Gigahorse #12 | Gennaio 2017

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.


segniaddossoI SEGNI ADDOSSO – Storie di ordinaria tortura
di Andrea Antonazzo, Elena Guidolin e Renato Sasdelli (Edizioni BeccoGiallo, 2016)
I segni addosso vive di due estremi che cercano di sorreggersi a vicenda. Da un lato c’è una sceneggiatura tradizionale e didascalica (che in questo caso non sempre appare come un demerito) mentre dall’altro ci sono delle tavole che puntano tutto sull’emozione più che sulla ricostruzione lineare dei fatti. Il risultato sarebbe e potuto essere più felice: le illustrazioni di Elena Guidolin rubano la scena a una scrittura che fa il suo dovere ma risulta troppo debole, tant’è che anche la struttura del libro non riesce a trovare un compimento e una chiusura tale da rendere incisiva la narrazione. A tirare colpi in faccia ci pensa la Guidolin, capace di una narrazione laterale alle vicende narrate (si concentra sempre su particolari apparentemente secondari) per dare così corpo e anima ai dolori, alle umiliazioni e alle torture subite.

xuwwuuXUWWUU – A furvert fairytale
di Gabriel Delmas (Hollow Press, 2016)
Gabriel Delmas ci accompagna nuovamente nelle terre che popolano i suoi incubi. Xuwwuu è un lavoro affascinante e lirico, da esplorare e percepire senza cercare di comprenderlo o decifrarlo. Per i lettori più coraggiosi e quelli che non si spaventano a leggere e rileggere qualcosa per scorgere particolari e connessioni che raccontino qualcosa di sé. Chiude il volume una bellissima intervista di Michele Nitri all’autore, ottima sia come introduzione per i nuovi lettori, che come utile appendice per i suoi lettori più affezionati. Qui trovate anche la mia recensione.

tintinLE AVVENTURE DI TINTIN
Nel paese dei Soviet – Tintin in Congo – Tintin in America – I sigari del Faraone
di Hergé – Traduzione di Giovanni Zucca (allegato RCS, 2017)
Parte la collana da edicola dedicata a Tintin, una raccolta cronologica in volume singolo con copertina cartonata fatta di quel materiale che ti fa venire voglia di appoggiarci la faccia sopra. Le tavole sono della stessa dimensione della raccolta che Rizzoli Lizard fece uscire qualche anno fa e che risulta ancora la versione più economica in commercio. Sto preparando un diario di lettura della serie, lo vedrete presto qui. 

thinTHIN #1-3
di Jon Clark (American Gothic Press, 2016)
Interessante miniserie in tre numeri che racconta la storia di una donna obesa convintasi di dimagrire dopo il tradimento del marito. Si rivolge a uno specialista particolare che la fa finire in una situazione poco piacevole. Il fumetto è a metà tra un film di Cronenberg (ma senza morbosità e amore per il gore) e uno di quei film indipendenti con un solo protagonista intrappolato in una situazione di merda (Mine, Buried e simili). E in effetti Thin potrebbe essere un buon film, perché darebbe la possibilità di approfondire alcuni aspetti e momenti che il fumetto gestisce troppo velocemente (su tutti il buon finale rovinato da una scrittura psicologica un poco grossolana). Funzionali i disegni, poggiati letteralmente sul corpo gigantesco della protagonista.

plutonium1PLUTONIUM
di Gabriel Delmas (Hollow Press, 2016)
Espressione atterrita, sguardo e bocca spalancati, due gambe secche che percorrono enormi distanze. Questi i tratti distintivi del protagonista di Plutonium, un mostriciattolo che esplora un mondo mutante, sorprendente e spaventoso. Quasi un libro di esplorazione per l’attenzione che Delmas ripone nella descrizione di flora e fauna, con un approccio naturalista e quasi enciclopedico accentuato dal tratto a matita. Qui trovate anche la mia recensione.

