da vicino. Dai contributi di critici e amici, dai suoi scritti e dalle due interviste qui pubblicate, emerge il ritratto di un autore consapevole, che gestisce le sue ambizioni con costanza e abnegazione e la cui positiva arroganza artistica è compensata da una umiltà straniante e da un’intelligenza viva, elementi che lo aiutano a formulare pensieri lucidi, spietati ed estremisti senza mai mettersi su un piedistallo ma mettendosi sempre in discussione in prima persona. Una persona e un artista da ammirare.

powerbutton0POWER BUTTON #0
di Zack Soto (Study Group Comics, 2016)
Numero #0 della nuova serie di Zack Soto e primo fumetto suo che leggo. Prima cosa da notare: mi piacciono davvero i suoi mostri e il suo prop design. Seconda cosa da notare: Soto non perde troppo tempo e questo numero #0 è un concentrato ricco di idee visive e narrative che qualsiasi altro autore avrebbe dilatato per cinquanta pagine. Terza cosa da notare: l’high concept è geniale e non ho idea di cosa potrà succedere nei prossimo numero.

hollywoodjanHOLLYWOOD JAN
di Bastien Vivès e Michaël Sanlaville – Traduzione di Euridice Orlandino (Coconino Press, 2016)
Chi non ha mai sognato di avere come amico immaginario o spirito guida l’eroe della propria infanzia? Jan se n’è scelti addirittura tre: Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger e Russell Crowe (ma solo nel ruolo di Massimo Decimo Meridio). Ognuno di loro ha una sua personalità e un suo ruolo nella formazione del piccolo Jan, ma le cose non vanno come previsto, soprattutto quando Jan trova lo stesso aiuto e la stessa amicizia nel mondo reale. Bastien Vives e Michaël Sanlaville scrivono e disegnano un fumetto per ragazzi divertente e non banale, che appoggia la sua morale (non nuova ma sempre utile per il pubblico di preadolescenti a cui il libro si rivolge) su uno stile capace di raccontare la gracilità del protagonista e l’imponenza testosteronica dei suoi amici immaginari. Una storia semplice ma capace di convincerci grazie alla leggerezza con cui ci viene raccontata.

kingdomcomeKINGDOM COME
di Alex Ross e Mark Waid (DC Comics, 2016)
Sempre emozionante rileggersi Kingdom Come, insieme a DC: The New Frontier è una delle storie migliori per comprendere la complessità dell’universo DC e Alex Ross è l’artista perfetto per raccontarne l’epica e le scelte etiche cui sono chiamati i protagonisti. Ma non si tratta della solita fredda storia che riflette sul ruolo del supereroe, Kingdom Come è soprattutto una storia di emozioni e sentimenti, forse una delle poche in cui si riesce davvero a empatizzare con Superman (peraltro davvero ben gestito il suo rapporto con Wonder Woman). Ottimo anche la caratterizzazione di un Batman anziano, senza maschera e molto più spiritoso e cinico del solito. L’epilogo al Planet Krypton è la sequenza da abbraccioni finali meglio scritta di sempre. Letta in originale, in questa edizione realizzata per il ventesimo anniversario con una corposa sezione dedicata alla costruzione dei personaggi.

tnluTHEY’RE NOT LIKE US #1 – Buchi neri per la gioventù
di Eric Stephenson e Simon Gane – Traduzione di Leonardo Rizzi | saldaPress, 2016
Sicuramente più accessibile rispetto a Nowhere Men, questo nuovo lavoro di Eric Stephenson sembra puntare meno alla struttura del racconto per potersi concentrare sui personaggi. I primi sei numeri qui raccolti fungono da lungo prologo e terminano con un finale che ancora una volta sovverte le convenzioni dei comics e di fatto demolisce tutto quello che si è raccontano finora. Simon Gane è una bella scoperta, perfetto per raccontare una gioventù sensuale e problematica (e i colori di Jordie Bellaire danno un’atmosfera punk che accentua questi due aspetti). Davvero difficile capire cosa ci si può aspettare dai prossimi numeri, e questa è la cosa che mi è piaciuta di più.

west3W.E.S.T. #3 – Seth
di Xavier Dorison, Fabien Nury e Christian Rossi – Traduzione di Valeria Gobbato (Editoriale Cosmo, 2016)
Arrivato alla sua conclusione, W.E.S.T. si conferma essere una buona serie, a cui si può rimproverare l’eccessiva attenzione all’intreccio e agli intrighi a discapito dei personaggi che, soprattutto nel primo albo, risultano un poco bidimensionali. Gli autori rimediano con un secondo albo (il migliore, non a caso) capace di concentrarsi su entrambi gli elementi, e un terzo albo che invece è tutto rivolto ai personaggi con la conseguenza di una trama non proprio coinvolgente.
In compenso migliora la regia di Christian Rossi, ancora più asciutta ed essenziale rispetto al numero precedente e molto più efficace.

harrowcounty1HARROW COUNTY – Spiriti infiniti
di Cullenn Bunn e Tyler Crook – Traduzione di Valerio Stivè (ReNoir, 2016)
Harrow County
parte come un horror classico e lo rimane in maniera evidente più nelle atmosfere che nella scrittura, che si dimostra invece avere un taglio moderno nel suo far scaturire l’orrore aggrappandosi ai dubbi e agli incubi della protagonista invece che ai mostri che la circondano. Gli acquerelli di Tyler Crook poi non annebbiano i paesaggi e gli eventi ma li rendono più vividi e materici.

gwenpoolDEADPOOL #11-12
di Aa.Vv. – Traduzione di Luigi Mutti (Panini Comics, 2016)
Deadpool e i mercenari per soldi
non è un fumetto, è uno stillicidio. Una storia da 48 pagine dilatata sino a farla diventare una miniserie di cinque episodi. Nessun divertimento e nessun reale interesse nelle vicende, e persino le battaglie risultano noiose.
Anche su Spider-Man/Deadpool regna l’allungamento del brodo. Davvero non capisco perché si debba prendere una storia che a malapena basta per un numero di 48 pagine e farla diventare una miniserie senza aggiungere sotto trame, ma solo allungando le scene già scritte con combattimenti o sequenze oniriche più lunghe. Che perdita di tempo. Meglio questa miniserie in tre parti dedicata a Gwenpool, che rimane comunque poca roba. D’altronde vuole presentarci un personaggio nuovo che nuovo non è.

fafhrdeilgreymouser2FAFHRD E IL GREY MOUSER #2 – Il prezzo del sollievo
di Howard Chaykin, Mike Mignola e Al Williamson – Traduzione di Valeria Gobbato (Editoriale Cosmo, 2016)
Fafhrd e il Grey Mouser
è la storia di un’amicizia virile. Non vuole e non riesce a essere altro. Se qualcuno ha alte aspettative da questo secondo volume è meglio che le ridimensioni subito: le storie sono semplici, dirette e senza fronzoli. Sono colme di un’avventura basilare, perfettamente calibrata dalla scrittura di Chaykin a cui i disegni di Mignola aggiungono dinamismo e atmosfera. Si trovano emozioni e sentimenti – anch’essi basilari e per questo quasi sorprendenti – tra una scazzottata, una fuga e un’orgia. Come dovrebbe essere.

Annunci

Gigahorse #7 | Agosto 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

lamandragoraLA MANDRAGORA
di Sylvain Cordurié e Marco Santucci – Traduzione de I Cosmonauti (Editoriale Cosmo, 2016)
Guazzabuglio vittoriano pieno di demoni e società segrete. Peccato che si preferisca dare risalto agli intrighi (più annunciati che mostrati) piuttosto che ai personaggi, relegati sullo sfondo. Davvero difficile empatizzare e divertirsi quando anche la protagonista è tenuta in disparte Per fortuna i disegni di Marco Santucci salvano ogni tanto dalla noia totale. A questo giro la riduzione delle tavole e conversione in bianco e nero non pregiudicano la lettura.

revival4REVIVAL #4 – Fuggi in Wisconsin
di Tim Seeley e Mike Norton – Traduzione di Marisa Pollastro (Saldapress, 2016)
Rispetto al precedente TP che avevo trovato troppo confusionario, con questo quarto volume Revival pare avere ritrovato la semplicità dell’intreccio degli inizi. Ne giovano i personaggi che si ritrovano meno incastrati tra gli eventi e hanno il giusto spazio per affrontare le loro vite sconvolte. La trasferta newyorkese dà un attimo di respiro alla narrazione e al personaggio di Dana, mentre la breve parentesi dedicata a Emme (stavolta più defilata rispetto alle vicende principali) apre a nuovi interessanti scenari e riflessioni.

