Laser #9 | Settembre 2016

Laser è l’elenco delle recensioni che ho pubblicato durante il mese. Di solito sono molto poche perché sono pigro.


oltremondoOLTREMONDO di LaurenceEngraver (Hollow Press, 2016)
Con Oltremondo la Hollow Press ci presenta LaurenceEngraver in previsione della sua serie Aberration. Lo fa con un libro – che è anche la tesi allo IED dell’autore – che mette in mostra le sue capacità grafiche, i temi che gli interessano e il suo modo di raccontarci la sua storia. C’è un universo grafico stupefacente (e che può ancora maturare) e un’attenzione alle emozioni più viscerali del lettore che è difficile trovare in prodotti simili. Se Oltremondo doveva farci venire l’acquolina in bocca, LaurenceEngraver e la Hollow Press sono riuscite nel loro intento.
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uominiinmareUOMINI IN MARE di Riff Reb’s (KLeiner Flug, 2016)
Uomini in mare ha un ritmo ondivago, capace di cambiare toni ma con una coerenza di fondo che sembra nasce da un nocciolo che Riff Reb’s mette sempre al centro delle sue storie, e che è poi un senso dell’ignoto che di volta in volta si trasforma in paura, curiosità, sogno, spiritualità. Attorno a questo tema centrale l’autore pone storie variegate, ognuna con un punto di vista peculiare. Colpisce soprattutto nella selezione dei racconti la voglia di allontanarsi dalla solita epica marinaresca (usata solo nel bellissimo Il grande sud di Mac Orlan ma usata comunque in maniera originale visto che l’acqua è sostituita dalla neve), per proporre una nuova visione di quel mondo.
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safespace1SAFE SPACE #1 di Alessandro Galatola (Autoproduzione, 2016)
Nel leggere il primo numero di Safe space ci si sente davvero sporchi. Alessandro Galatola, che qui raccoglie alcune delle sue storie pubblicate tra il 2012 e il 2015, costruisce un ambiente sicuro dove poter mostrare traumi, insicurezze, visioni, perversioni, in cui però la narrazione degli stessi è privata dei classici mediatori di cui dispone la società degli uomini. Safe space è privo di un approccio psicologico, rifiuta qualsiasi interpretazione clinica e non cerca rifugio nemmeno negli artifizi della metanarrazione o nel torpore che offrono le soluzioni classiche del genere, che in questo caso potrebbe essere l’horror ma anche no.
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iteroperpetuoITERO PERPETUO di Adam Tempesta (Eris Edizioni, 2016)
Che strano parlare del contenuto di un libro descrivendo il suo contenitore. Eppure la veste grafica con cui la Eris Edizioni ha deciso di presentarci Itero perpetuo, il fumetto d’esordio di Adam Tempesta, ci è molto utile per individuare i due estremi che compongono la storia. Il libro si presenta con una sovraccoperta bianchissima, quasi sconcertante per la sua pulizia grafica, con l’unico tocco weird di inserti fosforescenti (sta a voi scoprire cosa e dove). Spogliando il libro dalla sovraccoperta ci troviamo davanti a un’esplosione di colore e personaggi che si ammassano senza logica sulla copertina. Ci sono mostri, alieni, personaggi del libro e altri che non compariranno mai; c’è perfino Waldo (anche qui, scoprite voi dove si nasconde). Ordine e disordine, calma e confusione, pace dei sensi e tormento interiore: sono questi i due poli opposti che governano Itero perpetuo e l’andamento strambo della sua storia.
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frankensteinI MAESTRI DELL’ORRORE: FRANKENSTEIN di Giulio Antonio Gualtieri e Francesco De Stena (Edizioni Star Comics, 2015)
La sceneggiatura di Gualtieri non fa affidamento esclusivamente sulle didascalie e quindi elimina quasi del tutto il narratore, se non quando effettivamente utile allo svolgersi della storia. Questo gli permette di alleggerire la struttura del racconto e  seguire in maniera precisa il romanzo, senza essere obbligato dalla foliazione a saltare scene o modificare il tempo di permanenza dei personaggi sulle pagine. Così il Mostro appare pochissimo, ma Gualtieri riesce a farci sentire la sua presenza e non omette mai né l’eterno dolore cui è costretto, né la terribile ferocia della sua vendetta.
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Oltremondo | Una storia di inchiostro e sperma