fashionbeastFASHION BEAST
di Alan Moore, Malcolm McLaren, Anthony Johnston e Facundo Percio – Traduzione di Leonardo Rizzi (Panini Comics, 2016)
Tratto da un soggetto di Alan Moore (a sua volta sviluppato da un’idea dell’eclettico Malcolm McLaren), Fashion Beast è un lavoro dai contenuti interessanti ma non sostenuto a dovere dalla sceneggiatura. La scrittura di Antony Johnston è altalenante: ci sono buoni momenti (gli scambi tra Celestine e Doll sono sempre all’altezza delle aspettative create) e sequenze ben gestite (come l’incipit), ma la scrittura dei personaggi non è sempre convincente e la loro ambiguità è spesso sotto-utilizzata. In più la storia (soprattutto nella parte iniziale) è eccessivamente allungata, cosa che le fa perdere il grip sulla tensione creata attorno al primo colpo di scena. Facundo Percio fa il suo dovere. Insomma, fa la solita cosa nello stile Avatar Press.

howtosurviveinthenorthHOW TO SURVIVE IN THE NORTH
di Luke Healy (Nobrow, 2016)
Cosa c’entrano tra loro una eschimese abbandonata tra i ghiacci da due scienziati nell’anno 1922, un professore costretto dopo uno scandalo a vivere il 2013 come il suo anno sabbatico, e il capitano di una nave incastrata nel ghiaccio dell’Artico nel 1913? Per una ragione e per l’altra tutti e tre sono perduti in un ambiente ostile e in una situazione difficile da superare. La forza del racconto di Luke Healy è quella di non intrecciare mai le storie (al massimo si sfiorano), ma di farle avanzare contemporaneamente. Sarà compito del lettore notare le analogie e le differenze di quella che comunque appare come un’unica storia sulla tenacia, sul coraggio e sulla speranza. Lo stile di disegno di Healy è reso originale da un uso del colore capace di dare un nuovo volto ai luoghi delle vicende. How to survive in the North è una storia d’avventura intima, classica e al contempo pop. Un ibrido interessante e riuscito

latteradeifigliLA TERRA DEI FIGLI
di Gipi (Coconino Press, 2016)
La terra dei figli
è la storia dell’ultimo libro dell’umanità. Una storia per forza di cose primitiva, dove la scrittura pare aver perso qualsiasi valore comunicativo nella vita reale per riacquistarne uno più primordiale e istintivo. Gipi conferma le sue già note qualità di narratore, ma spogliatosi della voce narrante e dell’autobiografismo e approdato nei territori della pura fiction, si riscopre essere un autore mille volte migliore di quello che è stato. Non solo più sincero (e questo è un paradosso visto che il cambiamento coincide con il suo primo lavoro di finzione) e meno propenso all’uso di trucchetti e sotterfugi (in primis proprio la sua ruffiana e perfetta voce narrante), ma perfino più incisivo, basti pensare a come un tema a lui caro come la paternità e il ruolo dei figli, venga sviluppato in maniera più profonda e forte rispetto al passato. Gipi dimostra la sua grandezza anche nel delineare un mondo futuro senza spiegazioni ma solo attraverso le suggestioni, evitando così toni paternalistici o apocalittici, soprattutto nei momenti in cui emergono echi riguardante internet e i social network. Un lavoro praticamente perfetto, puro e finto e proprio per questo ancora più reale rispetto ai suoi predecessori. Da leggere in coppia con La peste scarlatta di Jack London, con cui condivide più di una suggestione.

harrowcounty2HARROW COUNTY #2 – Come allo specchio
di Cullen Bunn e Tyler Crook – Traduzione di Valerio Stivé (ReNoir, 2016)
Harrow County si fa sempre più interessante nel modo in cui decide di trattare la stregoneria. Sembra una specie di Harry Potter in cui la protagonista invece di essere un eroe che deve compiere il suo destino, è una normale ragazzina che scopre il suo potere e deve combattere proprio contro quella sua predestinazione. Sempre molto convincente il lavoro di Tyler Crook. A occhio bisognerà attendere il prossimo volume per cominciare a intravvedere quello che sarà il vero nucleo della storia. Ve ne parlo in maniera più approfondita su Fumettologica.

