Gigahorse #4 | Maggio 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

batmanloboBATMAN / LOBO
di Alan Grant, Simon Bisley e Sam Kieth (RW Edizioni, 2014)
Il volume raccoglie i due incontri tra il Crociato Incappucciato e l’ultimo czarniano. Sam Keith non mi ha mai fatto impazzire e la sua miniserie Batman/Lobo – Deadly Serious non ha contribuito a farmi cambiare idea su di lui. Non solo la sceneggiatura è a tratti ridicola, ma la colorazione digitale distrugge buona parte del lavoro grafico.
Di tutt’altro spessore la storia a firma dei due creatori di Lobo. La sceneggiatura di Grant è divertente e folle al punto giusto, ma sono i disegni di Bisley a far fare il salto di qualità: grottesche, dopate ed espressioniste, le tavole di Bisley sono un luna park di trovate bizzarre ed eccessive.

BatmaneuropaBATMAN EUROPA #1-4
di AA.VV. (DC Comics, 2016)
Di solito le cose che vanno per le lunghe non finiscono troppo bene. Eppure questo Batman Europa annunciato nel 2004 e arrivato sugli scaffali dodici anni dopo, convince e stupisce. La sceneggiatura scritta da Matteo Casali e architettata insieme a Jim Lee brilla per l’interessante voce di Batman e il rapporto che intesse tra lui e il Joker che li vede portare avanti una ricerca parallela senza mai però quella complicità tipica del buddy movie, mantenendo quindi la giusta distanza tra i due. Anche dal punto di vista grafico Batman Europa convince, immergendo di volta in volta il Crociato Incappucciato in un’atmosfera nuova e distante da quella di Gotham. Un paio di numeri in più avrebbero migliorato un finale forse troppo affrettato ma con un colpo di scena davvero convincente, non tanto per la scoperta del responsabile, quanto per la modalità con cui viene svelato.

ICO41IL CAVALIERE OSCURO #41
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
We are Robin
sempre più convincente. Il numero #3 si chiude con un bel colpo di scena, ma è il #4 a lasciare a bocca aperta. Non solo è molto bella la storia che Bermejo cuce addosso a Riko Sheridan, con una Batgirl fonte d’ispirazione per la ragazza, ma i disegni di James Harvey sono SPETTACOLARI. Ogni tavola trasuda la confusione e l’entusiasmo dell’adolescenza e la regia replica i pensieri frenetici e la vita multitasking riempiendo visivamente ogni spazio disponibile.
La Selina Kyle della coppia Valentine-Messina sta invece preparando la strada per tornare a indossare il costume di Catwoman. Continua a divertirmi il rapporto tra la Gatta e Spoiler, ma per il resto i numeri #43 e 44 qui contenuti sono i più deboli tra quelli finora usciti. Ma il colpo di scena finale probabilmente darà una scossa alla testata.

Batman48BATMAN #48
di AA.VV (RW Edizioni, 2016)
Il numero si apre come sempre con la serie ammiraglia Batman, che vede il Crociato incappucciato protagonista di una storia fuori continuity intitolata Un caso semplice. Bastano poche pagine per farci convincere che questa è una delle migliori storie di Batman da molto tempo a questa parte, e sicuramente è una delle cose migliori scritte da Snyder. Sembra di vedere concentrati qui tutti i temi, le atmosfere e gli obiettivi che sembrava avere la testata nei primi numeri della sua gestione: atmosfera livida, una Gotham vivisezionata partendo dall’urbanistica per arrivare alla sociologia, e un Batman finalmente concentrato a combattere il crimine vero. Poi la gestione Snyder ha fatto la fine che ha fatto, soffocata da inutili cross over e un’ossessione per il Joker davvero noiosa, ma questo numero brilla e si farà ricordare per un bel pezzo.
Su Detective Comics #44 si conclude invece la gestione di Brian Buccellato, con una battaglia tra robottoni che non è questo granché. D’altronde il vero focus della gestione di Buccellato era il Detective Bullock e infatti l’attenzione è tutta su di lui. Non finisce col botto, ma è stata una run piacevole e per certi versi sorprendente.
Su Grayson #11 continuano invece gli intrighi spionistici orditi da Tom King ai danni dell’ex Robin, ex Nightwing, ex di Barbara Gordon, ex di Elena Bertinelli e ora quasi ex agente della Spyral. Numero più teso del solito, composto da un lungo combattimento coreografato alla perfezione da Mikel Janìn.