southernbastards1SOUTHERN BASTARDS #1 – Questo era un uomo
di Jason Aaron e Jason Latour – Traduzione di Andrea Toscani (Panini Comics, 2016)
Basta davvero poco per convincermi quando si tirano in ballo il sud degli Stati Uniti, quelle teste calde dei redneck e l’orgoglio della vecchia America che si trasforma a volte in razzismo feroce, altre in granitici ideali a cui credere. Southern Bastards però non è poco, tutt’altro. C’è la sceneggiatura di Jason Aaron che martella con un ritmo serrato ma per niente veloce. Anzi, procede imperterrita ma ansimante, come se anche la scrittura fosse appesantita dal quintale di muscoli invecchiati che ci si porta appresso, dalla rabbia accumulata per anni, dalle nocche che si stringono e tendono la pelle delle dita sino a farla diventare bianca. I disegni di Jason Latour donano un nervosismo scultoreo ai personaggi, mentre i suoi colori fanno sembrare il Dirty South un inferno in terra dove si è chiamata a espiare le proprie colpe o a crearsene di nuove.

deadpool65DEADPOOL #65
di Joe Kelly, Ed McGuinnes, Cullen Bunn e Salva Espin – Traduzione di Luigi Mutti (Panini Comics, 2016)
Numero noiosissimo: sia Spider-Man/Deadpool che I Mercenari per Soldi sono ai nastri di partenza e in pratica non succede nulla. Il nulla per Deadpool è che c’è un gran casino per venti tavole e la storia viene riassunta nelle ultime due. Un ottimo modo per allungare una storia e farmi incazzare.

elegiainrossoELEGIA IN ROSSO
di Seiichi Hayashi – Traduzione di Vincenzo Filosa (Coconino Press, 2016)
Sperimentale ed emozionante come un film di Godard, Elegia in rosso è un fumetto stupefacente per come riesce a coinvolgere intimamente lo spettatore negli stati d’animo dei protagonisti. Seiichi Hayashi lo fa partendo dai volti dei suoi personaggi, che nasconde dietro i capelli o con inquadrature di spalle, a cui cancella tratti somatici o dona inaspettato realismo. Guardare quelle facce e le loro mutazioni vi accompagnerà all’interno di una storia viscerale.

wackyraceland1WACKY RACELAND #1-2
di Ken Pontac e Leonardo Manco (DC Comics, 2016)
Letto il primo numero di Wacky Raceland, il reboot in salsa Mad Max della serie animata Hanna-Barbera, scritto da Ken Pontac, disegnato da Leonardo Manco con i colori di Mariana Sanzone (quella che vedete qui è invece la variant cover firmata da Tommy Lee Edwards: storyteller). Carina l’idea di fondo e buona la gestione dei rapporti tra i personaggi, tra cui per ora non esistono né eroi né cattivi ma solo persone che vogliono vincere. Mi ha convinto meno la struttura del primo numero (troppo spezzettata a livello temporale) e l’idea che le auto possono parlare, che per ora non sembra una cosa rilevante (ma magari in futuro acquisterà del senso).
Il secondo albo non fa grossi passi avanti rispetto al primo, piuttosto ne ripercorre le cose meno convincenti e toglie anche il divertimento della lunga scazzottata che faceva da sfondo all’episodio d’esordio. Il numero si concentra sul passato di Dick Dastardly, evitandogli il classico e noioso background del villain cattivo perché gli è successo qualcosa di brutto. Dastardly è cattivo e Ken Pontac ci mostra tutto il suo cinismo. Vedremo che succederà in futuro, per ora i primi due numeri incuriosiscono, pur mettendo in mostra già tutti i difetti, in primis delle tavole troppo piene e dense da essere leggibili senza spaccarsi gli occhi (con una colorazione non aiuta per niente a rendere chiari alcuni passaggi). e il totale disinteresse che i due autori hanno per il racconto della corsa: non si capiscono il percorso, le posizioni, le dinamiche. Il racconto è confuso e fuori fuoco, e non si hanno segni di miglioramento.

papergirls7PAPER GIRLS #7
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Il numero 7 di Paper Girls continua a porre le basi per questo nuovo arco narrativo. Non mancano sorprese e nuove possibilità per la storia non solo di ampliarsi ma anche di approfondire i propri temi e i propri personaggi. Il numero infatti brilla per un bel confronto generazionale (diverso da quel che avete sempre visto) molto sincero e capace di parlare di come passato, presente e futuro dialogano tra loro. E ci sono anche dei mostroni giganti.

AW22ADAM WILD #22 – Zulu
di Gianfranco Manfredi e Ibraim Roberson
ADAM WILD #23 – Colenso
di Gianfranco Manfredi e Stevan Subic
(Sergio Bonelli Editore, 2016)
Lungo flashback sulla giovinezza di Adam Wild. La parte dedicata al personaggio è abbastanza prevedibile in tutte le sue svolte, ma riesce a sostenere il racconto storico con mestiere. La prevedibilità dell’intreccio non gioca a favore del numero, ma il racconto della battaglia è chiaro e avvincente. Buoni i disegni di Roberson, capaci di non distrarsi dalla battaglia pur mantenendo l’attenzione sui personaggi. Concludendo questo Zulu  è un numero che fa da prologo storico e spirituale a Colenso, con cui intrattiene un dialogo tematico. Qui Manfredi intreccia meglio le vicende personali di Adam con quelle storiche della battaglia, ma a portare l’albo su un altro livello è il lavoro straordinario di Stevan Subic. 

supermutantmagicacademySUPERMUTANT MAGIC ACADEMY
di Jillian Tamaki (Drawn & Quarterly, 2015)
Nata su Tumblr nel 2010 e continuata per quattro anni (la potete ancora leggere a questo indirizzo), Supermutant magic academy è una striscia umoristica creata da Jillian Tamaki. Giusto per darvi un’idea del contesto, dovreste immaginarvi una Hogwarts più simile a un college americano che inglese, popolata da maghi di specie diverse (umani, animali, mostri di varia categoria). Tutto parte come un grande contenitore di gag surreali, ma col trascorrere del tempo la Tamaki inserisce una leggera continuity e fa crescere i suoi personaggi tra le pagine del libro, accompagnandoli tra le insicurezze e gli entusiasmi della loro adolescenza. Per il finale (inedito) la Tamaki mette da parte le storie brevi e scrive una storia più lunga, che spezza forse i ritmi più veloci presenti nel resto del libro ma conclude in maniera ottima la storia.

leavingmegalopolisLEAVING MEGALOPOLIS
di Gail Simone e Jim Calafiore (Dark Horse Comics, 2014)
Immaginate un mondo dove i supereroi sono impazziti e tengono in scacco la popolazione tra violenza e distruzione. Questa è la premessa di Leaving Megalopolis, ma invece di farne un Watchmen senza troppe pretese, la Simone ci racconta la storia dalla prospettiva tutta umana di un gruppo di sopravvissuti. L’albo ha tutti i pregi e i difetti dei lavori di Gail Simone: se da una parte è brava a tessere le dinamiche di gruppo, dall’altra fatica sempre a trovare un ritmo adatto al racconto (qui i flashback sono davvero fastidiosi). Il lavoro di Calafiore alterna un buon design degli eroi e una discreta regia a una recitazione poco convincente (non aiutata dai colori e dalle chine che banalizzano ulteriormente il tutto). Punto di partenza sufficiente che non lascia però del tutto insoddisfatti.