nevefondazioneNEVE: FONDAZIONE – Il sangue degli innocenti
di Didier Convard, Eric Adam, Didier Poli e Jean-Baptiste Hostache – Traduzione de I Cosmonauti (Editoriale Cosmo, 2016)
Il prequel di Neve trasforma la saga da teso thriller politico e complottaro in un survival post-apocalittico dove muoiono più o meno tutti. E questa è la cosa che mi ha divertito di più del fumetto: non c’è un protagonista fisso così la narrazione prende ritmi sempre diversi che riescono a tenere in piedi una storia che non regala grandi sorprese. Disegni un poco monotoni, soprattutto nelle sequenze d’azione cui manca spesso una dinamica chiara.

deadpool2099DEADPOOL 13
di Autori Vari – Traduzione di Luigi Mutti (Panini Comics, 2016)
Secondo numero per Deadpool 2099 (che ricordo essere un appuntamento semestrale all’interno della testata principale). È l’unica serie di Deadpool che davvero mi interessa, sia per una storia ben raccontata e che cambia un poco le dinamiche del personaggio, sia per le illustrazioni di Scott Koblish. Se c’è un fumetto di Deadpool che va letto è sicuramente questo. Per il resto terminano la loro corsa i Mercenari per soldi. E menomale. Solite idee noiose e umorismo squallido dilatate fino allo sfinimento.

artopsART OPS #1 – Come iniziare una rivolta
di Shaun Simon, Mike Allred e Matt Brundage (RW Edizioni, 2016)
Il problema di Art Ops non è la scrittura prevedibile dei personaggi e della trama, ma un high concept pieno di buchi e incongruenze. L’Art Ops ha la missione di salvare le opere d’arte da un misterioso nemico. Lo fa estraendo letteralmente dai quadri i soggetti ritratti sostituendolo poi con dei sosia. E qui arriva il primo inciampo: e i quadri astratti? Quelli di solo paesaggio? E le nature morte? Quella non è vera arte degna di essere salvata? Il misterioso nemico si rivela essere il soggetto di un brutto quadro, dove per brutto quadro si intende un personaggio i cui tratti sono ripresi da cubismo ed espressionismo. Mi state dicendo che la Monna Lisa è brava perché classica e il cattivo è crudele perché è cubista? La cosa che più mi intrigava dell’idea iniziale era vedere la Gioconda catapultata nel 2017 e vedere un poco l’effetto che faceva. Niente, si abitua in un secondo come se nulla fosse. Per fortuna ci sono i disegni di Mike Allred e Matt Brundage, capaci di creare un’atmosfera in cui far convivere una Monna Lisa punk e un David – Elephant Man. Vediamo se col secondo e ultimo volume qualcosa si sistemerà, ma visto che i problemi stanno nelle fondamenta non ho molte speranze in merito.

bcomicsshhhB COMICS – FUCILATE A STRISCE: SHHH!
a cura di Maurizio Ceccato (Ifix, 2016)
Silenzio in sala, è arrivato il nuovo B comics ed è tutto muto. Non che gli manchino cose da dire, anzi. Il silenzio è stata l’imposizione e la sfida che Maurizio Ceccato (curatore, allenatore, silenziatore) ha imposto agli autori coinvolti nel progetto. E come sempre la selezione di Ceccato non si limita solamente a una batteria di illustratori di razza, ma è anche un laboratorio di narrazioni che cerca di allargare orizzonti e ambizioni del fumetto. Qualche racconto è più riuscito degli altri, tutti sono lontani dalla banalità (formale e di contenuti, se la differenza tra i due elementi esiste). Su Critica Letteraria vi avevo dei due volumi precedenti di B comics, CRACK! e GNAM!. Aspettate ancora un poco e arriva la recensione anche di questo.

