Gigahorse #8 | Settembre 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

deadpool66DEADPOOL #66
di AA.VV. – Traduzione di Luigi Mutti (Panini Comics, 2016)
Comincia con i disegni di Matteo Lolli la caccia a Sabretooth, che Deadpool crede l’assassino dei suoi genitori. Le sceneggiature di Gerry Duggan per il mercenario chiacchierone ruotano sempre attorno a una scena madre e, di conseguenza, il resto dell’albo è spesso un preludio sciapo all’evento. Non fa eccezione nemmeno questo numero. Per fortuna che almeno c’è la copertina di Mike Allred. I Mercenari per Soldi entrano nel vivo della loro prima vera missione. Numero sui generis senza grandi idee (scritto da Cullen Bunn e disegnato da Salva Espin), ma che sa riabilitarsi con una idea finale che potrebbe rendere più interessante il futuro della testata.

gialloarcobalenoGIALLO ARCOBALENO – Un albo da colorare con ferocia
di Pablo Cammello (Passenger Press, 2016)
Diavolo d’un Cammello! Con la scusa del colouring book pianta giù un’altra delle sue storie folli, che a questo giro si intitola Giallo Arcobaleno ed è pubblicata da Passenger Press. Mentre l’indagine per l’omicidio di Arcobaleno (un divo di un programma per bambini) occupa le giornate dell’ispettor Carota, Pablo Cammello getta il suo lettore in una Teletubbielandia dopata piena di animali antropomorfi e perdizione. Se nelle tavole a tutta pagina il lettore è chiamato a esplorare e perdersi nei dettagli, Cammello dà il suo meglio con due tavole dalla griglia apparentemente tradizionale ma che trovano nella veloce successione di vignette quadrate e inquadrature imprecise o ravvicinatissime al soggetto, un’atmosfera perturbante (che pare quasi uscita dalla matita Ratigher) capace di scuotere le fondamenta del racconto.

sandman4SANDMAN: LIBRO QUARTO – La stagione delle nebbie 
di Neil Gaiman e AA.VV. – Traduzione di Leonardo Rizzi (RW Edizioni, 2016)
E se un giorno Lucifero decidesse di chiudere per sempre l’Inferno? Neil Gaiman gli fa consegnare la chiave degli Inferi al Signore dei Sogni che dovrà vedersela con uno stuolo di pretendenti al regno. Gaiman sa che è davvero difficile per noi lettori empatizzare con Sogno (anche la liberazione di Nada non riesce a rendercelo simpatico), eppure ci è indispensabile per darci una prospettiva diversa, quasi divina, sulla Storia e sul racconto. Così Gaiman ricolma tutti gli altri personaggi del suo universo (uomini o divinità che essi siano) di un’umanità brulicante, con tutte le sue emozioni e le sue piccolezze. Qui è Lucifero che ruba la scena a tutti, con un albo dolente e pieno di speranza disegnato da un Kelley Jones in stato di grazia.

iteroperpetuoITERO PERPETUO
di Adam Tempesta (Eris Edizioni, 2016)
Itero perpetuo
è un vortice inarrestabile: il ritmo con cui Adam Tempesta ci scaraventa nella sua storia è una macchina perfetta che lascia poco spazio a pensieri e respiri. Non che il fumetto non dica niente, anzi, ma lo dice con una velocità talmente elevata che è capace di rendere interessante e divertente una storia classica (non che ci sia nulla di male) e ci fa dimenticare in fretta qualche insicurezza grafica e narrativa dell’autore. A lettura ultimata vorrete subito vedere una trasposizione animata del fumetto, ma le immagini dovrebbero scorrere così velocemente che qui si rischia tutti una crisi epilettica. Esordio più che interessante che evidenzia l’unicità e la necessità di un libro così leggero (ma non stupido) nel panorama spesso barboso del fumetto italiano. Non indugiate e leggetevi anche la recensione.

provindence2PROVIDENCE #2
di Alan Moore e Jacen Burrows – Traduzione di Leonardo Rizzi (Panini Comics, 2016)
Il dialogo tra il fumetto e il diario del protagonista è la chiave con cui Alan Moore rende palpabile il mondo di Lovecraft. Raccontando i medesimi fatti, le due forme di racconto non evidenziano la frattura tra il mondo sotterraneo e il nostro, ma riflettono sulla percezione del protagonista e sulle sue reazioni. Alan Moore lo dipinge come ingenuo, concentrato a trovare spiegazioni logiche al caos che serpeggia sotto le strade del New England. TP meno shockante rispetto al precedente, ma capace di portare avanti la storia in maniera inaspettata, complice anche l’ottimo episodio che rilegge il Ciclo dei Sogni. Jacen Burrows è perfetto per le atmosfere lovecraftiane: qui stupisce in almeno due occasioni (la rivolta di Boston e il volo al contrario).