UT5UT #5 – Hysteria
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Al suo quinto numero UT comincia a svelarsi. Peccato lo faccia con due spiegoni che ammazzano la narrazione di quello che sinora è l’albo coi disegni più suggestivi e interessanti. Dei precedenti quattro numeri mi era piaciuta l’atmosfera sospesa e la mancanza di punti di riferimento e devo dire che le rivelazioni di questo numero non la corrompono, mantenendo una coerenza di fondo che ho apprezzato. Speriamo che la chiusura sia altrettanto forte e coerente.

cleanroom8CLEAN ROOM #8
di Gail Simone e Jon Davis-Hunt (Vertigo, 2015-2016)
Sempre più convincente questo nuovo lavoro di Gail Simone, che si rivela essere numero dopo numero una storia horror ben congegnata e davvero atipico. All’inizio non è stato semplice entrare in sintonia con una struttura complessa, ma arrivato all’ottavo albo è più semplice destreggiarsi tra i tanti personaggi e i tanti misteri (qualcuno sempre più chiaro) della storia. In questo numero due bei colpi di scena ci fanno capire che presto si entrerà nel vivo della storia e personalmente non vedo l’ora di scoprire cosa si nasconde dietro. Jon Davis-Hunt è per me una scoperta continua: si dimostra perfetto per raccontare la normalità apparente che fa da sfondo alla storia e le sue esplosioni di mostruosità e deformità. Sembra un Jacen Burrows carpenteriano che i colori di Quinton Winter rendono ancora più interessante.

frankensteinI MAESTRI DELL’ORRORE: FRANKENSTEIN
di Giulio Antonio Gualtieri e Francesco De Stena (Edizioni Star Comics, 2015)
Non è semplice tradurre in fumetti il capolavoro della Shelley, eppure Giulio Antonio Gualtieri riesce nell’impresa grazie a una sceneggiatura fedele capace di condensare il romanzo senza tradire gli intenti originari (sia morali che emozionali). Buoni i disegni di Francesco De Stena che trovano la loro originalità nel design della Creatura, a metà tra lo Swamp Thing di Bernie Wrightson e i mostri di Jack Davis

sangueeghiaccioLE STORIE #47 – SANGUE E GHIACCIO
di Tito Faraci e Pasquale Frisenda (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Campagna di Russia, H. P. Lovecraft e folklore: questi sono i tre elementi alla base di “Sangue e ghiaccio”, quarantasettesimo numero de Le Storie – Sergio Bonelli Editore. Pasquale Frisenda dà del suo meglio con un acquarello in scala di grigi (e spruzzate di rosso) infondendo un duplice orrore, quello mostruoso e inconcepibile delle creature e quello tutto umano di un gruppo di soldati distrutto dall’indigenza. La sceneggiatura di Tito Faraci convince per come riesce a rendere credibile tutta la vicenda (senza spiegoni), peccato che il ritmo del racconto sia spezzato dal narratore e dal metaforone annesso, i cui concetti ripetitivi e poco coinvolgenti smorzano un po’ l’entusiasmo verso l’albo.

tormentaneraTORMENTA NERA
di Yoshihiro Tatsumi – Traduzione di Rosamaria Pavan (Bao Publishing, 2016)
Da tempo non mi capitava di leggere una storia così ben scritta. Tormenta nera, manga noir di Yoshihiro Tatsumi pubblicato da BAO Publishing, ha la semplicità di quelle storie in cui ogni elemento alla fine trova il suo posto naturale nel racconto e dove anche il più piccolo particolare acquista importanza. La scrittura di Tatsumi ci fa concentrare così tanto sull’epopea umana e sulla fuga dei due disperati protagonisti che nemmeno ci accorgiamo che tutte le tessere le puzzle stanno andando al loro posto. Una perfezione quasi commuovente per come riesce a far coincidere la perfezione di un incastro narrativo con il racconto di due umanità apparentemente diverse. L’attenzione per gli sguardi, le lunghe sequenze dinamiche e la natura implacabile che travolge i protagonisti, sono gli elementi grafici su cui Tatsumi si concentra maggiormente.

swampthing5SWAMP THING DI ALAN MOORE – Libro quinto
di Alan Moore, John Totleben e Rick Veitch – Traduzione di Leonardo Favia (RW Edizioni, 2015)
Leggere lo Swamp Thing di Alan Moore significa sempre andare incontro a emozioni forti e inaspettate, e questo quinto volume non è da meno. Questo è forse il ciclo più triste e malinconico eppure non vi è mai cupezza nelle atmosfere del racconto, ma striscia sempre sotto le disgrazie e l’asfalto un senso di speranza quasi commuovente. Con The Garden of Earthly Delights, Moore si diverte a citare e rivisitare Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, ma è con l’episodio My Blue Heaven che firma una delle sue storie migliori (grazie anche ai colori di Tatjana Wood. Sarebbe interessante fare un confronto tra l’esilio di Swamp Thing presente in questo episodio con quello di Watchmen della permanenza di Doc Manhattan su Marte.

jonesealtrisogniJONES E ALTRI SOGNI
di Franco Matticchio (Rizzoli Lizard, 2016)
Che bello dopo tanti anni rileggere Franco Matticchio, in un’edizione di grande formato che finalmente rende onore ai disegni dell’autore varesino. Ci si può finalmente immergere in quelle tavole fitte di linee, immergersi nella penombra degli ambienti, condividere ore di ozio con Jones. Leggere Jones e altri sogni è come fare una passeggiata pomeridiana in un bosco: rilassante ma con una probabilità su mille che una vipera sbuchi da sotto un sasso per farci spaventare.

Gigahorse #6 | Luglio 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

deadpoolcarnageDEADPOOL CONTRO CARNAGE
di Cullen Bunn, Salva Espin e Kim Jacinto (Panini, 2014)
Scontro divertente tra i due pazzi dell’Universo Marvel. Peccato come sempre per il cazzeggio che annacqua la storia, facendole perdere ritmo e mordente, con l’aggravante che – nonostante il tempo perso dietro a cose inutili – il finale risulta pure un poco affrettato. Per fortuna Salva Espin si scatena dando vita a sequenze splatter, mutazioni e combattimenti efferati.

MontagneFolliaALLE MONTAGNE DELLA FOLLIA
di Giovanni Masi e Federico Rossi Edrighi (Star Comics, 2015)
Per la collana I Maestri dell’Orrore edita da Edizioni Star Comics e curata da Roberto Recchioni, Giovanni Masi e Federico Rossi Edrighi firmano un buon adattamento, con una sceneggiatura interessante che rimedia agli errori di Lovecraft e una parte visiva notevole che si distacca dalle consuetudini grafiche degli adattamenti lovecraftiani. Se volete saperne qualcosa di più, potete leggervi anche la mia recensione.

texcapitanjackTEX – CAPITAN JACK
di Tito Faraci ed Enrique Breccia (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Non sono un lettore abituale di Tex. Faccio delle eccezioni solo nel momenti in cui qualche autore che mi piace scrive o disegna il personaggio. E in questo caso ai disegni c’è Enrique Breccia, mica uno qualsiasi. E infatti il suo Tex brilla di luce propria grazie a lunghe sequenze mute, una natura che invade continuamente l’ambiente e una regia misuratissima eppure mai invadente. Tex – Capitan Jack è un albo da leggere la prima volta con i testi  e poi una seconda per assaporare in purezza i disegni di Breccia e il fluire naturale della sceneggiatura di Tito Faraci, che inserisce Tex all’interno di una vicenda storica ed evita appositamente di renderlo in qualche modo non influente per la Storia ma fondamentale per la storia.

ButterflyGateBUTTERFLY GATE
di Benjamin Read e Chris Wildgoose (Improper Books, 2013)
Ma come mi piacciono i fumetti che se ne stanno zitti muti e non si perdono dietro alle parole ma fondano tutta la narrazione esclusivamente sulle immagini. E Butterfly Gate è proprio uno di questi, che riesce anche a raccontare una storia complessa senza mai sbandare. Il problema semmai sta altrove, ovvero che il finale apertissimo fa sembrare questo volumetto nient’altro che un prologo a qualcosa di più corposo. Che però non esiste. Uff.

lockekeyalphaomegaLOCKE & KEY #5 – Ingranaggi
LOCKE & KEY #6 – Alpha & Omega

di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press, 2015 – 2016)
Quando i King vogliono farti piangere, te lo fanno fare per davvero. Perché chi si lamenta quando quel chiattone di Martin fa crepare qualche personaggio di Games of Thrones, non solo è uno sprovveduto che non ha mai letto NESSUN romanzo, ma soprattutto non ha mai letto niente di Stephen King. Ed è impossibile leggere questi ultimi due volumi di Locke & Key senza farsi scappare delle lacrime perché Joe Hill (che qualcosa dal padre lo ha pure imparato) non ci risparmia niente. Ci sono morti, sacrifici e resurrezioni, ma c’è soprattutto un punto di vista morale che attraversa tutta la produzione di Stephen King e di Joe Hill e che qui si palesa prepotentemente. Perché ancora una volta Hil ci racconta il peso sulle nostre vite delle scelte che prendiamo. Perché un uomo buono da un uomo cattivo lo si distingue solo dalle scelte che compie, non da altro. Non dagli errori, non dalla famiglia, non dai traumi e non dalle paure. Contane solo le scelte. Qui la mia recensione.

sogniSOGNI
di Denis-Pierre Filippi e Terry Dodson (Editoriale Cosmo, 2016)
Se le nudità femminili gratuite possono darvi fastidio, non avvicinatevi nemmeno a Sogni, che tanto più di belle ragazze ben disegnate non troverete. Se invece non avete nulla in contrario a qualche donna nuda e a una storia così esile che nemmeno nasconde di essere solo un pretesto per dare la possibilità a Terry Dodson di disegnare in ogni vignetta una o più ragazze in abiti succinti, fiondatevi senza remore che un po’ di divertimento lo troverete di sicuro.
Stampa non eccellente, purtroppo. I colori sono spenti e qualche tavola risulta fuori fuoco.