suicidesquadharleyquinn18SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #18
di Autori Vari – Traduzione di MC Farinelli (RW Edizioni, 2016)
Numero di passaggio per Harley Quinn, fondamentalmente una storia scritta solo per introdurre il nuovo costume del personaggio (uguale a quello del film Suicide Squad) e il nuovo cattivo che ci ritroveremo nei prossimi numeri. Comunque un numero divertente e di intrattenimento. Comincio a prenderci gusto nel seguire invece questa nuova gestione della Suicide Squad. Tim Seeley scrive un fumetto d’azione senza alcuna pretesa se non quella di regalarci uccisioni spettacolari e un’interazione tra i personaggi meglio gestita che in precedenza. E per ora ce la sta facendo. Ferreyra non mi convince del tutto perché sembra stia nascondendo alcuni suoi limiti (soprattutto nella recitazione dei personaggi) dietro una regia inutilmente complessa e barocca. Sui Segreti Sei continua ‘sta cosa assurda delle colonne, che il gruppo di “eroi” vuole distruggere per salvare Black Alice anche se ciò comporta la venuta di mostri spaziali sulla Terra. Non fa per me.

mezolith1MEZOLITH #1
di Ben Haggarty e Adam Brockbank – Traduzione di Francesca Martucci ed Elisabetta Sedda (Diabolo Edizioni, 2016)
Mezolith ha la pretesa di raccontare da dove vengono le prime storie del mondo e inaspettatamente riesce nell’impresa grazie a un mix di precisa ricostruzione storica e invenzione letteraria. La magia convive così con il reale, la fedeltà storica con la ricostruzione fantasiosa, e insieme compongono l’intricato mosaico delle vite dei nostri antenati. La struttura episodica del libro forse smorza la portata emotiva del racconto, ma dà la possibilità agli autori di descriverci un mondo variegato fatto di favole, battaglie, spiritualità e battute di caccia. Sospesi tra realismo e magia sono i disegni di Brockbank, molto suggestivi e sostenuti da una regia tradizionale ma attenta e meno banale di quel che può sembrare.

playboyIL PLAYBOY
di Chester Brown – Traduzione di Stefano Sacchitella (Coconino Press, 2016)
Questo è un fumetto per chi ci mette più tempo a scegliere un porno che a guardarlo, per chi è abbastanza vecchio da aver passato più tempo a nascondere materiale pornografico che a utilizzarlo. Un fumetto per chi ha questo tipo di ossessione (o passione?) e trova in Chester Brown non un amico ma più un interlocutore, qualcuno con cui condividere i propri pensieri più imbarazzanti. È stato liberatorio leggere della reazione di Brown alla playmate di colore (perché guardo solo porno con attrici bianche? Sarò intimamente razzista?), del suo concentrarsi su un particolare dei loro corpi per poi innamorarsene (oppure gettare via la pagina), della sua presa di coscienza di come la pornografia sia parte essenziale della sua vita e l’erotismo un luogo in cui si ha l’occasione di capire un po’ più sé stessi.

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Gigahorse #6 | Luglio 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

deadpoolcarnageDEADPOOL CONTRO CARNAGE
di Cullen Bunn, Salva Espin e Kim Jacinto (Panini, 2014)
Scontro divertente tra i due pazzi dell’Universo Marvel. Peccato come sempre per il cazzeggio che annacqua la storia, facendole perdere ritmo e mordente, con l’aggravante che – nonostante il tempo perso dietro a cose inutili – il finale risulta pure un poco affrettato. Per fortuna Salva Espin si scatena dando vita a sequenze splatter, mutazioni e combattimenti efferati.