Locke&Key2LOCKE & KEY # 2 – Giochi mentali
di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press, 2012)
Se c’è una cosa che il piccolo Joe HIllstrom King ha imparato da Babbo Steve è la sua capacità di rendere credibili cose assurde. Avete presente quando King racconta di un demone che infesta una stiratrice industriale o che scendendo tre gradini nello scantinato di un diner si torna nel 1959, e voi non battete ciglio? Ecco, Joe Hill sa incantare nello stesso modo nonostante la sua produzione (sia dei romanzi che dei fumetti) sia meno simile a quella paterna di quanto si creda.
Nel secondo story arc di Locke & Key, il buon Joe ci fa credere che all’interno della nostra testa c’è un mondo vero e proprio (con edifici, persone, eccetera) che è il risultato delle nostre esperienze, dei nostri ricordi e delle nostre paure. Come scoprirlo? Semplicemente infilandoci una chiave nell’apposita toppa che abbiamo sulla nuca. E io non solo ci credo fortissimo, ma gioisco del fatto che il tutto sia gestito con meno metaforoni di quanto si poteva sospettare. Qui la mia recensione.

escapefromfloridaFUGA DA NEW YORK #1 – Fuga dalla Florida
di Diego Barreto e Christopher  Sebela (Editoriale Cosmo, 2016)
Sì, è il fumetto del film di Carpenter. Sì, comincia proprio dove terminava Fuga da New York. Sì, nella traduzione il nome rimane Jena Plissken. Date queste tre coordinate, si capisce che lo sceneggiatore Barreto ha capito bene come funzionava il film: un protagonista silenzioso con una missione da compiere e un circo di comprimari strambi e sopra le righe a dare le poche coordinate utili allo spettatore. Replicata sulle pagine del fumetto purtroppo la cosa  funziona meno: i personaggi secondari, costretti a colmare buchi e a dare spiegoni, subissano le tavole di parole, sacrificando anche il giusto spazio che il fumetto avrebbe dovuto dare alle scene d’azione del protagonista, che per questo motivo fatica un poco ad emergere.

UT2UT #2 – Le vie dei mestieri
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Ancora nebbia sulle pagine di UT  e pare non abbia in programma di diradarsi. Non che sia un male. Mi piace il mistero che aleggia tutto intorno a questo mondo e sinceramente spero che ci venga rivelato il meno possibile, giusto quello che ci è utile sapere per il proseguimento della trama. UT è una serie paesaggistica, se così si può dire, e sarebbe un peccato dare un senso alla fascinazione provocata dagli ambienti e dal disegno di Roi. Che la storia prosegua svelando i suoi segreti, ma che quel mondo ci rimanga misterioso.

headlopper3HEAD LOPPER #3
di Andrew MacLean (Image Comics, 2016)
Niente, Head Lopper purtroppo non ingrana e il fatto che manchi solo un numero alla conclusione non fa ben sperare in una ripresa all’ultimo secondo. MacLean non riesce a gestire la trama orizzontale, con il risultato che se le trame autoconclusive di ogni storia funzionano alla perfezione, la storia principale sta andando a svanire numero dopo numero. Il divertimento però non manca mai: anche se a questo giro si nota qualche incertezza (perché interrompere il combattimento finale con le tavole della testa della strega che chiacchierano con il teschio?), la serie conferma un buon ritmo e alcune eccellenti trovate grafiche.

rATMAN26RATMAN GIGANTE #26-27
di Leo Ortolani (Panini, 2016)
Non so mai cosa scrivere su Ratman. Divertire mi diverte sempre un sacco, ma davvero non riesco a sintonizzarmi sulla lunghezza d’onda giusta per apprezzarne la storia. A questo punto credo sia un problema mentale.

revolushowREVOLUSHOW
di Alessandro Caligaris e Antonio L. Falbo (Eris Edizioni, 2016)
L’espediente narrativo è quello di una lunga diretta televisiva (e il tutto è gestito molto bene), il tema è quello del potere che si tramanda di rivoluzione in rivoluzione. L’umanità di Caligaris è sempre più brutta, sporca e cattiva, e l’aiuto di Falbo alla scrittura non alleggerisce certo il carico di pessimismo, violenza e volgarità. Forse è meno cattivo di quello che vorrebbe essere, ma è sicuramente un lavoro ben riuscito nonostante la tematica non proprio facile. Se volete leggere la recensione, sintonizzatevi qui.

viaggioatokyoVIAGGIO A TOKYO
di Vincenzo Filosa (Canicola, 2015)
Mi aspettavo un fumetto di viaggio, autobiografico e divulgativo e invece il graphic novel di Vincenzo Filosa – pur avendo tutti questi elementi – riesce ad andare più in profondità. Perché Filosa non vuole insegnare niente, ma solo raccontare la sua esperienza giapponese. E lo fa con un lavoro mimetico che rilegge sensazioni ed emozioni attraverso i modi e gli stili del manga. Il tempo di rileggerlo ancora due o tre volte e arriva la recensione.