draculaesercitomostri1DRACULA: L’ESERCITO DEI MOSTRI #1 – Fra i mostri
di Kurt Busiek, Daryl Gregory, Scott Godlewski e Damian Couceiro – Traduzione di Valeria Gobbato (Editoriale Cosmo, 2016)
Di riletture in chiave moderna del mito di Dracula ce ne sono parecchie, ma questa è la prima volta che mi capita di leggerne una così ben architettata e divertente. Kurt Busiek e Daryl Gregory prendono alcuni elementi del romanzo e li nascondono con mestiere nella trama del fumetto, che ribalta il ruolo di Dracula nella storia (qui a “rapire” il protagonista è lo zio, ricco proprietario di un’industria bellica che aspira all’immortalità, mentre Dracula è prigioniero) e ne riscopre anche le radici storiche, visto che non ci troviamo davanti al Dracula di Stoker ma proprio a Vlad Tepes. Il resto del divertimento lo portano le sequenze splatter, l’armatura contenitiva con cui è imprigionato Dracula e l’atmosfera da Silenzio degli Innocenti che si respira nei numeri centrali. più che interessante che evidenzia l’unicità e la necessità di un libro così leggero (ma non stupido) nel panorama spesso barboso del fumetto italiano.

klondike1KLONDIKE – La corsa all’oro
di Erik Stalner e Jean-Marc Stalner – Traduzione di Valeria Gobbato (Editoriale Cosmo, 2016)
Deludente questo Klondike soprattutto nella descrizione della parabola di redenzione del protagonista, davvero poco credibile nei suoi sviluppi. Il primo capitolo dedicato alla corsa all’oro regala buoni momenti sia nella ricostruzione storica che in alcune scene d’azione, e il capitolo successivo costruisce, seppur con troppa facilità, un interessante rapporto tra il protagonista e un presunto antagonista che poi si rivela fondamentale per la sua educazione alla vita nei boschi. Il terzo capitolo risolve il tutto velocemente e col pilota automatico, rendendo il tutto davvero noioso e prevedibile. Il formato bonellide non pregiudica la lettura delle tavole, anche se il bianco e nero infastidisce nelle sequenze in cui nevica.

saga6SAGA #6
di Brian K. Vaughan e Fiona Staples – Traduzione di Michele Foschini (Bao Publishing, 2016)
Saga
ritorna in carreggiata. Dopo due TP che mi avevano abbastanza deluso, il fumetto della coppia Vaughan-Staples ritrova quella scintilla degli inizi grazie a Hazel che diventa finalmente un personaggio che parla e agisce. È sempre stata la protagonista silente della serie, ma ora che può partecipare attivamente alla vita di famiglia, Hazel comincia a svelarsi come personaggio complesso e in divenire (e sarà bello scoprire come Brian Vaughan deciderà di raccontare la sua crescita). Buona la gestione dei due giornalisti che indagano su Alana e Marko (pensavo peggio date le premesse), ma è il ritorno del Volere (con un nuovo straordinario look) a rubare la scena a chiunque. Faccio ancora fatica ad abituarmi al frequente turnover del cast, però capisco che possa essere un problema solo mio. Ottima Fiona Staples, capace di mischiare realismo e sintesi grafica con una naturalezza impressionante.

burningfieldsBURNING FIELDS
di Michael Moreci, Tim Daniel e Colin Lorimer (BOOM! Studios, 2016)
Prendete la prima stagione di True Detective, toglietele gli sproloqui e ambientatela in Iraq. Ed ecco Burning Fields, che parte da un incipit thriller e finisce con l’essere un horror che tra esoterismo e splatter non rinuncia mai ad affrontare la situazione politica irachena. Verso il finale la storia subisce qualche rallentamento, così come i disegni non sempre riescono a essere chiari (si perde qualche dinamica delle azioni e i volti spesso all’inizio si confondono) ma riesce comunque a essere una lettura interessante e divertente. La serie è stata pubblicata anche in Italia da Editoriale Cosmo col titolo Demoni: burning fields.