Un branco di spermatozoi attraversa la controguardia di Oltremondo dall’angolo superiore sinistro a quello inferiore destro. Oppure a solcare la controguardia del libro sono gocce di inchiostro esplose che colano e si rincorrono sino a seccarsi sulla pagina bianca. Difficile capire quale dei due liquidi è il protagonista di questa illustrazione, forse perché per l’esordiente LaurenceEngraver (aka Lorenzo Baroni) non c’è alcuna differenza tra i due. Inchiostro o sperma, pagina bianca o ovuli: c’è un liquido creatore e un ambiente divino che lo accoglie, e in una misteriosa combinazione alchemica entrambi gli elementi si uniscono sino a formare la creatura.

Non a caso Oltremondo è la storia di un inizio, di un creatore che plasma un mondo e che deve combattere contro le impurità a cui lui stesso ha dato forma e che ora rischiano di compromettere la sua creatura. Il punto di vista metanarrativo per LaurenceEngraver è una riflessione sul suo ruolo di demiurgo e anche una dichiarazione di intenti. In lui non c’è alcun desiderio di proporre una metanarrazione che rifletta sulle strutture del racconto perché a definirle è l’azione stessa del protagonista/creatore, che delinea così dagli intestini della storia le coordinate di un mondo che si crea mentre noi lo stiamo leggendo. Non essendoci strutture narrative pregresse, la metanarrazione di LaurenceEngraver può concentrarsi esclusivamente sul protagonista che – come in una sorta di trinità – è personaggio, demiurgo all’interno della sua storia e creatore al di fuori della pagina bianca.
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Questa attenzione profonda nei confronti del significato della creazione e del ruolo del creatore, fanno si che Oltremondo sia ammantato da un’atmosfera spirituale che lo avvicina davvero a un testo sacro, complice anche una certa dose di mistero ed ermetismo  che lo rendono ancora più affascinante. Questo accade soprattutto nella seconda parte del volume, Three me genesis – Before Oltremondo, un lungo racconto che funge da prologo alle vicende narrate e che ha il suo punto di forza in tavole a tutta pagine dal tratto dettagliatissimo perfetto per raccontare questo orrorifico Big Bang e la sua duplice natura carnale e spirituale. In questo prologo LaurenceEngraver costruisce una narrazione giocata quasi esclusivamente sui dettagli: i suoi disegni non si accontentano di offrirci la visuale di un microscopio per indagare la superficie degli organismi che abitano la storia, ma entra nei corpi come a volerne cogliere l’intimo mistero della creazione.

Molto diverso invece è lo stile narrativo della prima parte del fumetto, che si presenta con una classica griglia e uno stile di disegno meno denso rispetto alla seconda parte. Qui LaurenceEngraver asciuga il suo segno con linee più definite e un uso davvero potente delle silhouette. L’aspetto narrativo più interessante di questa prima parte è la sistematica alternanza tra scene d’azione e scene di dialogo, che LaurenceEngraver non contamina l’una con l’altra, ma tiene debitamente separate: se si combatte non si parla, se si parla non si combatte. Questo non crea alcuno scompenso narrativo nella storia, ma ne amplifica la parte emotiva. Se infatti c’è una cosa che stupisce di questo Oltremondo è la capacità del suo autore di coinvolgere emotivamente il suo lettore scaraventandolo in un vortice altalenante di sequenze d’azione e dialoghi importanti (che ogni tanto però peccano in ingenuità).

Con Oltremondo la Hollow Press ci presenta LaurenceEngraver in previsione della sua serie Aberration. Lo fa con un libro – che è anche la tesi allo IED dell’autore – che mette in mostra le sue capacità grafiche, i temi che gli interessano e il suo modo di raccontarci la sua storia. C’è un universo grafico stupefacente (e che può ancora maturare) e un’attenzione alle emozioni più viscerali del lettore che è difficile trovare in prodotti simili. Se Oltremondo doveva farci venire l’acquolina in bocca, LaurenceEngraver e la Hollow Press sono riuscite nel loro intento.

Oltremondo
di LaurenceEngraver
Prefazione di Ratigher
Hollow Press, 2016
96 pagg.