HQ12SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #11-12
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Dopo un paio di numeri di rodaggio, entra finalmente in azione la Gang delle Harleys. I rischi erano due: che questo super-gruppo annacquasse l’identità delle serie, oppure che Harley Quinn facesse scomparire questo gruppo di comprimari a causa del suo carisma. Dimenticavo però che Palmiotti e la Conner sono bravi bravissimi e quindi per ora è tutto bilanciatissimo. Non so, vedere Harley Quinn nel ruolo di mentore è una scelta che per ora sta premiando la serie.
Suicide Squad si trova sempre in quel limbo di noia e svogliatezza. Non basta neppure un Black Manta affascinato dalla dittatura di quel posto in cui sono incastrati da boh, cinque o sei numeri, per svegliarmi dal torpore.
I Segreti Sei di Gail Simone cominciano invece a entrare nel vivo del racconto. Staremo a vedere cosa riuscirà a combinare la sceneggiatrice dopo il colpo di scena del numero 3.

dracularecchioniI MAESTRI DELL’ORRORE: DRACULA
di Michele Monteleone e Fabrizio Des Dorides (Star Comics, 2015)
Purtroppo mi ha convinto meno dell’adattamento a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Certo, il Dracula di Bram Stoker è un libro molto complesso, difficile da adattare perché composto da lettere, telegrammi, estratti di diari e altra documentazione, in pratica tutte cose che non possono essere replicate in ambito fumettistico con soluzioni proprie del mezzo (per esempio il cinema ha il mockumentary). Monteleone fa la scelta di utilizzare comunque la struttura epistolare, però meh.

DeadpoolTriSpecialDEADPOOL TRI-SPECIAL
di AA.VV. (Panini Comics, 2015)
Il volume raccoglie tre annual (uno del 2013, due del 2014) di Deadpool. Il primo introduce Madcap ma sinceramente ci ho capito poco o nulla. Nel secondo c’è un team-up tra Deadpool e Spiderman: divertente ma nulla di memorabile, in più ogni tanto mi faceva strano il modo in cui Jacopo Camagni disegnava la faccia di Spidey. Il terzo annual mi ha convinto più degli altri. Nulla di che, però ci sono degli animali che si costruiscono delle corazze robotiche con cui combattere. In sintesi un volume decisamente noiosetto.

AW20ADAM WILD #20 – Alla ricerca di Odwina
di Gianfranco Manfredi, Matteo Bussola e Antonio Lucchi (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Albo solido e convincente, con una prima parte dove Manfredi dirige tre gruppi di personaggi senza mai sbandare, e una seconda parte che ci introduce al prossimo episodio, quello che sulla carta parrebbe essere di gran lunga il migliore della serie. Buono il lavoro di Matteo Bussola, ma è Antonio Lucchi la vera star dell’album. Lucchi è un disegnatore d’atmosfera, molto bravo nella scelta delle inquadrature e capace di costruire il ritmo delle tavole in maniera originale. Di tutti i talenti emersi da questa serie, è lui il più convincente e il più maturo. Non vedo l’ora del prossimo numero, tutto disegnato da lui.

bigkidsBIG KIDS
di Michael DeForge (Drawn & Quarterly, 2016)
A leggere le prime trenta pagine, l’ultimo lavoro di Michael DeForge sembra il suo fumetto più personale e brutale. Poi prende il largo e torna sui territori massimalisti cui l’autore canadese ci ha da sempre abituato. Gabriele Di Fazio su Just Indie Comics, fa notare come Big Kids possa essere un’occasione mancata e in effetti sembra che DeForge stia ancora cercando la formula giusta per unire la brusca intimità dei suoi racconti con quella sua visione del mondo che vuole ricondurre tutto (anche il fumetto stesso) a forme più semplici ed elementari. La formula perfetta non l’ha ancora trovata, ma se questa è la qualità dell’attesa noi si aspetta volentieri.