Batman46BATMAN #50
di AA.VV (RW Edizioni, 2016
Niente, Snyder continua a fare una fatica boia a trovare un’identità al nuovo Batman. In questi sei numeri la testata sembra essere rimasta in stallo: Jim Gordon non ha ancora trovato il suo modo di essere Batman (e la sua ricerca non è poi così interessante), e non si è ancora capito come mai Mr. Bloom è lasciato ancora nell’ombra. Nonostante le pretese a questo story-arc manca il contesto urbano, solamente abbozzato e mai preponderante. Risultano ancora più interessanti le relazioni politiche del nuovo GCPD e la nuova vita di Bruce Wayne.
Il mese scorso mi dicevo che la nuova run di Detective Comics scritta da Peter J. Tomasi non aveva possibilità di miglioramento. E infatti peggiora. La storia è ridicola sin dalle premesse e per rendere credibile Gordon a confronto con il resto della Justice League si pensa bene di ridurli a una manica di scemi che non sanno combinare nulla.
Numero non esaltante nemmeno per Grayson che però rimane sempre su livelli accettabili grazie a una trama sempre intrigante (e intricata) e a dei disegni capaci di mettere in mostra le capacità acrobatiche del vecchio Dick.

oltremondoOLTREMONDO
di Laurence Engraver (Hollow Press, 2016)
In vista della pubblicazione della serie Aberration, Hollow Press pubblica la tesi di laurea allo IED di Roma di Lorenzo Baroni AKA Lawrence Egraver. Stupisce non solo il tratto sicuro e affascinante dell’autore, ma anche la sua sicurezza come narratore. Fatemi fare le ferie e poi arriva la recensione.

catwoman46IL CAVALIERE OSCURO #44
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Batman e Robin Eternal è davvero un grande omaggio alla figura di Robin. Lo è sin dalla scrittura: tanto era statica e colma di indagini la precedente Batman Eternal, tanto è dinamica e funambolica questa Batman e Robin Eternal. Le cose si fanno sempre più intricate ma James Tynion IV sembra avere la situazione in pugno grazie a una gestione dei personaggi davvero ben fatta, capace di far emergere in maniera naturale le personalità di tutti gli aiutanti del Crociato Incappucciato.
Dopo sei numeri introduttivi (di cui non si è mai sentita la pesantezza) sembra che con We are Robin sia finalmente arrivato il momento di entrare nel vivo dell’azione. Lee Bermejo ha predisposto tutto: ci sono i personaggi, c’è l’ambientazione urbana, c’è il loro mentore e c’è anche il cattivo. Attendo il prossimo numero per capire dove andrà a parare la storia.
Finisce qui la gestione di Catwoman a opera di Genevieve Valentine ed è un vero peccato perché si è rivelata inaspettatamente una delle cose meglio scritte di questo New52. La Valentina ha costruito una saga profonda e interessante, che vedeva Catwoman diventare Selina Kyle, la signora del crimine di Gotham, e poi ritornare nei panni della Gatta. Il tutto con una naturalezza davvero esemplare e un cast di comprimari davvero ben orchestrato. Fondamentale per il lavoro della Valentine è stato David Messina, capace di traghettare il personaggio dal tratto spigoloso e nervoso di Garry Brown a un tratto più deciso e arrotondato perfetto per descrivere il ritorno di una Catwoman forse meno sensuale e dalle forme meno prorompenti di un tempo, ma più completa e complessa come personaggio.

UT4UT #4 – Gli uomini se ne vanno, gli arrabbiati restano
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
L’universo di UT è in continua espansione. Superata la metà, la serie firmata da Roi e Barbato non dà segno di calmarsi per cercare di risolvere i numerosi enigmi ma anzi, pur facendo avvicinare i personaggi a una qualche verità, continua ad allargare i propri orizzonti aggiungendo nuovi personaggi, nuovi luoghi, nuovi spunti. Vedremo come i due autori riusciranno a far convivere negli ultimi due numeri il bisogno di creare un universo continuamente modellabile con la chiusura delle piste narrative aperte. 

papergirls6PAPER GIRLS #6
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Dopo una pausa di qualche mese torna Paper Girls con un numero di transizione che pone le basi per questo nuovo ciclo. Non che i colpi di scena manchino: Vaughan è ancora nella fase incasino tutto che tanto lo so che vi piace, e come si fa a dargli torto, Soprattutto in un numero “minore” come questo, dove lo sceneggiatore ha il tempo di concentrarsi sulle minuzie dei suoi personaggi?

REPUBBLICACATCHLA REPUBBLICA DEL CATCH
di Nicolas De Crécy (Eris Edizioni, 2016)
Com’è il manga di De Crécy? Rispetto a Il Celestiale Bibendum, La Repubblica del Catch è un libro leggero, divertente e pieno d’azione, anche se meno complesso a livello narrativo. Tornano alcune ossessioni di Dè Crecy (teste mozzate ma ancora in vita, una città che sovrasta il protagonista,  un animale muto con speciali abilità, pianoforti a motore) ma il tutto con un disegno meno pittorico e in una struttura molto classica che non mira a disorientare il lettore. La cosa che però stupisce è come De Crécy riesca a inserire anche in una storia semplice come questa, un sottotesto politico davvero forte e incisivo, amplificato da un finale stupefacente e doloroso, forse l’unica trovata narrativa forte e inaspettata del volume. Segue recensione.

deadpool2099DEADPOOL #62 – 63 – 64
di  AA.VV. (Panini Comics, 2016)
Andiamo con ordine che la carne sul fuoco questo mese è tanta, tra serie regolare, numero commemorativi e collaborazioni con altri eroi. Sul numero #62 la serie regolare ha una bella accelerata grazie allo scontro con Madcap, davvero divertente e ben orchestrato. Gerry Duggan tira fuori dal personaggio anche una nota malinconica (anche se sempre virata verso l’esagerazione tipica di Deadpool) che convince e che pare verrà esplorata nel prossimo futuro.
Col numero #63 facciamo invece un salto nel futuro. Deadpool 2099 è davvero una sorpresa, non tanto per lo scenario futuristico quanto per l’inconsueta dinamica che sconvolge il personaggio. Il rapporto conflittuale tra padre e figlia mantiene i livelli di follia della serie ma pulsa di un realismo davvero interessante. Menzione d’onore ai disegni di Scott Koblish (bellissima la tavola col primo piano del nuovo Deadpool). Comincia anche la serie team-up tra Deadpool e Spider-man. Questo primo numero riepilogativo non mi ha detto granché e la dinamica tra i due eroi mi ha già stufato.
Oltre al settimo episodio della serie regolare (in cui tutto è regolare, per quanto possa esserlo Deadpool), nel numero #64 troviamo sei mini-fumetti realizzati per i venticinque anni del personaggio e dedicati a ognuno dei componenti dei Mercenari per Soldi. I miei preferiti? Quello su Terror, su Slapstick e su Masacre.

fantebukowskiFANTE BUKOWSKI
di Noah Van Sciver (Coconino Press, 2016)
Questo mio primo incontro con Noah Van Sciver mi ha convinto. Fante Bukowski non lascia forse il segno, ma ha il merito di mostrare le capacità narrative di Van Sciver. Non tanto per la trama che costruisce intorno al personaggio (quasi del tutto nulla), quanto per il modo in cui riesce ad averne una visione simultanea. Ne rimane distante prendendo in giro la sua mediocrità con una satira attorno a chi vorrebbe essere uno scrittore maledetto, ma al contempo gli è molto vicino, partecipando alla sua disperazione con una sensibilità notevole.

lanavedeifolliLA NAVE DEI FOLLI
di Marco Taddei e Michele Rocchetti (Orecchio Acerbo Editore, 2016)
Non un fumetto ma un libro illustrato scritto dallo sceneggiatore di Anubi e disegnato da Michele Rocchetti, i cui disegni sembrano delle vetrate medioevali illuminate da luci al neon. La storia è quella di un gruppo di scarti della società che parte per un lungo viaggio per dimostrare che la Terra è rotonda. La nave dei folli è una storia d’avventura sgangherata, un racconto picaresco sulla necessità dei matti e della follia. Datemi un po’ di tempo che ve lo racconterò meglio in una recensione.