ombravenutadaltempoL’OMBRA VENUTA DAL TEMPO
di I.N.J. Culbard (Magic Press, 2016)
Culbard continua ad affrontare H. P. Lovecraftt, questa volta con uno dei suoi racconti più affascinanti: L’ombra venuta dal tempo. La scelta di seguire per filo e per segno la struttura del racconto (soprattutto la decisione di mantenere il narratore) appesantisce un poco il fumetto a causa dell’eccessiva verbosità della prima parte. Però una volta assolte le esigenze dell’intreccio, INJ Culbard ci regala pagine davvero suggestive, calate in un nero spaventoso cui personaggi, ambiente terrestre e cielo sono fusi in un’unica, terrificante stele oscura.

ut6UT #6 – Iranon in atem
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
UT
è sicuramente meno sperimentale di come ci è stato venduto (questo tipo di narrazione può far gridare al miracolo o far innervosire chi legge solamente Bonelli), e la sensazione che si respira è quella di un Corrado Roi che, liberatosi per qualche istante dal giogo impiegatizio, vuole realizzare qualcosa di memorabile e personale ma non ci riesce. D’altronde il giogo impiegatizio, anche se tolto di mezzo, ti lascia quella postura fisica e mentale che difficilmente ci si toglie di dosso velocemente, e così UT regala tavole di grande fascino e mistero, ma ogni tanto si ha la sensazione che il lavoro sia stato fatto velocemente e con poca attenzione. La storia, che ha alle sua base qualche idea originale, ridimensiona le proprie ambizioni man mano che il racconto avanza, e così non riesce a essere né un viaggio folle e sperimentale né un classico racconto d’avventura (figurarsi entrambi).

bojeffriesLA SAGA DEI BOJEFFRIES
di Alan Moore e Steve Parkhouse – Traduzione di Michele Foschini (Bao Publishing, 2016)
La saga dei Bojeffries
pare quasi una sit-com. C’è la puntata di Natale, quella della cena aziendale e addirittura la puntata musical (in realtà operetta). Ci sono poi le puntate che costruiscono la vita quotidiana di questa famiglia normale e strana, in cui è facile riconoscere il tessuto sociale dell’Inghilterra degli anni ’80. Alan Moore si diverte un sacco (qualche battuta va a segno, qualcun’altra meno) e concentra tutto il suo lavoro sulla costruzione di un linguaggio proprio per ogni personaggio (fatto di difetti di pronuncia, vezzi, accenti). Steve Parkhouse, con un tratto umoristico che non disdegna però l’horror, dimostra di comprendere l’umorismo di Moore non solo riuscendo a cogliere le sfumature recitative dei personaggi, ma arricchendo spesso le vignette di gag in secondo piano. Un Alan Moore divertente e divertito che vi farà piacere scoprire.

shadowplanet1THE SHADOW PLANET #1 – A message from the dead!
di Gianluca Pagliarani, Giovanni Barbieri e Alan D’Amico (Progetto Radium, 2016)
Comincia qui l’avventura di The Shadow Planet. Primo numero interessante, soprattutto per come riesce a coniugare la sci-fi degli anni Cinquanta, H. P. Lovecraftt, e un cameratismo dell’equipaggio che ricorda da vicino quello di Starship Troopers. È un po’ presto per giudicare la storia, per ora i misteri disseminati sono un poco prevedibili, ma attendo originalità nei loro sviluppi e risoluzioni. Buoni i disegni insieme a tutta la progettazione degli oggetti e dei veicoli, così come la colorazione capace di risultare originale pur con gli evidenti e affascinanti richiami vintage. Vedremo gli sviluppi, ma siamo già a un buon punto.

poebattagliaEDGAR ALLAN POE
di Dino Battaglia (Edizioni NPE, 2016)
Comincia con il volume dedicato a Edgar Allan Poe la corposa collana dedicata agli adattamenti letterari di Dino Battaglia messa in cantiere dalle Edizioni Npe. Il grande formato delle tavole è perfetto per godere del tratto sottile dell’autore, ma anche dell’importanza che giocano gli spazi bianchi nella composizione della tavola. Battaglia prende da Poe gli elementi grotteschi e quelli romantici: i primi li rafforza con un character design eccessivo, ai limiti dell’umanità, mentre i secondi vivono di tratti simili a tagli e di una foschia malinconica e lugubre.