deadpool60DEADPOOL #60 – Sumus omnes Deadpool
di  Gerry Duggan e Mike Hawthorne (Panini Comics, 2016)
Leggendo questo personaggio da praticamente un mese (grazie all’intervento di mia sorella) intuisco che dopo Secret Wars, il Mercenario Chiacchierone si è trasformato in una sorta di imprenditore mettendo in piedi una squadra di vendicatori a pagamento piena di matti. Due numeri divertenti, ma le dinamiche un po’ stanche del “troviamo un equilibrio tra i folli componenti del gruppo” non le ho trovate troppo originali. Il colpo di scena finale invoglia a continuare la lettura.

FobosmallFOBO
di Gabriel Delmas (Hollow Press, 2016)
Largemouths
l’ho riletto cinque volte, con Fobo sono solo a quota quattro, ma penso che prima di poterne scrivere la recensione dovrò rileggerlo molte altre volte. Il nuovo libro di Gabriel Delmas è più breve di Largemouths ma molto più criptico e affascinante. Più che un fumetto è una poesia visiva ammaliante e perturbante. [Arrivato a quota sette riletture, ho finalmente scritto la recensione].

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Gigahorse #2 | Marzo 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.


inthepinescrowIN THE PINES – 5 murder ballads
di Erik Kriek (Eris Edizioni, 2016)
Dopo aver adattato alcuni racconti di Lovecraft nella raccolta Da altrove e altri racconti (sempre edita da Eris), Kriek abbandona la pagina stampata e passa alla musica adattando cinque famose murder ballads. Libro molto intenso e non meno terrificante del precedente. Potete rendere più piacevole la lettura della mia recensione, ascoltando le canzoni che l’autore ha trasformato in un fumetto (qui in una comoda playlist, com’è d’uso tra i giovani).

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HQ1SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #10
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Non è un mistero che Harley Quinn è una delle serie che seguo con più piacere. Sono da sempre un grande fan di Palmiotti (bellissimo il suo Jonah Hex) e la coppia che forma con la moglie Amanda Conner nella gestione di questa testata mi ha sempre convinto, tra umorismo, sensualità e azione fuori dal comune. Tutto questo comunque non salva lo Speciale di San Valentino pubblicato su questo numero: divertente ma nulla di che. Continuo invece a schifare questa Suicide Squad. In dieci numeri non c’è stato un momento degno di nota, né con i disegni né con la scrittura. Sorpresa invece per i Segreti Sei di Gail Simone. Non sono un grande estimatore della sceneggiatrice (la sua run su Batgirl non ha mai preso il volo, funestata anche da crossover e un paio di licenziamenti), ma qui mi sta davvero convincendo. Staremo a vedere. Promosso a metà anche a Ken Lashley, segno sporco al punto giusto che però ogni tanto sfocia nel pressapochismo.


QuintoVangelo1IL QUINTO VANGELO #1 – L’antro del Cerbero
di Jean-Luc Istin e Thimothee Montaigne (Editoriale Cosmo, 2016)
Leggo con qualche mese di ritardo questo numero uno. Lo leggo soprattutto dopo aver già letto il numero due. Dentro di me mi dicevo che le prime venti pagine erano incomprensibili (e addossavo la colpa alle sceneggiature non proprio di ferro dei fumetti della serie Weird Tales), e infatti quando l’ho messo in libreria mi sono accorto che mi mancava il primo albo. E adesso che l’ho letto ho colmato i buchi narrativi e posso dire con più sicurezza che comunque non mi è piaciuto. Le storie di intrighi e complotti non sono proprio il mio genere.

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RG25RATMAN GIGANTE #25
di Leo Ortolani (Panini, 2016)
Comincia qui l’Esalogia delle Origini. Un bel nome altisonante, vero? Finalmente il Leo comincia a fare sul serio con una storia dal respiro più ampio e dalle ambizioni raddoppiate.