MontagneFolliaALLE MONTAGNE DELLA FOLLIA
di Giovanni Masi e Federico Rossi Edrighi (Star Comics, 2015)
Per la collana I Maestri dell’Orrore edita da Edizioni Star Comics e curata da Roberto Recchioni, Giovanni Masi e Federico Rossi Edrighi firmano un buon adattamento, con una sceneggiatura interessante che rimedia agli errori di Lovecraft e una parte visiva notevole che si distacca dalle consuetudini grafiche degli adattamenti lovecraftiani. Se volete saperne qualcosa di più, potete leggervi anche la mia recensione.

texcapitanjackTEX – CAPITAN JACK
di Tito Faraci ed Enrique Breccia (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Non sono un lettore abituale di Tex. Faccio delle eccezioni solo nel momenti in cui qualche autore che mi piace scrive o disegna il personaggio. E in questo caso ai disegni c’è Enrique Breccia, mica uno qualsiasi. E infatti il suo Tex brilla di luce propria grazie a lunghe sequenze mute, una natura che invade continuamente l’ambiente e una regia misuratissima eppure mai invadente. Tex – Capitan Jack è un albo da leggere la prima volta con i testi  e poi una seconda per assaporare in purezza i disegni di Breccia e il fluire naturale della sceneggiatura di Tito Faraci, che inserisce Tex all’interno di una vicenda storica ed evita appositamente di renderlo in qualche modo non influente per la Storia ma fondamentale per la storia.

ButterflyGateBUTTERFLY GATE
di Benjamin Read e Chris Wildgoose (Improper Books, 2013)
Ma come mi piacciono i fumetti che se ne stanno zitti muti e non si perdono dietro alle parole ma fondano tutta la narrazione esclusivamente sulle immagini. E Butterfly Gate è proprio uno di questi, che riesce anche a raccontare una storia complessa senza mai sbandare. Il problema semmai sta altrove, ovvero che il finale apertissimo fa sembrare questo volumetto nient’altro che un prologo a qualcosa di più corposo. Che però non esiste. Uff.

lockekeyalphaomegaLOCKE & KEY #5 – Ingranaggi
LOCKE & KEY #6 – Alpha & Omega

di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press, 2015 – 2016)
Quando i King vogliono farti piangere, te lo fanno fare per davvero. Perché chi si lamenta quando quel chiattone di Martin fa crepare qualche personaggio di Games of Thrones, non solo è uno sprovveduto che non ha mai letto NESSUN romanzo, ma soprattutto non ha mai letto niente di Stephen King. Ed è impossibile leggere questi ultimi due volumi di Locke & Key senza farsi scappare delle lacrime perché Joe Hill (che qualcosa dal padre lo ha pure imparato) non ci risparmia niente. Ci sono morti, sacrifici e resurrezioni, ma c’è soprattutto un punto di vista morale che attraversa tutta la produzione di Stephen King e di Joe Hill e che qui si palesa prepotentemente. Perché ancora una volta Hil ci racconta il peso sulle nostre vite delle scelte che prendiamo. Perché un uomo buono da un uomo cattivo lo si distingue solo dalle scelte che compie, non da altro. Non dagli errori, non dalla famiglia, non dai traumi e non dalle paure. Contane solo le scelte. Qui la mia recensione.

sogniSOGNI
di Denis-Pierre Filippi e Terry Dodson (Editoriale Cosmo, 2016)
Se le nudità femminili gratuite possono darvi fastidio, non avvicinatevi nemmeno a Sogni, che tanto più di belle ragazze ben disegnate non troverete. Se invece non avete nulla in contrario a qualche donna nuda e a una storia così esile che nemmeno nasconde di essere solo un pretesto per dare la possibilità a Terry Dodson di disegnare in ogni vignetta una o più ragazze in abiti succinti, fiondatevi senza remore che un po’ di divertimento lo troverete di sicuro.
Stampa non eccellente, purtroppo. I colori sono spenti e qualche tavola risulta fuori fuoco.