Gigahorse #4 | Maggio 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

batmanloboBATMAN / LOBO
di Alan Grant, Simon Bisley e Sam Kieth (RW Edizioni, 2014)
Il volume raccoglie i due incontri tra il Crociato Incappucciato e l’ultimo czarniano. Sam Keith non mi ha mai fatto impazzire e la sua miniserie Batman/Lobo – Deadly Serious non ha contribuito a farmi cambiare idea su di lui. Non solo la sceneggiatura è a tratti ridicola, ma la colorazione digitale distrugge buona parte del lavoro grafico.
Di tutt’altro spessore la storia a firma dei due creatori di Lobo. La sceneggiatura di Grant è divertente e folle al punto giusto, ma sono i disegni di Bisley a far fare il salto di qualità: grottesche, dopate ed espressioniste, le tavole di Bisley sono un luna park di trovate bizzarre ed eccessive.

BatmaneuropaBATMAN EUROPA #1-4
di AA.VV. (DC Comics, 2016)
Di solito le cose che vanno per le lunghe non finiscono troppo bene. Eppure questo Batman Europa annunciato nel 2004 e arrivato sugli scaffali dodici anni dopo, convince e stupisce. La sceneggiatura scritta da Matteo Casali e architettata insieme a Jim Lee brilla per l’interessante voce di Batman e il rapporto che intesse tra lui e il Joker che li vede portare avanti una ricerca parallela senza mai però quella complicità tipica del buddy movie, mantenendo quindi la giusta distanza tra i due. Anche dal punto di vista grafico Batman Europa convince, immergendo di volta in volta il Crociato Incappucciato in un’atmosfera nuova e distante da quella di Gotham. Un paio di numeri in più avrebbero migliorato un finale forse troppo affrettato ma con un colpo di scena davvero convincente, non tanto per la scoperta del responsabile, quanto per la modalità con cui viene svelato.

ICO41IL CAVALIERE OSCURO #41
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
We are Robin
sempre più convincente. Il numero #3 si chiude con un bel colpo di scena, ma è il #4 a lasciare a bocca aperta. Non solo è molto bella la storia che Bermejo cuce addosso a Riko Sheridan, con una Batgirl fonte d’ispirazione per la ragazza, ma i disegni di James Harvey sono SPETTACOLARI. Ogni tavola trasuda la confusione e l’entusiasmo dell’adolescenza e la regia replica i pensieri frenetici e la vita multitasking riempiendo visivamente ogni spazio disponibile.
La Selina Kyle della coppia Valentine-Messina sta invece preparando la strada per tornare a indossare il costume di Catwoman. Continua a divertirmi il rapporto tra la Gatta e Spoiler, ma per il resto i numeri #43 e 44 qui contenuti sono i più deboli tra quelli finora usciti. Ma il colpo di scena finale probabilmente darà una scossa alla testata.

Batman48BATMAN #48
di AA.VV (RW Edizioni, 2016)
Il numero si apre come sempre con la serie ammiraglia Batman, che vede il Crociato incappucciato protagonista di una storia fuori continuity intitolata Un caso semplice. Bastano poche pagine per farci convincere che questa è una delle migliori storie di Batman da molto tempo a questa parte, e sicuramente è una delle cose migliori scritte da Snyder. Sembra di vedere concentrati qui tutti i temi, le atmosfere e gli obiettivi che sembrava avere la testata nei primi numeri della sua gestione: atmosfera livida, una Gotham vivisezionata partendo dall’urbanistica per arrivare alla sociologia, e un Batman finalmente concentrato a combattere il crimine vero. Poi la gestione Snyder ha fatto la fine che ha fatto, soffocata da inutili cross over e un’ossessione per il Joker davvero noiosa, ma questo numero brilla e si farà ricordare per un bel pezzo.
Su Detective Comics #44 si conclude invece la gestione di Brian Buccellato, con una battaglia tra robottoni che non è questo granché. D’altronde il vero focus della gestione di Buccellato era il Detective Bullock e infatti l’attenzione è tutta su di lui. Non finisce col botto, ma è stata una run piacevole e per certi versi sorprendente.
Su Grayson #11 continuano invece gli intrighi spionistici orditi da Tom King ai danni dell’ex Robin, ex Nightwing, ex di Barbara Gordon, ex di Elena Bertinelli e ora quasi ex agente della Spyral. Numero più teso del solito, composto da un lungo combattimento coreografato alla perfezione da Mikel Janìn.

Locke&Key2LOCKE & KEY # 2 – Giochi mentali
di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press, 2012)
Se c’è una cosa che il piccolo Joe HIllstrom King ha imparato da Babbo Steve è la sua capacità di rendere credibili cose assurde. Avete presente quando King racconta di un demone che infesta una stiratrice industriale o che scendendo tre gradini nello scantinato di un diner si torna nel 1959, e voi non battete ciglio? Ecco, Joe Hill sa incantare nello stesso modo nonostante la sua produzione (sia dei romanzi che dei fumetti) sia meno simile a quella paterna di quanto si creda.
Nel secondo story arc di Locke & Key, il buon Joe ci fa credere che all’interno della nostra testa c’è un mondo vero e proprio (con edifici, persone, eccetera) che è il risultato delle nostre esperienze, dei nostri ricordi e delle nostre paure. Come scoprirlo? Semplicemente infilandoci una chiave nell’apposita toppa che abbiamo sulla nuca. E io non solo ci credo fortissimo, ma gioisco del fatto che il tutto sia gestito con meno metaforoni di quanto si poteva sospettare. Qui la mia recensione.

escapefromfloridaFUGA DA NEW YORK #1 – Fuga dalla Florida
di Diego Barreto e Christopher  Sebela (Editoriale Cosmo, 2016)
Sì, è il fumetto del film di Carpenter. Sì, comincia proprio dove terminava Fuga da New York. Sì, nella traduzione il nome rimane Jena Plissken. Date queste tre coordinate, si capisce che lo sceneggiatore Barreto ha capito bene come funzionava il film: un protagonista silenzioso con una missione da compiere e un circo di comprimari strambi e sopra le righe a dare le poche coordinate utili allo spettatore. Replicata sulle pagine del fumetto purtroppo la cosa  funziona meno: i personaggi secondari, costretti a colmare buchi e a dare spiegoni, subissano le tavole di parole, sacrificando anche il giusto spazio che il fumetto avrebbe dovuto dare alle scene d’azione del protagonista, che per questo motivo fatica un poco ad emergere.

UT2UT #2 – Le vie dei mestieri
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Ancora nebbia sulle pagine di UT  e pare non abbia in programma di diradarsi. Non che sia un male. Mi piace il mistero che aleggia tutto intorno a questo mondo e sinceramente spero che ci venga rivelato il meno possibile, giusto quello che ci è utile sapere per il proseguimento della trama. UT è una serie paesaggistica, se così si può dire, e sarebbe un peccato dare un senso alla fascinazione provocata dagli ambienti e dal disegno di Roi. Che la storia prosegua svelando i suoi segreti, ma che quel mondo ci rimanga misterioso.

headlopper3HEAD LOPPER #3
di Andrew MacLean (Image Comics, 2016)
Niente, Head Lopper purtroppo non ingrana e il fatto che manchi solo un numero alla conclusione non fa ben sperare in una ripresa all’ultimo secondo. MacLean non riesce a gestire la trama orizzontale, con il risultato che se le trame autoconclusive di ogni storia funzionano alla perfezione, la storia principale sta andando a svanire numero dopo numero. Il divertimento però non manca mai: anche se a questo giro si nota qualche incertezza (perché interrompere il combattimento finale con le tavole della testa della strega che chiacchierano con il teschio?), la serie conferma un buon ritmo e alcune eccellenti trovate grafiche.

rATMAN26RATMAN GIGANTE #26-27
di Leo Ortolani (Panini, 2016)
Non so mai cosa scrivere su Ratman. Divertire mi diverte sempre un sacco, ma davvero non riesco a sintonizzarmi sulla lunghezza d’onda giusta per apprezzarne la storia. A questo punto credo sia un problema mentale.

revolushowREVOLUSHOW
di Alessandro Caligaris e Antonio L. Falbo (Eris Edizioni, 2016)
L’espediente narrativo è quello di una lunga diretta televisiva (e il tutto è gestito molto bene), il tema è quello del potere che si tramanda di rivoluzione in rivoluzione. L’umanità di Caligaris è sempre più brutta, sporca e cattiva, e l’aiuto di Falbo alla scrittura non alleggerisce certo il carico di pessimismo, violenza e volgarità. Forse è meno cattivo di quello che vorrebbe essere, ma è sicuramente un lavoro ben riuscito nonostante la tematica non proprio facile. Se volete leggere la recensione, sintonizzatevi qui.

viaggioatokyoVIAGGIO A TOKYO
di Vincenzo Filosa (Canicola, 2015)
Mi aspettavo un fumetto di viaggio, autobiografico e divulgativo e invece il graphic novel di Vincenzo Filosa – pur avendo tutti questi elementi – riesce ad andare più in profondità. Perché Filosa non vuole insegnare niente, ma solo raccontare la sua esperienza giapponese. E lo fa con un lavoro mimetico che rilegge sensazioni ed emozioni attraverso i modi e gli stili del manga. Il tempo di rileggerlo ancora due o tre volte e arriva la recensione.