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JimboBATMAN #46
di AA.VV (RW E

dizioni, 2016)
Prosegue l’avventura di Jimbo Gordon nei panni del Batman corazzato per la lotta contro i criminali e la burocrazia. Arrivato al secondo numero la saga di Snyder diverte, ma i colpi di genio sono lontani. Se ci mettiamo anche un Capullo abbastanza svogliato e incapace di disegnare qualsiasi donna (avete riconosciuto Maggie Sawyer?), la situazione non migliora. Staremo a vedere.
Su Il Cavaliere Oscuro invece le cose vanno meglio. Manapul e Buccellato danno al vecchio Bullock il ruolo che si merita da anni. Tra i sospetti nei confronti della ex collega Montoya  e una toccante bromance tra lui e Gordon, la testata sta vivendo un buon momento.
Su Grayson invece parte un nuovo arco narrativo che vede il fu Nightwing coinvolto in un misterioso complotto. Non cambiano gli elementi cardine della serie: azione, sensualità e qualche battutina. Ormai è una certezza.


PaperGirls5PAPER GIRLS #5
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Ecco arrivato il momento in cui il buon Vaughan dà un colpo di coda e trasforma il microcosmo della serie in qualcosa di più grande, più misterioso e più pericoloso di come ce l’eravamo immaginato. Fino al numero precedente ero spaventato dall’imminente salto nel vuoto (ma sono un conclamato vigliacco che evita persino il Brucomela), eppure la tavola che chiude il numero cinque mi ha così elettrizzato che non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserva il Futuro.

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firstyearhealthyFIRST YEAR HEALTHY
di Michael DeForge (Drawn & Quarterly, 2014)
Quello che mi piace di DeForge è che se ne fotte dell’equilibrio narrativo delle sue storie. Ma non è un autore/accumulatore che trova il senso del suo racconto nell’amalgama di elementi, DeForge vede nel gesto del lettore di girare la pagina, l’occasione per fargli trovare davanti qualcosa di inaspettato: una nuova svolta narrativa, un cambio di genere, una mutazione improvvisa nello stile del disegno. E anche First Year Healthy conferma questa sua dote. Un fumetto in continua trasformazione, che non ha paura di risultare disequilibrato e che riesce persino a essere emozionante e profondissimo in un modo tutto suo.
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Revival3REVIVAL #3 – Un posto lontano
di Tim Seeley e Mike Norton (Saldapress, 2016)
Mentre si scopre qualche verità e si aprono nuovi interrogativi, Revival continua a convincermi. Mi piace soprattutto la scrittura di Seeley e quel suo modo tutto strano di procedere senza una direzione vera e propria. Seeley non si prefigge di trattare una tematica, ma sembra seguire le sorti dei suoi personaggi per tracciare l’identità della serie. Certo, ogni tanto sbanda e le cose funzionano pochino (in questo numero per esempio tutta la vicenda di May Tao è davvero poco convincente e chiusa con uno spiegone immenso) però quando tutto va per il verso giusto, si hanno momenti potentissimi e colpi di scena decisamente ben fatti.
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xenozoic1XENOZOIC #1 – Cadillac e dinosauri
di Mark Schultz (Editoriale Cosmo, 2016)
Sì, è proprio il fumetto da cui hanno tratto quel videogioco là e quel cartone animato là. Ed è più bello di quello che pensate. Ma bello davvero, un fumetto che sta a metà tra la narrazione vintage un po’ granitica (tanti dialoghi e tante didascalie ad effetto) e un tratto semplice ma potente che si concentra su muscoli e pose (poco importa che siano di omaccioni, donnone, macchine o dinosauri). Divertentissimo oltre ogni limite.

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SputatrevolteSPUTA TRE VOLTE
di Davide Reviati (Coconino Press, 2016)
Difficile tenere in piedi un libro così. Non solo per l’evidente lunghezza, ma per quello che ci butta dentro (adolescenza, provincia, zingari, amicizia, scoperta del mondo adulto, violenza) e come lo butta dentro (scene oniriche, racconto storico, salti temporali). Difficile mantenere l’equilibrio ma Reviati compie il miracolo e il suo Sputa tre volte è un libro solido con solo qualche piccolo difetto. Nonostante questo però, la scintilla non è scattata.

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AW18ADAM WILD #18 – La corsa degli struzzi
di Gianfranco Manfredi e Massimo Cipriani (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Primo episodio di una storia in due parti che si preannuncia essere divertente tanto quanto la trasferta londinese (finora il momento migliore della serie). La scrittura leggera di Manfredi oscilla tra il settaggio di complotti e intrighi e una fedeltà storica che non è mai un fardello per il racconto. Massimo Cipriani nella norma Bonelli. Peccato perché la gara con gli struzzi sarebbe potuta essere più divertente.