Gigahorse #6 | Luglio 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

deadpoolcarnageDEADPOOL CONTRO CARNAGE
di Cullen Bunn, Salva Espin e Kim Jacinto (Panini, 2014)
Scontro divertente tra i due pazzi dell’Universo Marvel. Peccato come sempre per il cazzeggio che annacqua la storia, facendole perdere ritmo e mordente, con l’aggravante che – nonostante il tempo perso dietro a cose inutili – il finale risulta pure un poco affrettato. Per fortuna Salva Espin si scatena dando vita a sequenze splatter, mutazioni e combattimenti efferati.

MontagneFolliaALLE MONTAGNE DELLA FOLLIA
di Giovanni Masi e Federico Rossi Edrighi (Star Comics, 2015)
Per la collana I Maestri dell’Orrore edita da Edizioni Star Comics e curata da Roberto Recchioni, Giovanni Masi e Federico Rossi Edrighi firmano un buon adattamento, con una sceneggiatura interessante che rimedia agli errori di Lovecraft e una parte visiva notevole che si distacca dalle consuetudini grafiche degli adattamenti lovecraftiani. Se volete saperne qualcosa di più, potete leggervi anche la mia recensione.

texcapitanjackTEX – CAPITAN JACK
di Tito Faraci ed Enrique Breccia (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Non sono un lettore abituale di Tex. Faccio delle eccezioni solo nel momenti in cui qualche autore che mi piace scrive o disegna il personaggio. E in questo caso ai disegni c’è Enrique Breccia, mica uno qualsiasi. E infatti il suo Tex brilla di luce propria grazie a lunghe sequenze mute, una natura che invade continuamente l’ambiente e una regia misuratissima eppure mai invadente. Tex – Capitan Jack è un albo da leggere la prima volta con i testi  e poi una seconda per assaporare in purezza i disegni di Breccia e il fluire naturale della sceneggiatura di Tito Faraci, che inserisce Tex all’interno di una vicenda storica ed evita appositamente di renderlo in qualche modo non influente per la Storia ma fondamentale per la storia.

ButterflyGateBUTTERFLY GATE
di Benjamin Read e Chris Wildgoose (Improper Books, 2013)
Ma come mi piacciono i fumetti che se ne stanno zitti muti e non si perdono dietro alle parole ma fondano tutta la narrazione esclusivamente sulle immagini. E Butterfly Gate è proprio uno di questi, che riesce anche a raccontare una storia complessa senza mai sbandare. Il problema semmai sta altrove, ovvero che il finale apertissimo fa sembrare questo volumetto nient’altro che un prologo a qualcosa di più corposo. Che però non esiste. Uff.

lockekeyalphaomegaLOCKE & KEY #5 – Ingranaggi
LOCKE & KEY #6 – Alpha & Omega

di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press, 2015 – 2016)
Quando i King vogliono farti piangere, te lo fanno fare per davvero. Perché chi si lamenta quando quel chiattone di Martin fa crepare qualche personaggio di Games of Thrones, non solo è uno sprovveduto che non ha mai letto NESSUN romanzo, ma soprattutto non ha mai letto niente di Stephen King. Ed è impossibile leggere questi ultimi due volumi di Locke & Key senza farsi scappare delle lacrime perché Joe Hill (che qualcosa dal padre lo ha pure imparato) non ci risparmia niente. Ci sono morti, sacrifici e resurrezioni, ma c’è soprattutto un punto di vista morale che attraversa tutta la produzione di Stephen King e di Joe Hill e che qui si palesa prepotentemente. Perché ancora una volta Hil ci racconta il peso sulle nostre vite delle scelte che prendiamo. Perché un uomo buono da un uomo cattivo lo si distingue solo dalle scelte che compie, non da altro. Non dagli errori, non dalla famiglia, non dai traumi e non dalle paure. Contane solo le scelte. Qui la mia recensione.

sogniSOGNI
di Denis-Pierre Filippi e Terry Dodson (Editoriale Cosmo, 2016)
Se le nudità femminili gratuite possono darvi fastidio, non avvicinatevi nemmeno a Sogni, che tanto più di belle ragazze ben disegnate non troverete. Se invece non avete nulla in contrario a qualche donna nuda e a una storia così esile che nemmeno nasconde di essere solo un pretesto per dare la possibilità a Terry Dodson di disegnare in ogni vignetta una o più ragazze in abiti succinti, fiondatevi senza remore che un po’ di divertimento lo troverete di sicuro.
Stampa non eccellente, purtroppo. I colori sono spenti e qualche tavola risulta fuori fuoco.