pigsP.I.G.S.
di Cecilia Valagussa (VOS Uitgeverij, 2016)
Nel primo graphic novel di Cecilia Valagussa la storia non è importante. Non lo è l’intreccio, non lo è la trama, e infatti non ci sono proprio. Ma a chi serve una storia quando il tema che vuoi raccontare (l’emigrazione comoda di un’italiana che si trasferisce in Belgio) lo si riesce a trasmettere benissimo coi disegni? E così la narrazione di P.I.G.S. si estende su tutto il formato panoramico del volume, e la Valagussa ne esplora lo spazio nella duplice veste di personaggio e autore finché riesce ad ambientarsi, a integrarsi.

suicidesquadharleyquinn14SUICIDE SQUAD/HARLEY QUINN #14
di AA.VV. – Traduzione di Matteo Mezzanotte Favia (RW Edizioni, 2016)
Avventura a tema hollywoodiano nel ventesimo numero di Harley Quinn. Solita gran caciara ben orchestrata da Amanda Conner e Jimmy Palmiotti (con colpo di scena finale), e ottima occasione per apprezzare i disegni di John Timms. La sua Harley Quinn ha dei lineamenti più spigolosi del solito e una figura più slanciata, e mi piace davvero un sacco.
Ancora una volta disegni indegni di Philippe Briones per questa Suicide Squad (siamo al numero 13), mentre sul versante sceneggiatura – firmata da Sean Ryan – qualcosa sembra migliorare. Speriamo che il nuovo assetto della Task Force X e un “nuovo” villain riescano finalmente a non farmi sembrare la lettura della serie uno spreco di tempo.
Giunti al quarto e quinto numero de I Segreti Sei, si può dire che Gail Simone sia riuscita a costruire un gruppo interessante con dinamiche diverse rispetto agli altri della famiglia DC. La storia per ora ha lasciato a desiderare, ma le basi ci sono tutte per qualcosa di migliore. Disegni super anni Novanta di Ken Lashley, Tom Derenick e Dale Eaglesham.

ilsuonodelmondoamemoriaIL SUONO DEL MONDO A MEMORIA
di Giacomo Bevilacqua (Bao Publishing, 2016)
Un fumetto che ti urla addosso di emozionarti, di guardare quanta sensibilità e poesia contiene, di notare quanto è raffinato, e invece nessuna emozione, sensibilità farlocca e poesia d’accatto. Di raffinatezza chiaramente nemmeno l’ombra. Non ve la faccio troppo lunga che tanto qui potete leggervi la mia recensione.

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Gigahorse #2 | Marzo 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.


inthepinescrowIN THE PINES – 5 murder ballads
di Erik Kriek (Eris Edizioni, 2016)
Dopo aver adattato alcuni racconti di Lovecraft nella raccolta Da altrove e altri racconti (sempre edita da Eris), Kriek abbandona la pagina stampata e passa alla musica adattando cinque famose murder ballads. Libro molto intenso e non meno terrificante del precedente. Potete rendere più piacevole la lettura della mia recensione, ascoltando le canzoni che l’autore ha trasformato in un fumetto (qui in una comoda playlist, com’è d’uso tra i giovani).

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HQ1SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #10
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Non è un mistero che Harley Quinn è una delle serie che seguo con più piacere. Sono da sempre un grande fan di Palmiotti (bellissimo il suo Jonah Hex) e la coppia che forma con la moglie Amanda Conner nella gestione di questa testata mi ha sempre convinto, tra umorismo, sensualità e azione fuori dal comune. Tutto questo comunque non salva lo Speciale di San Valentino pubblicato su questo numero: divertente ma nulla di che. Continuo invece a schifare questa Suicide Squad. In dieci numeri non c’è stato un momento degno di nota, né con i disegni né con la scrittura. Sorpresa invece per i Segreti Sei di Gail Simone. Non sono un grande estimatore della sceneggiatrice (la sua run su Batgirl non ha mai preso il volo, funestata anche da crossover e un paio di licenziamenti), ma qui mi sta davvero convincendo. Staremo a vedere. Promosso a metà anche a Ken Lashley, segno sporco al punto giusto che però ogni tanto sfocia nel pressapochismo.


QuintoVangelo1IL QUINTO VANGELO #1 – L’antro del Cerbero
di Jean-Luc Istin e Thimothee Montaigne (Editoriale Cosmo, 2016)
Leggo con qualche mese di ritardo questo numero uno. Lo leggo soprattutto dopo aver già letto il numero due. Dentro di me mi dicevo che le prime venti pagine erano incomprensibili (e addossavo la colpa alle sceneggiature non proprio di ferro dei fumetti della serie Weird Tales), e infatti quando l’ho messo in libreria mi sono accorto che mi mancava il primo albo. E adesso che l’ho letto ho colmato i buchi narrativi e posso dire con più sicurezza che comunque non mi è piaciuto. Le storie di intrighi e complotti non sono proprio il mio genere.