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Providence1

PROVIDENCE #1
di Alan Moore e Jacen Borrow (Panini Comics, 2015)
Alan Moore affronta Lovecraft di petto e ne esce fuori un fumetto stratificato dove il citazionismo e la rielaborazione della mitologia e delle atmosfere dello scrittore rivivono sotto luce nuova. Providence diventa per Moore l’occasione per riflettere direttamente sull’opera di Lovecraft, operazione che lo sceneggiatore mette in atto grazie a un protagonista che ricalca manie, ossessioni, paure e segreti dello scrittore, che prendono vita bilateralmente tramite le azioni descritte nel fumetto e attraverso le pagine del diario personale che ne approfondiscono la psicologia.
Alan Moore fa un buon lavoro, ma è stato Jacen Borrow a conquistarmi con la disposizione verticale delle tavole, perturbante e misteriosa.


WAR1IL CAVALIERE OSCURO #39
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Comincia con questo numero il nuovo assetto dell’antologico Il Cavaliere Oscuro. Si parte dal We are Robin di Lee Bermejo, che convince subito per l’idea interessante e la scrittura davvero fresca tarata su un pubblico di adolescenti (ma priva di qualsiasi arruffianata). Attendo di leggere gli sviluppi.
Continua invece la gestione di Catwoman da parte di Genevieve Valentine, che ha saputo ridare nuova linfa in un personaggio purtroppo rimasto ostaggio per troppi anni di una tutina attillata. E infatti – complici gli avvenimenti di Batman Eternal – la Valentine gliel’ha tolta e l’ha fatta diventare la signora del crimine di Gotham (da premiare anche il bel character design di Garry Brown che ha evitate le classiche forme morbide a favore di una certa spigolosità). Ora però è arrivato il momento di farle rivestire i panni di Catwoman e la scommessa dell’autrice sarà quella di far convivere le due anime del personaggio.
Chiude il volume la prima parte del terzo annual di Batman e Robin. Damian Wayne e il suo paparino decidono di andare a fare una gita sulla Luna. No. Davvero. No.


SuperConductiveBrainsParataxisSUPER CONDUCTIVE BRAINS PARATAXIS
di Shintaro Kago (Star Comics, 2016)
Questo lavoro che precede di una decina di anni il recente Industrial Revolution and World War (che ne riprende tematiche e suggestioni visive) è forse un poco immaturo e qua e là impreciso nelle sue intenzioni, con una divisione tra intrattenimento e riflessione che non trova mai un’amalgama perfetta. Super Conductive Brains Parataxis è comunque un lavoro interessante e visivamente ricco. Seguirà recensione, prima o poi.

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UT1UT #1 – La via della fame
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Il progetto della vita di Corrado Roi vede finalmente la luce grazie alla collaborazione della Barbato, che dagli appunti del disegnatore ha tirato fuori una storia che si svela poco a poco. Misterioso e affascinante, questo primo numero di UT è per ora una scommessa vinta (e lo dice uno che non apprezza particolarmente Roi): niente di sperimentale ma scrittura e disegni funzionano bene. Difficile capire come si evolverà la serie, ma rimarrò a bordo fino all’ultimo numero.
Ho letto l’edizione da fumetteria, approfittando della presentazione in anteprima dell’albo (qui trovate il mio resoconto). Tolta la copertina di Mari e la relativa intervista, i contenuti extra sono di fatto le schede dei personaggi, una cosa di cui sinceramente non me ne frega niente visto che i personaggi li ho già conosciuti leggendo la storia nella mezzora precedente. Pensare a qualcosa di meglio no?

Gigahorse #1 | Febbraio 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.


SHS1SHERLOCK HOLMES SOCIETY #1 – Il caso Keelodge
di Sylvain Corduriè, Stéphane Bervas, Eduard Torrents (Editoriale Cosmo, 2016)
Sherlock Holmes vs. Zombies feat. Mr. Hyde. Solito pastrugnone della collana Weird Tales. Verboso (come al solito) ma abbastanza divertente.

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..SnowpiercerTerminusSNOWPIERCER: TERMINUS #1 – #2
di Olivier Bocquet e Jean-Marc Rochette (Editoriale Cosmo, 2016)
Questo terzo sequel di Snowpiercer è all’altezza dei suoi predecessori. Pur essendo chiaramente in debito col film di Bong Joon-ho nella caratterizzazione volutamente grottesca degli antagonisti, Snowpiercer: Terminus non tradisce l’opera originale e continua a proporre azione e riflessioni sul mondo che ci circonda. Bella la sceneggiatura di Olivier Bocquet (con il treno sostituito da una Tomorrowland diventata l’ultimo avamposto dell’umanità), ma a brillare è il veterano della serie Jean-Marc Rochette, che dal primo volume al terzo ha sintetizzato il suo segno rendendolo più espressivo e pulsante.