Batman46BATMAN #50
di AA.VV (RW Edizioni, 2016
Niente, Snyder continua a fare una fatica boia a trovare un’identità al nuovo Batman. In questi sei numeri la testata sembra essere rimasta in stallo: Jim Gordon non ha ancora trovato il suo modo di essere Batman (e la sua ricerca non è poi così interessante), e non si è ancora capito come mai Mr. Bloom è lasciato ancora nell’ombra. Nonostante le pretese a questo story-arc manca il contesto urbano, solamente abbozzato e mai preponderante. Risultano ancora più interessanti le relazioni politiche del nuovo GCPD e la nuova vita di Bruce Wayne.
Il mese scorso mi dicevo che la nuova run di Detective Comics scritta da Peter J. Tomasi non aveva possibilità di miglioramento. E infatti peggiora. La storia è ridicola sin dalle premesse e per rendere credibile Gordon a confronto con il resto della Justice League si pensa bene di ridurli a una manica di scemi che non sanno combinare nulla.
Numero non esaltante nemmeno per Grayson che però rimane sempre su livelli accettabili grazie a una trama sempre intrigante (e intricata) e a dei disegni capaci di mettere in mostra le capacità acrobatiche del vecchio Dick.

oltremondoOLTREMONDO
di Laurence Engraver (Hollow Press, 2016)
In vista della pubblicazione della serie Aberration, Hollow Press pubblica la tesi di laurea allo IED di Roma di Lorenzo Baroni AKA Lawrence Egraver. Stupisce non solo il tratto sicuro e affascinante dell’autore, ma anche la sua sicurezza come narratore. Fatemi fare le ferie e poi arriva la recensione.

catwoman46IL CAVALIERE OSCURO #44
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Batman e Robin Eternal è davvero un grande omaggio alla figura di Robin. Lo è sin dalla scrittura: tanto era statica e colma di indagini la precedente Batman Eternal, tanto è dinamica e funambolica questa Batman e Robin Eternal. Le cose si fanno sempre più intricate ma James Tynion IV sembra avere la situazione in pugno grazie a una gestione dei personaggi davvero ben fatta, capace di far emergere in maniera naturale le personalità di tutti gli aiutanti del Crociato Incappucciato.
Dopo sei numeri introduttivi (di cui non si è mai sentita la pesantezza) sembra che con We are Robin sia finalmente arrivato il momento di entrare nel vivo dell’azione. Lee Bermejo ha predisposto tutto: ci sono i personaggi, c’è l’ambientazione urbana, c’è il loro mentore e c’è anche il cattivo. Attendo il prossimo numero per capire dove andrà a parare la storia.
Finisce qui la gestione di Catwoman a opera di Genevieve Valentine ed è un vero peccato perché si è rivelata inaspettatamente una delle cose meglio scritte di questo New52. La Valentina ha costruito una saga profonda e interessante, che vedeva Catwoman diventare Selina Kyle, la signora del crimine di Gotham, e poi ritornare nei panni della Gatta. Il tutto con una naturalezza davvero esemplare e un cast di comprimari davvero ben orchestrato. Fondamentale per il lavoro della Valentine è stato David Messina, capace di traghettare il personaggio dal tratto spigoloso e nervoso di Garry Brown a un tratto più deciso e arrotondato perfetto per descrivere il ritorno di una Catwoman forse meno sensuale e dalle forme meno prorompenti di un tempo, ma più completa e complessa come personaggio.

UT4UT #4 – Gli uomini se ne vanno, gli arrabbiati restano
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
L’universo di UT è in continua espansione. Superata la metà, la serie firmata da Roi e Barbato non dà segno di calmarsi per cercare di risolvere i numerosi enigmi ma anzi, pur facendo avvicinare i personaggi a una qualche verità, continua ad allargare i propri orizzonti aggiungendo nuovi personaggi, nuovi luoghi, nuovi spunti. Vedremo come i due autori riusciranno a far convivere negli ultimi due numeri il bisogno di creare un universo continuamente modellabile con la chiusura delle piste narrative aperte. 

papergirls6PAPER GIRLS #6
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Dopo una pausa di qualche mese torna Paper Girls con un numero di transizione che pone le basi per questo nuovo ciclo. Non che i colpi di scena manchino: Vaughan è ancora nella fase incasino tutto che tanto lo so che vi piace, e come si fa a dargli torto, Soprattutto in un numero “minore” come questo, dove lo sceneggiatore ha il tempo di concentrarsi sulle minuzie dei suoi personaggi?