Batman46BATMAN #50
di AA.VV (RW Edizioni, 2016
Niente, Snyder continua a fare una fatica boia a trovare un’identità al nuovo Batman. In questi sei numeri la testata sembra essere rimasta in stallo: Jim Gordon non ha ancora trovato il suo modo di essere Batman (e la sua ricerca non è poi così interessante), e non si è ancora capito come mai Mr. Bloom è lasciato ancora nell’ombra. Nonostante le pretese a questo story-arc manca il contesto urbano, solamente abbozzato e mai preponderante. Risultano ancora più interessanti le relazioni politiche del nuovo GCPD e la nuova vita di Bruce Wayne.
Il mese scorso mi dicevo che la nuova run di Detective Comics scritta da Peter J. Tomasi non aveva possibilità di miglioramento. E infatti peggiora. La storia è ridicola sin dalle premesse e per rendere credibile Gordon a confronto con il resto della Justice League si pensa bene di ridurli a una manica di scemi che non sanno combinare nulla.
Numero non esaltante nemmeno per Grayson che però rimane sempre su livelli accettabili grazie a una trama sempre intrigante (e intricata) e a dei disegni capaci di mettere in mostra le capacità acrobatiche del vecchio Dick.

oltremondoOLTREMONDO
di Laurence Engraver (Hollow Press, 2016)
In vista della pubblicazione della serie Aberration, Hollow Press pubblica la tesi di laurea allo IED di Roma di Lorenzo Baroni AKA Lawrence Egraver. Stupisce non solo il tratto sicuro e affascinante dell’autore, ma anche la sua sicurezza come narratore. Fatemi fare le ferie e poi arriva la recensione.

catwoman46IL CAVALIERE OSCURO #44
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Batman e Robin Eternal è davvero un grande omaggio alla figura di Robin. Lo è sin dalla scrittura: tanto era statica e colma di indagini la precedente Batman Eternal, tanto è dinamica e funambolica questa Batman e Robin Eternal. Le cose si fanno sempre più intricate ma James Tynion IV sembra avere la situazione in pugno grazie a una gestione dei personaggi davvero ben fatta, capace di far emergere in maniera naturale le personalità di tutti gli aiutanti del Crociato Incappucciato.
Dopo sei numeri introduttivi (di cui non si è mai sentita la pesantezza) sembra che con We are Robin sia finalmente arrivato il momento di entrare nel vivo dell’azione. Lee Bermejo ha predisposto tutto: ci sono i personaggi, c’è l’ambientazione urbana, c’è il loro mentore e c’è anche il cattivo. Attendo il prossimo numero per capire dove andrà a parare la storia.
Finisce qui la gestione di Catwoman a opera di Genevieve Valentine ed è un vero peccato perché si è rivelata inaspettatamente una delle cose meglio scritte di questo New52. La Valentina ha costruito una saga profonda e interessante, che vedeva Catwoman diventare Selina Kyle, la signora del crimine di Gotham, e poi ritornare nei panni della Gatta. Il tutto con una naturalezza davvero esemplare e un cast di comprimari davvero ben orchestrato. Fondamentale per il lavoro della Valentine è stato David Messina, capace di traghettare il personaggio dal tratto spigoloso e nervoso di Garry Brown a un tratto più deciso e arrotondato perfetto per descrivere il ritorno di una Catwoman forse meno sensuale e dalle forme meno prorompenti di un tempo, ma più completa e complessa come personaggio.

UT4UT #4 – Gli uomini se ne vanno, gli arrabbiati restano
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
L’universo di UT è in continua espansione. Superata la metà, la serie firmata da Roi e Barbato non dà segno di calmarsi per cercare di risolvere i numerosi enigmi ma anzi, pur facendo avvicinare i personaggi a una qualche verità, continua ad allargare i propri orizzonti aggiungendo nuovi personaggi, nuovi luoghi, nuovi spunti. Vedremo come i due autori riusciranno a far convivere negli ultimi due numeri il bisogno di creare un universo continuamente modellabile con la chiusura delle piste narrative aperte. 

papergirls6PAPER GIRLS #6
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Dopo una pausa di qualche mese torna Paper Girls con un numero di transizione che pone le basi per questo nuovo ciclo. Non che i colpi di scena manchino: Vaughan è ancora nella fase incasino tutto che tanto lo so che vi piace, e come si fa a dargli torto, Soprattutto in un numero “minore” come questo, dove lo sceneggiatore ha il tempo di concentrarsi sulle minuzie dei suoi personaggi?