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LoveAddictLOVE ADDICT – Confessioni di un seduttore seriale
di Koren Shadmi (Bao Publishing, 2016)
Inizia come “l’amore ai tempi di Tinder” e finisce nel nulla. Un libro inutile che tira inutilmente in ballo Woody Allen, Robert Crumb e Chester Brown. Per non farla lunga, qui trovate la mia recensione.

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RatmanG24RATMAN GIGANTE #24
di Leo Ortolani (Panini, 2016)
Non sono uno di quelli che oddio Ratman capolavoro. Anzi, posso dire che da quando sto recuperando la ristampa in formato gigante, le risate non sono mai mancate ma mi sono trovato più di una volta a chiedermi qual’era la storia che avevo letto in quelle pagine. Ma questo potrebbe benissimo essere un mio limite.
La cosa che invece mi piace del Ratman Gigante è il dietro le quinte di ogni storia. Una cronologia di errori, passi falsi, correzioni, lavoro matto e disperato che ti fa capire perché il Leo è là e noi siamo qua.
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PaperGirls4PAPER GIRLS #4
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Vaughan colpisce ancora. Al quarto numero il suo Paper Girls si conferma come la serie più bella dell’anno. Scrittura precisa nel dosare misteri, dispensare cliffhanger, creare personaggi perfetti e una buona dose di dialoghi sboccati. L’unico timore è che l”universo narrativo si allarghi troppo, ma non mi sembra il caso di farsi prendere dal panico. Per ora me lo godo con piacere.

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L&K1LOCKE & KEY # 1 – Benvenuti a Lovecraft
di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press, 2009)
La Magic Press ha appena pubblicato il sesto e ultimo volume della serie di Hill e Rodriguez, e io col consueto tempismo, ho cominciato a leggere il primo TP. Il tratto di Rodriguez non mi fa impazzire, ma Joe Hill ha già messo sul piatto tutti gli elementi che mi piacciono: mistero, bambini curiosi, killer pazzi, fantasmi, faccioni americani. I romanzi di Hill mi sono piaciuti un sacco (d’altronde buon sangue non mente), e questo fumetto ha tutte le carte per piacermi altrettanto. Qui la mia recensione.

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SafariHoneymoonSAFARI HONEYMOON
di Jesse Jacobs (Eris Edizioni, 2015)
Applausoni alla Eris che con questo libro comincia la pubblicazione del meglio del panorama indie d’oltreoceano. E per meglio si intende che al prossimo giro tocca a Michael DeForge con il suo DressingSafari Honeymoon è molto bello nella maniera in cui potete immaginarvi, ma anche in un modo che invece non sapete nemmeno. Cosa significa tutto ciò? Boh, ma potete sempre leggere qui la mia recensione.

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HeadLopper2HEAD LOPPER #2
di Andrew MacLean (Image Comics, 2016)
Continuano le avventure di Norgal. Head Lopper è una serie divertentissima di avventura pura, con soluzioni grafiche e un character design superlativo. Peccato che questo numero, che mantiene inalterata l’azione frenetica del primo volume, sia narrativamente un po’ fiacco, con la storia che sembra messa temporaneamente in stallo. Attendo con fiducia la prossima uscita.

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AW17

ADAM WILD #17 – La suprema catastrofe
di Gianfranco Manfredi e Pedro Mauro (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Conclusione sottotono per questa doppia storia cominciata nel numero precedente. Sviluppo macchinoso per un epilogo inconsistente, viste soprattutto le premesse catastrofiche del titolo (peraltro bruttino). I disegni di Pedro Mauro fanno il loro dovere, con risultati a volte buoni.