HQ12SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #11-12
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Dopo un paio di numeri di rodaggio, entra finalmente in azione la Gang delle Harleys. I rischi erano due: che questo super-gruppo annacquasse l’identità delle serie, oppure che Harley Quinn facesse scomparire questo gruppo di comprimari a causa del suo carisma. Dimenticavo però che Palmiotti e la Conner sono bravi bravissimi e quindi per ora è tutto bilanciatissimo. Non so, vedere Harley Quinn nel ruolo di mentore è una scelta che per ora sta premiando la serie.
Suicide Squad si trova sempre in quel limbo di noia e svogliatezza. Non basta neppure un Black Manta affascinato dalla dittatura di quel posto in cui sono incastrati da boh, cinque o sei numeri, per svegliarmi dal torpore.
I Segreti Sei di Gail Simone cominciano invece a entrare nel vivo del racconto. Staremo a vedere cosa riuscirà a combinare la sceneggiatrice dopo il colpo di scena del numero 3.

dracularecchioniI MAESTRI DELL’ORRORE: DRACULA
di Michele Monteleone e Fabrizio Des Dorides (Star Comics, 2015)
Purtroppo mi ha convinto meno dell’adattamento a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Certo, il Dracula di Bram Stoker è un libro molto complesso, difficile da adattare perché composto da lettere, telegrammi, estratti di diari e altra documentazione, in pratica tutte cose che non possono essere replicate in ambito fumettistico con soluzioni proprie del mezzo (per esempio il cinema ha il mockumentary). Monteleone fa la scelta di utilizzare comunque la struttura epistolare, però meh.

DeadpoolTriSpecialDEADPOOL TRI-SPECIAL
di AA.VV. (Panini Comics, 2015)
Il volume raccoglie tre annual (uno del 2013, due del 2014) di Deadpool. Il primo introduce Madcap ma sinceramente ci ho capito poco o nulla. Nel secondo c’è un team-up tra Deadpool e Spiderman: divertente ma nulla di memorabile, in più ogni tanto mi faceva strano il modo in cui Jacopo Camagni disegnava la faccia di Spidey. Il terzo annual mi ha convinto più degli altri. Nulla di che, però ci sono degli animali che si costruiscono delle corazze robotiche con cui combattere. In sintesi un volume decisamente noiosetto.

AW20ADAM WILD #20 – Alla ricerca di Odwina
di Gianfranco Manfredi, Matteo Bussola e Antonio Lucchi (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Albo solido e convincente, con una prima parte dove Manfredi dirige tre gruppi di personaggi senza mai sbandare, e una seconda parte che ci introduce al prossimo episodio, quello che sulla carta parrebbe essere di gran lunga il migliore della serie. Buono il lavoro di Matteo Bussola, ma è Antonio Lucchi la vera star dell’album. Lucchi è un disegnatore d’atmosfera, molto bravo nella scelta delle inquadrature e capace di costruire il ritmo delle tavole in maniera originale. Di tutti i talenti emersi da questa serie, è lui il più convincente e il più maturo. Non vedo l’ora del prossimo numero, tutto disegnato da lui.

bigkidsBIG KIDS
di Michael DeForge (Drawn & Quarterly, 2016)
A leggere le prime trenta pagine, l’ultimo lavoro di Michael DeForge sembra il suo fumetto più personale e brutale. Poi prende il largo e torna sui territori massimalisti cui l’autore canadese ci ha da sempre abituato. Gabriele Di Fazio su Just Indie Comics, fa notare come Big Kids possa essere un’occasione mancata e in effetti sembra che DeForge stia ancora cercando la formula giusta per unire la brusca intimità dei suoi racconti con quella sua visione del mondo che vuole ricondurre tutto (anche il fumetto stesso) a forme più semplici ed elementari. La formula perfetta non l’ha ancora trovata, ma se questa è la qualità dell’attesa noi si aspetta volentieri.

deadpool60DEADPOOL #60 – Sumus omnes Deadpool
di  Gerry Duggan e Mike Hawthorne (Panini Comics, 2016)
Leggendo questo personaggio da praticamente un mese (grazie all’intervento di mia sorella) intuisco che dopo Secret Wars, il Mercenario Chiacchierone si è trasformato in una sorta di imprenditore mettendo in piedi una squadra di vendicatori a pagamento piena di matti. Due numeri divertenti, ma le dinamiche un po’ stanche del “troviamo un equilibrio tra i folli componenti del gruppo” non le ho trovate troppo originali. Il colpo di scena finale invoglia a continuare la lettura.

FobosmallFOBO
di Gabriel Delmas (Hollow Press, 2016)
Largemouths
l’ho riletto cinque volte, con Fobo sono solo a quota quattro, ma penso che prima di poterne scrivere la recensione dovrò rileggerlo molte altre volte. Il nuovo libro di Gabriel Delmas è più breve di Largemouths ma molto più criptico e affascinante. Più che un fumetto è una poesia visiva ammaliante e perturbante. [Arrivato a quota sette riletture, ho finalmente scritto la recensione].

Gigahorse #2 | Marzo 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.


inthepinescrowIN THE PINES – 5 murder ballads
di Erik Kriek (Eris Edizioni, 2016)
Dopo aver adattato alcuni racconti di Lovecraft nella raccolta Da altrove e altri racconti (sempre edita da Eris), Kriek abbandona la pagina stampata e passa alla musica adattando cinque famose murder ballads. Libro molto intenso e non meno terrificante del precedente. Potete rendere più piacevole la lettura della mia recensione, ascoltando le canzoni che l’autore ha trasformato in un fumetto (qui in una comoda playlist, com’è d’uso tra i giovani).

.


HQ1SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #10
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Non è un mistero che Harley Quinn è una delle serie che seguo con più piacere. Sono da sempre un grande fan di Palmiotti (bellissimo il suo Jonah Hex) e la coppia che forma con la moglie Amanda Conner nella gestione di questa testata mi ha sempre convinto, tra umorismo, sensualità e azione fuori dal comune. Tutto questo comunque non salva lo Speciale di San Valentino pubblicato su questo numero: divertente ma nulla di che. Continuo invece a schifare questa Suicide Squad. In dieci numeri non c’è stato un momento degno di nota, né con i disegni né con la scrittura. Sorpresa invece per i Segreti Sei di Gail Simone. Non sono un grande estimatore della sceneggiatrice (la sua run su Batgirl non ha mai preso il volo, funestata anche da crossover e un paio di licenziamenti), ma qui mi sta davvero convincendo. Staremo a vedere. Promosso a metà anche a Ken Lashley, segno sporco al punto giusto che però ogni tanto sfocia nel pressapochismo.


QuintoVangelo1IL QUINTO VANGELO #1 – L’antro del Cerbero
di Jean-Luc Istin e Thimothee Montaigne (Editoriale Cosmo, 2016)
Leggo con qualche mese di ritardo questo numero uno. Lo leggo soprattutto dopo aver già letto il numero due. Dentro di me mi dicevo che le prime venti pagine erano incomprensibili (e addossavo la colpa alle sceneggiature non proprio di ferro dei fumetti della serie Weird Tales), e infatti quando l’ho messo in libreria mi sono accorto che mi mancava il primo albo. E adesso che l’ho letto ho colmato i buchi narrativi e posso dire con più sicurezza che comunque non mi è piaciuto. Le storie di intrighi e complotti non sono proprio il mio genere.

.


RG25RATMAN GIGANTE #25
di Leo Ortolani (Panini, 2016)
Comincia qui l’Esalogia delle Origini. Un bel nome altisonante, vero? Finalmente il Leo comincia a fare sul serio con una storia dal respiro più ampio e dalle ambizioni raddoppiate.

.


JimboBATMAN #46
di AA.VV (RW E

dizioni, 2016)
Prosegue l’avventura di Jimbo Gordon nei panni del Batman corazzato per la lotta contro i criminali e la burocrazia. Arrivato al secondo numero la saga di Snyder diverte, ma i colpi di genio sono lontani. Se ci mettiamo anche un Capullo abbastanza svogliato e incapace di disegnare qualsiasi donna (avete riconosciuto Maggie Sawyer?), la situazione non migliora. Staremo a vedere.
Su Il Cavaliere Oscuro invece le cose vanno meglio. Manapul e Buccellato danno al vecchio Bullock il ruolo che si merita da anni. Tra i sospetti nei confronti della ex collega Montoya  e una toccante bromance tra lui e Gordon, la testata sta vivendo un buon momento.
Su Grayson invece parte un nuovo arco narrativo che vede il fu Nightwing coinvolto in un misterioso complotto. Non cambiano gli elementi cardine della serie: azione, sensualità e qualche battutina. Ormai è una certezza.