REPUBBLICACATCHLA REPUBBLICA DEL CATCH
di Nicolas De Crécy (Eris Edizioni, 2016)
Com’è il manga di De Crécy? Rispetto a Il Celestiale Bibendum, La Repubblica del Catch è un libro leggero, divertente e pieno d’azione, anche se meno complesso a livello narrativo. Tornano alcune ossessioni di Dè Crecy (teste mozzate ma ancora in vita, una città che sovrasta il protagonista,  un animale muto con speciali abilità, pianoforti a motore) ma il tutto con un disegno meno pittorico e in una struttura molto classica che non mira a disorientare il lettore. La cosa che però stupisce è come De Crécy riesca a inserire anche in una storia semplice come questa, un sottotesto politico davvero forte e incisivo, amplificato da un finale stupefacente e doloroso, forse l’unica trovata narrativa forte e inaspettata del volume. Segue recensione.

deadpool2099DEADPOOL #62 – 63 – 64
di  AA.VV. (Panini Comics, 2016)
Andiamo con ordine che la carne sul fuoco questo mese è tanta, tra serie regolare, numero commemorativi e collaborazioni con altri eroi. Sul numero #62 la serie regolare ha una bella accelerata grazie allo scontro con Madcap, davvero divertente e ben orchestrato. Gerry Duggan tira fuori dal personaggio anche una nota malinconica (anche se sempre virata verso l’esagerazione tipica di Deadpool) che convince e che pare verrà esplorata nel prossimo futuro.
Col numero #63 facciamo invece un salto nel futuro. Deadpool 2099 è davvero una sorpresa, non tanto per lo scenario futuristico quanto per l’inconsueta dinamica che sconvolge il personaggio. Il rapporto conflittuale tra padre e figlia mantiene i livelli di follia della serie ma pulsa di un realismo davvero interessante. Menzione d’onore ai disegni di Scott Koblish (bellissima la tavola col primo piano del nuovo Deadpool). Comincia anche la serie team-up tra Deadpool e Spider-man. Questo primo numero riepilogativo non mi ha detto granché e la dinamica tra i due eroi mi ha già stufato.
Oltre al settimo episodio della serie regolare (in cui tutto è regolare, per quanto possa esserlo Deadpool), nel numero #64 troviamo sei mini-fumetti realizzati per i venticinque anni del personaggio e dedicati a ognuno dei componenti dei Mercenari per Soldi. I miei preferiti? Quello su Terror, su Slapstick e su Masacre.

fantebukowskiFANTE BUKOWSKI
di Noah Van Sciver (Coconino Press, 2016)
Questo mio primo incontro con Noah Van Sciver mi ha convinto. Fante Bukowski non lascia forse il segno, ma ha il merito di mostrare le capacità narrative di Van Sciver. Non tanto per la trama che costruisce intorno al personaggio (quasi del tutto nulla), quanto per il modo in cui riesce ad averne una visione simultanea. Ne rimane distante prendendo in giro la sua mediocrità con una satira attorno a chi vorrebbe essere uno scrittore maledetto, ma al contempo gli è molto vicino, partecipando alla sua disperazione con una sensibilità notevole.

lanavedeifolliLA NAVE DEI FOLLI
di Marco Taddei e Michele Rocchetti (Orecchio Acerbo Editore, 2016)
Non un fumetto ma un libro illustrato scritto dallo sceneggiatore di Anubi e disegnato da Michele Rocchetti, i cui disegni sembrano delle vetrate medioevali illuminate da luci al neon. La storia è quella di un gruppo di scarti della società che parte per un lungo viaggio per dimostrare che la Terra è rotonda. La nave dei folli è una storia d’avventura sgangherata, un racconto picaresco sulla necessità dei matti e della follia. Datemi un po’ di tempo che ve lo racconterò meglio in una recensione.