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RG25RATMAN GIGANTE #25
di Leo Ortolani (Panini, 2016)
Comincia qui l’Esalogia delle Origini. Un bel nome altisonante, vero? Finalmente il Leo comincia a fare sul serio con una storia dal respiro più ampio e dalle ambizioni raddoppiate.

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JimboBATMAN #46
di AA.VV (RW E

dizioni, 2016)
Prosegue l’avventura di Jimbo Gordon nei panni del Batman corazzato per la lotta contro i criminali e la burocrazia. Arrivato al secondo numero la saga di Snyder diverte, ma i colpi di genio sono lontani. Se ci mettiamo anche un Capullo abbastanza svogliato e incapace di disegnare qualsiasi donna (avete riconosciuto Maggie Sawyer?), la situazione non migliora. Staremo a vedere.
Su Il Cavaliere Oscuro invece le cose vanno meglio. Manapul e Buccellato danno al vecchio Bullock il ruolo che si merita da anni. Tra i sospetti nei confronti della ex collega Montoya  e una toccante bromance tra lui e Gordon, la testata sta vivendo un buon momento.
Su Grayson invece parte un nuovo arco narrativo che vede il fu Nightwing coinvolto in un misterioso complotto. Non cambiano gli elementi cardine della serie: azione, sensualità e qualche battutina. Ormai è una certezza.


PaperGirls5PAPER GIRLS #5
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Ecco arrivato il momento in cui il buon Vaughan dà un colpo di coda e trasforma il microcosmo della serie in qualcosa di più grande, più misterioso e più pericoloso di come ce l’eravamo immaginato. Fino al numero precedente ero spaventato dall’imminente salto nel vuoto (ma sono un conclamato vigliacco che evita persino il Brucomela), eppure la tavola che chiude il numero cinque mi ha così elettrizzato che non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserva il Futuro.

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firstyearhealthyFIRST YEAR HEALTHY
di Michael DeForge (Drawn & Quarterly, 2014)
Quello che mi piace di DeForge è che se ne fotte dell’equilibrio narrativo delle sue storie. Ma non è un autore/accumulatore che trova il senso del suo racconto nell’amalgama di elementi, DeForge vede nel gesto del lettore di girare la pagina, l’occasione per fargli trovare davanti qualcosa di inaspettato: una nuova svolta narrativa, un cambio di genere, una mutazione improvvisa nello stile del disegno. E anche First Year Healthy conferma questa sua dote. Un fumetto in continua trasformazione, che non ha paura di risultare disequilibrato e che riesce persino a essere emozionante e profondissimo in un modo tutto suo.
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Revival3REVIVAL #3 – Un posto lontano
di Tim Seeley e Mike Norton (Saldapress, 2016)
Mentre si scopre qualche verità e si aprono nuovi interrogativi, Revival continua a convincermi. Mi piace soprattutto la scrittura di Seeley e quel suo modo tutto strano di procedere senza una direzione vera e propria. Seeley non si prefigge di trattare una tematica, ma sembra seguire le sorti dei suoi personaggi per tracciare l’identità della serie. Certo, ogni tanto sbanda e le cose funzionano pochino (in questo numero per esempio tutta la vicenda di May Tao è davvero poco convincente e chiusa con uno spiegone immenso) però quando tutto va per il verso giusto, si hanno momenti potentissimi e colpi di scena decisamente ben fatti.
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xenozoic1XENOZOIC #1 – Cadillac e dinosauri
di Mark Schultz (Editoriale Cosmo, 2016)
Sì, è proprio il fumetto da cui hanno tratto quel videogioco là e quel cartone animato là. Ed è più bello di quello che pensate. Ma bello davvero, un fumetto che sta a metà tra la narrazione vintage un po’ granitica (tanti dialoghi e tante didascalie ad effetto) e un tratto semplice ma potente che si concentra su muscoli e pose (poco importa che siano di omaccioni, donnone, macchine o dinosauri). Divertentissimo oltre ogni limite.