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DYDColorFest16DYLAN DOG COLOR FEST #16 – Tre passi nel delirio
di Ausonia, Marco Galli e AkaB (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Non sono un fan di Dylan Dog. Ho letto qualcosa di Sclavi (che ho sempre preferito come romanziere) e giusto il Mater Morbi di Recchioni, ma poi mi sono fermato lì. Questo Color Fest #16 quindi è un acquisto più dettato dall’interesse che ho per gli autori che quello nei confronti del personaggio. La storia di Ausonia è un racconto metanarrativo sufficiente, le cui riflessioni sono forse troppo legate al personaggio e alla testata per coinvolgermi per davvero. Marco Galli invece punta su una storia classica che stravolge con un tratto grottesco da cui riesce a far emergere anche una certa fragilità emotiva dei personaggi. Lo sguardo di Dylan, malinconico e impaurito, è davvero commuovente. Chiude l’albo la storia di AkaB, dove la metanarrazione si estende oltre il personaggio e la sua storia editoriale per farsi riflessione più ampia e sofferta sull’identità e sulle storie. Gestione magistrale della gabbia bonelliana.
Esperimento riuscito.


MD3MANIFEST DESTINY #3 – Chiroptera e Carniformaves
di Chris Dingess e Matthew Roberts (Saldapress, 2016)
“Quando Thomas Jefferson inviò Lewis e Clark in esplorazione, si aspettava onestamente che gli riferissero di lanosi mammut e mastodonti di varia natura. Se i dinosauri fossero stati noti all’epoca, avrebbe chiesto loro quasi sicuramente di portargli un triceratopo.”
Così scriveva Bill Bryson nel suo Una passeggiata nei boschi (Guanda, 2000) e la serie di Dingess e Roberts non si sta allontanando di molto. Forse la struttura nuovo luogo-nuovo mostro alla lunga stuferà, ma per ora non risulta monotona. Anche perché, come in ogni grande romanzo d’avventura, ciò che conta è l’esplorazione (anche dei propri limiti) e i due autori si stanno dimostrando molto abili nelle descrizioni di nuovi spazi, nuovi mostri, nuovi pericoli e dell’influsso che queste scoperte hanno nei membri della spedizione. 


SwampThing4SWAMP THING: LIBRO QUATTRO
di Alan Moore, John Totleben e Stephen Bissette (RW Edizioni, 2015)
La conclusione del ciclo American Gothic cominciato nel precedente cartonato dimostra l’abilità di Moore nel gestire un evento macroscopico senza perdere mai di vista il suo personaggio. Forse non è divertente come il suo inizio, e nemmeno intima e psichedelica come il secondo volume della serie, ma questa conclusione ci restituisce un personaggio complesso, che messo davanti alle complessità di definire male e bene, fatica a trovare un’unica e sicura risposta.

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Convergence4CONVERGENCE #4
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Questo finale funziona più o meno così: “Dobbiamo salvare il Multiverso!”. Giri pagina e l’hanno salvato. Quanta emozione. Non che nei quattro numeri non ci siano bei momenti (Telos e Brainiac sono scritti benino, soprattutto quest’ultimo), ma ho letto decisamente di meglio.  Negli scorsi numeri qualche bella tavola erano riusciti a metterla, mentre a questo giro dobbiamo sopportare delle orrende splash page che illustrano gli universi salvati.

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aralluTHE DIM REVERBERATION OF THE CHAOSHOLDER – 1st Seal
di Arallu (Hollow Press, 2016)
La nuova serie della Hollow Press (che si affianca all’antologico U.D.W.F.G. già arrivato al terzo volume) è l’ennesima conferma della ricerca continua che è alla base di questa piccola casa editrice. Ogni libro ha una veste cucita per l’occasione (questo è uno spillato ultra-lusso) e rappresenta sempre una nuova sfida per il lettore. In questo caso ci troviamo davanti a una narrazione in soggettiva, tra il videogioco e un dungeon crawl, e una mitologia tutta esplorare. Questo primo volume non è di immediata lettura, ma poco fa non vi avevo detto che si trattava di una sfida? Tra qualche settimana vi dirò qualcosa di più sul fumetto tramite apposita recensione.


BrucoIL BRUCO 
di Edogawa Ranpo e Suehiro Maruo (Coconino, 2012)
E’ bello trovarsi tra le mani un libro che funziona in maniera così precisa. Suehiro Maruo prende un racconto di Edogawa Ranpo (l’Edgar Allan Poe giapponese, letteralmente) e gli dà corpo con una narrazione perfetta dove convivono la dimensione dell’incubo e quella di un sentimento amoroso. Straordinario come da questa storia è completamente esclusa la prospettiva morale, a sottolineare che le forme d’amore che nascono e si sviluppano nell’habitat esclusivo di una coppia, sono esenti da qualsiasi giudizio esterno. Un capolavoro dolce e destabilizzante.