PaperGirls5PAPER GIRLS #5
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Ecco arrivato il momento in cui il buon Vaughan dà un colpo di coda e trasforma il microcosmo della serie in qualcosa di più grande, più misterioso e più pericoloso di come ce l’eravamo immaginato. Fino al numero precedente ero spaventato dall’imminente salto nel vuoto (ma sono un conclamato vigliacco che evita persino il Brucomela), eppure la tavola che chiude il numero cinque mi ha così elettrizzato che non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserva il Futuro.

.


firstyearhealthyFIRST YEAR HEALTHY
di Michael DeForge (Drawn & Quarterly, 2014)
Quello che mi piace di DeForge è che se ne fotte dell’equilibrio narrativo delle sue storie. Ma non è un autore/accumulatore che trova il senso del suo racconto nell’amalgama di elementi, DeForge vede nel gesto del lettore di girare la pagina, l’occasione per fargli trovare davanti qualcosa di inaspettato: una nuova svolta narrativa, un cambio di genere, una mutazione improvvisa nello stile del disegno. E anche First Year Healthy conferma questa sua dote. Un fumetto in continua trasformazione, che non ha paura di risultare disequilibrato e che riesce persino a essere emozionante e profondissimo in un modo tutto suo.
.


Revival3REVIVAL #3 – Un posto lontano
di Tim Seeley e Mike Norton (Saldapress, 2016)
Mentre si scopre qualche verità e si aprono nuovi interrogativi, Revival continua a convincermi. Mi piace soprattutto la scrittura di Seeley e quel suo modo tutto strano di procedere senza una direzione vera e propria. Seeley non si prefigge di trattare una tematica, ma sembra seguire le sorti dei suoi personaggi per tracciare l’identità della serie. Certo, ogni tanto sbanda e le cose funzionano pochino (in questo numero per esempio tutta la vicenda di May Tao è davvero poco convincente e chiusa con uno spiegone immenso) però quando tutto va per il verso giusto, si hanno momenti potentissimi e colpi di scena decisamente ben fatti.
.


xenozoic1XENOZOIC #1 – Cadillac e dinosauri
di Mark Schultz (Editoriale Cosmo, 2016)
Sì, è proprio il fumetto da cui hanno tratto quel videogioco là e quel cartone animato là. Ed è più bello di quello che pensate. Ma bello davvero, un fumetto che sta a metà tra la narrazione vintage un po’ granitica (tanti dialoghi e tante didascalie ad effetto) e un tratto semplice ma potente che si concentra su muscoli e pose (poco importa che siano di omaccioni, donnone, macchine o dinosauri). Divertentissimo oltre ogni limite.

.


SputatrevolteSPUTA TRE VOLTE
di Davide Reviati (Coconino Press, 2016)
Difficile tenere in piedi un libro così. Non solo per l’evidente lunghezza, ma per quello che ci butta dentro (adolescenza, provincia, zingari, amicizia, scoperta del mondo adulto, violenza) e come lo butta dentro (scene oniriche, racconto storico, salti temporali). Difficile mantenere l’equilibrio ma Reviati compie il miracolo e il suo Sputa tre volte è un libro solido con solo qualche piccolo difetto. Nonostante questo però, la scintilla non è scattata.

.


AW18ADAM WILD #18 – La corsa degli struzzi
di Gianfranco Manfredi e Massimo Cipriani (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Primo episodio di una storia in due parti che si preannuncia essere divertente tanto quanto la trasferta londinese (finora il momento migliore della serie). La scrittura leggera di Manfredi oscilla tra il settaggio di complotti e intrighi e una fedeltà storica che non è mai un fardello per il racconto. Massimo Cipriani nella norma Bonelli. Peccato perché la gara con gli struzzi sarebbe potuta essere più divertente.

.


Providence1

PROVIDENCE #1
di Alan Moore e Jacen Borrow (Panini Comics, 2015)
Alan Moore affronta Lovecraft di petto e ne esce fuori un fumetto stratificato dove il citazionismo e la rielaborazione della mitologia e delle atmosfere dello scrittore rivivono sotto luce nuova. Providence diventa per Moore l’occasione per riflettere direttamente sull’opera di Lovecraft, operazione che lo sceneggiatore mette in atto grazie a un protagonista che ricalca manie, ossessioni, paure e segreti dello scrittore, che prendono vita bilateralmente tramite le azioni descritte nel fumetto e attraverso le pagine del diario personale che ne approfondiscono la psicologia.
Alan Moore fa un buon lavoro, ma è stato Jacen Borrow a conquistarmi con la disposizione verticale delle tavole, perturbante e misteriosa.


WAR1IL CAVALIERE OSCURO #39
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Comincia con questo numero il nuovo assetto dell’antologico Il Cavaliere Oscuro. Si parte dal We are Robin di Lee Bermejo, che convince subito per l’idea interessante e la scrittura davvero fresca tarata su un pubblico di adolescenti (ma priva di qualsiasi arruffianata). Attendo di leggere gli sviluppi.
Continua invece la gestione di Catwoman da parte di Genevieve Valentine, che ha saputo ridare nuova linfa in un personaggio purtroppo rimasto ostaggio per troppi anni di una tutina attillata. E infatti – complici gli avvenimenti di Batman Eternal – la Valentine gliel’ha tolta e l’ha fatta diventare la signora del crimine di Gotham (da premiare anche il bel character design di Garry Brown che ha evitate le classiche forme morbide a favore di una certa spigolosità). Ora però è arrivato il momento di farle rivestire i panni di Catwoman e la scommessa dell’autrice sarà quella di far convivere le due anime del personaggio.
Chiude il volume la prima parte del terzo annual di Batman e Robin. Damian Wayne e il suo paparino decidono di andare a fare una gita sulla Luna. No. Davvero. No.


SuperConductiveBrainsParataxisSUPER CONDUCTIVE BRAINS PARATAXIS
di Shintaro Kago (Star Comics, 2016)
Questo lavoro che precede di una decina di anni il recente Industrial Revolution and World War (che ne riprende tematiche e suggestioni visive) è forse un poco immaturo e qua e là impreciso nelle sue intenzioni, con una divisione tra intrattenimento e riflessione che non trova mai un’amalgama perfetta. Super Conductive Brains Parataxis è comunque un lavoro interessante e visivamente ricco. Seguirà recensione, prima o poi.

.


UT1UT #1 – La via della fame
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Il progetto della vita di Corrado Roi vede finalmente la luce grazie alla collaborazione della Barbato, che dagli appunti del disegnatore ha tirato fuori una storia che si svela poco a poco. Misterioso e affascinante, questo primo numero di UT è per ora una scommessa vinta (e lo dice uno che non apprezza particolarmente Roi): niente di sperimentale ma scrittura e disegni funzionano bene. Difficile capire come si evolverà la serie, ma rimarrò a bordo fino all’ultimo numero.
Ho letto l’edizione da fumetteria, approfittando della presentazione in anteprima dell’albo (qui trovate il mio resoconto). Tolta la copertina di Mari e la relativa intervista, i contenuti extra sono di fatto le schede dei personaggi, una cosa di cui sinceramente non me ne frega niente visto che i personaggi li ho già conosciuti leggendo la storia nella mezzora precedente. Pensare a qualcosa di meglio no?

Gigahorse #1 | Febbraio 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.


SHS1SHERLOCK HOLMES SOCIETY #1 – Il caso Keelodge
di Sylvain Corduriè, Stéphane Bervas, Eduard Torrents (Editoriale Cosmo, 2016)
Sherlock Holmes vs. Zombies feat. Mr. Hyde. Solito pastrugnone della collana Weird Tales. Verboso (come al solito) ma abbastanza divertente.

..


..SnowpiercerTerminusSNOWPIERCER: TERMINUS #1 – #2
di Olivier Bocquet e Jean-Marc Rochette (Editoriale Cosmo, 2016)
Questo terzo sequel di Snowpiercer è all’altezza dei suoi predecessori. Pur essendo chiaramente in debito col film di Bong Joon-ho nella caratterizzazione volutamente grottesca degli antagonisti, Snowpiercer: Terminus non tradisce l’opera originale e continua a proporre azione e riflessioni sul mondo che ci circonda. Bella la sceneggiatura di Olivier Bocquet (con il treno sostituito da una Tomorrowland diventata l’ultimo avamposto dell’umanità), ma a brillare è il veterano della serie Jean-Marc Rochette, che dal primo volume al terzo ha sintetizzato il suo segno rendendolo più espressivo e pulsante.