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SputatrevolteSPUTA TRE VOLTE
di Davide Reviati (Coconino Press, 2016)
Difficile tenere in piedi un libro così. Non solo per l’evidente lunghezza, ma per quello che ci butta dentro (adolescenza, provincia, zingari, amicizia, scoperta del mondo adulto, violenza) e come lo butta dentro (scene oniriche, racconto storico, salti temporali). Difficile mantenere l’equilibrio ma Reviati compie il miracolo e il suo Sputa tre volte è un libro solido con solo qualche piccolo difetto. Nonostante questo però, la scintilla non è scattata.

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AW18ADAM WILD #18 – La corsa degli struzzi
di Gianfranco Manfredi e Massimo Cipriani (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Primo episodio di una storia in due parti che si preannuncia essere divertente tanto quanto la trasferta londinese (finora il momento migliore della serie). La scrittura leggera di Manfredi oscilla tra il settaggio di complotti e intrighi e una fedeltà storica che non è mai un fardello per il racconto. Massimo Cipriani nella norma Bonelli. Peccato perché la gara con gli struzzi sarebbe potuta essere più divertente.

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Providence1

PROVIDENCE #1
di Alan Moore e Jacen Borrow (Panini Comics, 2015)
Alan Moore affronta Lovecraft di petto e ne esce fuori un fumetto stratificato dove il citazionismo e la rielaborazione della mitologia e delle atmosfere dello scrittore rivivono sotto luce nuova. Providence diventa per Moore l’occasione per riflettere direttamente sull’opera di Lovecraft, operazione che lo sceneggiatore mette in atto grazie a un protagonista che ricalca manie, ossessioni, paure e segreti dello scrittore, che prendono vita bilateralmente tramite le azioni descritte nel fumetto e attraverso le pagine del diario personale che ne approfondiscono la psicologia.
Alan Moore fa un buon lavoro, ma è stato Jacen Borrow a conquistarmi con la disposizione verticale delle tavole, perturbante e misteriosa.


WAR1IL CAVALIERE OSCURO #39
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Comincia con questo numero il nuovo assetto dell’antologico Il Cavaliere Oscuro. Si parte dal We are Robin di Lee Bermejo, che convince subito per l’idea interessante e la scrittura davvero fresca tarata su un pubblico di adolescenti (ma priva di qualsiasi arruffianata). Attendo di leggere gli sviluppi.
Continua invece la gestione di Catwoman da parte di Genevieve Valentine, che ha saputo ridare nuova linfa in un personaggio purtroppo rimasto ostaggio per troppi anni di una tutina attillata. E infatti – complici gli avvenimenti di Batman Eternal – la Valentine gliel’ha tolta e l’ha fatta diventare la signora del crimine di Gotham (da premiare anche il bel character design di Garry Brown che ha evitate le classiche forme morbide a favore di una certa spigolosità). Ora però è arrivato il momento di farle rivestire i panni di Catwoman e la scommessa dell’autrice sarà quella di far convivere le due anime del personaggio.
Chiude il volume la prima parte del terzo annual di Batman e Robin. Damian Wayne e il suo paparino decidono di andare a fare una gita sulla Luna. No. Davvero. No.


SuperConductiveBrainsParataxisSUPER CONDUCTIVE BRAINS PARATAXIS
di Shintaro Kago (Star Comics, 2016)
Questo lavoro che precede di una decina di anni il recente Industrial Revolution and World War (che ne riprende tematiche e suggestioni visive) è forse un poco immaturo e qua e là impreciso nelle sue intenzioni, con una divisione tra intrattenimento e riflessione che non trova mai un’amalgama perfetta. Super Conductive Brains Parataxis è comunque un lavoro interessante e visivamente ricco. Seguirà recensione, prima o poi.

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UT1UT #1 – La via della fame
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Il progetto della vita di Corrado Roi vede finalmente la luce grazie alla collaborazione della Barbato, che dagli appunti del disegnatore ha tirato fuori una storia che si svela poco a poco. Misterioso e affascinante, questo primo numero di UT è per ora una scommessa vinta (e lo dice uno che non apprezza particolarmente Roi): niente di sperimentale ma scrittura e disegni funzionano bene. Difficile capire come si evolverà la serie, ma rimarrò a bordo fino all’ultimo numero.
Ho letto l’edizione da fumetteria, approfittando della presentazione in anteprima dell’albo (qui trovate il mio resoconto). Tolta la copertina di Mari e la relativa intervista, i contenuti extra sono di fatto le schede dei personaggi, una cosa di cui sinceramente non me ne frega niente visto che i personaggi li ho già conosciuti leggendo la storia nella mezzora precedente. Pensare a qualcosa di meglio no?