REPUBBLICACATCHLA REPUBBLICA DEL CATCH
di Nicolas De Crécy (Eris Edizioni, 2016)
Com’è il manga di De Crécy? Rispetto a Il Celestiale Bibendum, La Repubblica del Catch è un libro leggero, divertente e pieno d’azione, anche se meno complesso a livello narrativo. Tornano alcune ossessioni di Dè Crecy (teste mozzate ma ancora in vita, una città che sovrasta il protagonista,  un animale muto con speciali abilità, pianoforti a motore) ma il tutto con un disegno meno pittorico e in una struttura molto classica che non mira a disorientare il lettore. La cosa che però stupisce è come De Crécy riesca a inserire anche in una storia semplice come questa, un sottotesto politico davvero forte e incisivo, amplificato da un finale stupefacente e doloroso, forse l’unica trovata narrativa forte e inaspettata del volume. Segue recensione.

deadpool2099DEADPOOL #62 – 63 – 64
di  AA.VV. (Panini Comics, 2016)
Andiamo con ordine che la carne sul fuoco questo mese è tanta, tra serie regolare, numero commemorativi e collaborazioni con altri eroi. Sul numero #62 la serie regolare ha una bella accelerata grazie allo scontro con Madcap, davvero divertente e ben orchestrato. Gerry Duggan tira fuori dal personaggio anche una nota malinconica (anche se sempre virata verso l’esagerazione tipica di Deadpool) che convince e che pare verrà esplorata nel prossimo futuro.
Col numero #63 facciamo invece un salto nel futuro. Deadpool 2099 è davvero una sorpresa, non tanto per lo scenario futuristico quanto per l’inconsueta dinamica che sconvolge il personaggio. Il rapporto conflittuale tra padre e figlia mantiene i livelli di follia della serie ma pulsa di un realismo davvero interessante. Menzione d’onore ai disegni di Scott Koblish (bellissima la tavola col primo piano del nuovo Deadpool). Comincia anche la serie team-up tra Deadpool e Spider-man. Questo primo numero riepilogativo non mi ha detto granché e la dinamica tra i due eroi mi ha già stufato.
Oltre al settimo episodio della serie regolare (in cui tutto è regolare, per quanto possa esserlo Deadpool), nel numero #64 troviamo sei mini-fumetti realizzati per i venticinque anni del personaggio e dedicati a ognuno dei componenti dei Mercenari per Soldi. I miei preferiti? Quello su Terror, su Slapstick e su Masacre.

fantebukowskiFANTE BUKOWSKI
di Noah Van Sciver (Coconino Press, 2016)
Questo mio primo incontro con Noah Van Sciver mi ha convinto. Fante Bukowski non lascia forse il segno, ma ha il merito di mostrare le capacità narrative di Van Sciver. Non tanto per la trama che costruisce intorno al personaggio (quasi del tutto nulla), quanto per il modo in cui riesce ad averne una visione simultanea. Ne rimane distante prendendo in giro la sua mediocrità con una satira attorno a chi vorrebbe essere uno scrittore maledetto, ma al contempo gli è molto vicino, partecipando alla sua disperazione con una sensibilità notevole.

lanavedeifolliLA NAVE DEI FOLLI
di Marco Taddei e Michele Rocchetti (Orecchio Acerbo Editore, 2016)
Non un fumetto ma un libro illustrato scritto dallo sceneggiatore di Anubi e disegnato da Michele Rocchetti, i cui disegni sembrano delle vetrate medioevali illuminate da luci al neon. La storia è quella di un gruppo di scarti della società che parte per un lungo viaggio per dimostrare che la Terra è rotonda. La nave dei folli è una storia d’avventura sgangherata, un racconto picaresco sulla necessità dei matti e della follia. Datemi un po’ di tempo che ve lo racconterò meglio in una recensione.