.


LoveAddictLOVE ADDICT – Confessioni di un seduttore seriale
di Koren Shadmi (Bao Publishing, 2016)
Inizia come “l’amore ai tempi di Tinder” e finisce nel nulla. Un libro inutile che tira inutilmente in ballo Woody Allen, Robert Crumb e Chester Brown. Per non farla lunga, qui trovate la mia recensione.

.


RatmanG24RATMAN GIGANTE #24
di Leo Ortolani (Panini, 2016)
Non sono uno di quelli che oddio Ratman capolavoro. Anzi, posso dire che da quando sto recuperando la ristampa in formato gigante, le risate non sono mai mancate ma mi sono trovato più di una volta a chiedermi qual’era la storia che avevo letto in quelle pagine. Ma questo potrebbe benissimo essere un mio limite.
La cosa che invece mi piace del Ratman Gigante è il dietro le quinte di ogni storia. Una cronologia di errori, passi falsi, correzioni, lavoro matto e disperato che ti fa capire perché il Leo è là e noi siamo qua.
.


PaperGirls4PAPER GIRLS #4
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Vaughan colpisce ancora. Al quarto numero il suo Paper Girls si conferma come la serie più bella dell’anno. Scrittura precisa nel dosare misteri, dispensare cliffhanger, creare personaggi perfetti e una buona dose di dialoghi sboccati. L’unico timore è che l”universo narrativo si allarghi troppo, ma non mi sembra il caso di farsi prendere dal panico. Per ora me lo godo con piacere.

.


L&K1LOCKE & KEY # 1 – Benvenuti a Lovecraft
di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press, 2009)
La Magic Press ha appena pubblicato il sesto e ultimo volume della serie di Hill e Rodriguez, e io col consueto tempismo, ho cominciato a leggere il primo TP. Il tratto di Rodriguez non mi fa impazzire, ma Joe Hill ha già messo sul piatto tutti gli elementi che mi piacciono: mistero, bambini curiosi, killer pazzi, fantasmi, faccioni americani. I romanzi di Hill mi sono piaciuti un sacco (d’altronde buon sangue non mente), e questo fumetto ha tutte le carte per piacermi altrettanto. Qui la mia recensione.

.


SafariHoneymoonSAFARI HONEYMOON
di Jesse Jacobs (Eris Edizioni, 2015)
Applausoni alla Eris che con questo libro comincia la pubblicazione del meglio del panorama indie d’oltreoceano. E per meglio si intende che al prossimo giro tocca a Michael DeForge con il suo DressingSafari Honeymoon è molto bello nella maniera in cui potete immaginarvi, ma anche in un modo che invece non sapete nemmeno. Cosa significa tutto ciò? Boh, ma potete sempre leggere qui la mia recensione.

.


HeadLopper2HEAD LOPPER #2
di Andrew MacLean (Image Comics, 2016)
Continuano le avventure di Norgal. Head Lopper è una serie divertentissima di avventura pura, con soluzioni grafiche e un character design superlativo. Peccato che questo numero, che mantiene inalterata l’azione frenetica del primo volume, sia narrativamente un po’ fiacco, con la storia che sembra messa temporaneamente in stallo. Attendo con fiducia la prossima uscita.

.


AW17

ADAM WILD #17 – La suprema catastrofe
di Gianfranco Manfredi e Pedro Mauro (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Conclusione sottotono per questa doppia storia cominciata nel numero precedente. Sviluppo macchinoso per un epilogo inconsistente, viste soprattutto le premesse catastrofiche del titolo (peraltro bruttino). I disegni di Pedro Mauro fanno il loro dovere, con risultati a volte buoni.

.


DYDColorFest16DYLAN DOG COLOR FEST #16 – Tre passi nel delirio
di Ausonia, Marco Galli e AkaB (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Non sono un fan di Dylan Dog. Ho letto qualcosa di Sclavi (che ho sempre preferito come romanziere) e giusto il Mater Morbi di Recchioni, ma poi mi sono fermato lì. Questo Color Fest #16 quindi è un acquisto più dettato dall’interesse che ho per gli autori che quello nei confronti del personaggio. La storia di Ausonia è un racconto metanarrativo sufficiente, le cui riflessioni sono forse troppo legate al personaggio e alla testata per coinvolgermi per davvero. Marco Galli invece punta su una storia classica che stravolge con un tratto grottesco da cui riesce a far emergere anche una certa fragilità emotiva dei personaggi. Lo sguardo di Dylan, malinconico e impaurito, è davvero commuovente. Chiude l’albo la storia di AkaB, dove la metanarrazione si estende oltre il personaggio e la sua storia editoriale per farsi riflessione più ampia e sofferta sull’identità e sulle storie. Gestione magistrale della gabbia bonelliana.
Esperimento riuscito.


MD3MANIFEST DESTINY #3 – Chiroptera e Carniformaves
di Chris Dingess e Matthew Roberts (Saldapress, 2016)
“Quando Thomas Jefferson inviò Lewis e Clark in esplorazione, si aspettava onestamente che gli riferissero di lanosi mammut e mastodonti di varia natura. Se i dinosauri fossero stati noti all’epoca, avrebbe chiesto loro quasi sicuramente di portargli un triceratopo.”
Così scriveva Bill Bryson nel suo Una passeggiata nei boschi (Guanda, 2000) e la serie di Dingess e Roberts non si sta allontanando di molto. Forse la struttura nuovo luogo-nuovo mostro alla lunga stuferà, ma per ora non risulta monotona. Anche perché, come in ogni grande romanzo d’avventura, ciò che conta è l’esplorazione (anche dei propri limiti) e i due autori si stanno dimostrando molto abili nelle descrizioni di nuovi spazi, nuovi mostri, nuovi pericoli e dell’influsso che queste scoperte hanno nei membri della spedizione. 


SwampThing4SWAMP THING: LIBRO QUATTRO
di Alan Moore, John Totleben e Stephen Bissette (RW Edizioni, 2015)
La conclusione del ciclo American Gothic cominciato nel precedente cartonato dimostra l’abilità di Moore nel gestire un evento macroscopico senza perdere mai di vista il suo personaggio. Forse non è divertente come il suo inizio, e nemmeno intima e psichedelica come il secondo volume della serie, ma questa conclusione ci restituisce un personaggio complesso, che messo davanti alle complessità di definire male e bene, fatica a trovare un’unica e sicura risposta.

.


Convergence4CONVERGENCE #4
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Questo finale funziona più o meno così: “Dobbiamo salvare il Multiverso!”. Giri pagina e l’hanno salvato. Quanta emozione. Non che nei quattro numeri non ci siano bei momenti (Telos e Brainiac sono scritti benino, soprattutto quest’ultimo), ma ho letto decisamente di meglio.  Negli scorsi numeri qualche bella tavola erano riusciti a metterla, mentre a questo giro dobbiamo sopportare delle orrende splash page che illustrano gli universi salvati.

.


aralluTHE DIM REVERBERATION OF THE CHAOSHOLDER – 1st Seal
di Arallu (Hollow Press, 2016)
La nuova serie della Hollow Press (che si affianca all’antologico U.D.W.F.G. già arrivato al terzo volume) è l’ennesima conferma della ricerca continua che è alla base di questa piccola casa editrice. Ogni libro ha una veste cucita per l’occasione (questo è uno spillato ultra-lusso) e rappresenta sempre una nuova sfida per il lettore. In questo caso ci troviamo davanti a una narrazione in soggettiva, tra il videogioco e un dungeon crawl, e una mitologia tutta esplorare. Questo primo volume non è di immediata lettura, ma poco fa non vi avevo detto che si trattava di una sfida? Tra qualche settimana vi dirò qualcosa di più sul fumetto tramite apposita recensione.


BrucoIL BRUCO 
di Edogawa Ranpo e Suehiro Maruo (Coconino, 2012)
E’ bello trovarsi tra le mani un libro che funziona in maniera così precisa. Suehiro Maruo prende un racconto di Edogawa Ranpo (l’Edgar Allan Poe giapponese, letteralmente) e gli dà corpo con una narrazione perfetta dove convivono la dimensione dell’incubo e quella di un sentimento amoroso. Straordinario come da questa storia è completamente esclusa la prospettiva morale, a sottolineare che le forme d’amore che nascono e si sviluppano nell’habitat esclusivo di una coppia, sono esenti da qualsiasi giudizio esterno. Un capolavoro dolce e destabilizzante.