Laser #4 | Aprile 2016

Laser è l’elenco delle recensioni che ho pubblicato durante il mese. Di solito sono molto poche perché sono pigro.


InThePines2 copiaIN THE PINES – 5 Murder Ballads di Erik Kriek (Eris Edizioni, 2016)
Erik Kriek evoca fantasmi per raccontarci l’America puritana che cova pulsioni e desideri sotto le pesanti coperte di una morale rigida che non prevede trasgressione alcuna. Il passato ritorna, sotto forma di spettro o di senso di colpa. Sono gli stessi uomini e le stesse catene morali di Edgar Lee Masters, Sherwood Anderson, John Steinbeck sino ad arrivare a Stephen King.

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corrieredeipiccoliguerraIL CORRIERE DEI PICCOLI VA ALLA GUERRA  di Camilla Peruch e Sonia Santin (Kellerman Editore, 2015)
Anche l’Italia ha avuto il suo Little Nemo. Creato nel 1912 da Attilio Mussino, Schizzo era una ragazzo che spesso si assopiva su una poltrona leggendo Il Corriere della Sera. Ma al posto dei mondi assurdi che di volta in volta visitava Little Nemo, il nostro Schizzo finiva tra i soldati che in quei giorni stavano combattendo la Prima Guerra Mondiale. Così ogni settimana il bambino che leggeva Il Corriere dei Piccoli (sulle cui pagine Schizzo veniva pubblicato) non solo era aggiornato sui progressi della guerra, ma veniva rassicurato sulla buona salute dei propri cari al fronte e al contempo informato delle eroiche azioni dei soldati che era così spinto ad ammirare.
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aralluTHE DIM REVERBERATION OF THE CHAOSHOLDER – 1st Seal di Arallu (Hollow Press, 2016)
‘DRo’C – 1st seal è infatti un fumetto in prima persona, una lunga soggettiva del Golem di Ossidiana che diventa sguardo, corpo e tramite tra il lettore e l’universo del racconto. Arallū gestisce questa scelta narrativa in maniera metodica e senza alcuna concessione: la vignetta corrisponde al campo visivo del Golem e vediamo solo quello che accade in quello spazio delimitato.
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pugnicastaldiPUGNI – Storie di boxe di Boris Battaglia e Paolo Castaldi (Beccogiallo Editore, 2015)
Boris Battaglia e Paolo Castaldi non hanno paura di raccontare sempre la stessa storia, tant’è che nel loroPugni – Storie di boxe (Edizioni Becco Giallo, 2015) raccolgono in ordine cronologico quindici incontri di pugilato narrandoceli a parole e immagini. Pugni è un ibrido coraggioso, non un fumetto, non un libro illustrato, non un saggio sullo sport, nemmeno un libro biografico o di giornalismo sportivo: più che altro passa fluidamente dall’uno all’altro senza alcuna gabbia di genere, trasformandosi ogni qualvolta la storia raccontata richieda una metamorfosi narrativa per esprimersi al meglio.
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The Dim Reverberation of the Chaosholder – 1st seal | Il dungeon crawl a fumetti di Arallū

Ho sempre pensato alla lettura come a un questione puramente atletica. Ci vuole allenamento, dedizione, qualche sacrificio, un po’ di tifo e una sana passione, se no è difficile andare lontano. Per questo non è che mi scandalizzo se uno mi dice che non legge nemmeno un libro ma gioca a calcio o dipinge o beve un sacco di birra o passa le sue giornate su Warcraft oppure non fa niente: seppur in discipline diverse, siamo tutti quanti atleti e quindi ci si rispetta vicendevolmente.

E in quanto atleta (seduto sulla poltrona, al caldo, con una decina di chili di troppo) mi piace mettermi alla prova. Certo, per l’allenamento uso sempre tracciati su cui posso costruirmi gambe e fiato, ma il piacere vero arriva solo con il brivido di una sfida vera, che so capace di mettermi in difficoltà e che – sia da perdente che da vincitore – contribuirà a rendermi un atleta e un lettore migliore.

Da lettore di fumetti quando voglio misurare le mie capacità vado sul sicuro e sfido qualche titolo del catalogo della Hollow Press, casa editrice italiana (ma che pubblica solo in lingua inglese) specializzata in fumetti underground e weird. Giusto per darvi l’idea, uno degli ultimi titoli pubblicata dall’editore è Largemouths, un tomo di quasi settecento pagine completamente muto e completamente folle che ho riletto qualcosa come otto volte per tentare di scoprire cosa si nascondeva dietro a un lavoro così interessante e coinvolgente.

La nuova serie a fumetti della Hollow Press che va ad affiancare l’antologico UDWFG è una sfida a cominciare dall’autore (il misterioso Arallū di cui non è stata rivelata l’identità) e dal titolo: The Dim Riverberation of the Chaosholder – 1st seal: A crippled baby ‘n’ the Obsidian Golem, towards the she-Outcast, che l’editore consiglia giustamente di abbreviare in ‘DRo’C – 1st seal. La storia è quella di N’tar il bimbo storpio, un essere alieno e deforme che ha l’incarico di risvegliare il misterioso Golem di Ossidiana e di guidarlo durante la sua misteriosa missione. Tra cunicoli, città sotterranee, inganni e combattimenti, il viaggio di N’tar e del Golem ha inizio.

‘DRo’C – 1st seal stupisce sin dalla prima pagina. Il punto di vista scelto da Arallū per raccontare la sua storia, è quello del Golem di Ossidiana, non un semplice personaggio con cui immedesimarsi, ma una sorta di avatar con cui il lettore può entrare in un mondo nuovo e sconosciuto. ‘DRo’C – 1st seal è infatti un fumetto in prima persona, una lunga soggettiva del Golem di Ossidiana che diventa sguardo, corpo e tramite tra il lettore e l’universo del racconto. Arallū gestisce questa scelta narrativa in maniera metodica e senza alcuna concessione: la vignetta corrisponde al campo visivo del Golem e vediamo solo quello che accade in quello spazio delimitato. Non è infatti un caso che spesso la regia sembra perdersi alcuni passaggi, che non riesca a seguire N’tar durante il suo farci strada nei lunghi tunnel che fanno da sfondo a tutto il fumetto, in una narrazione che vuole coincidere con precisione non solo con ciò che il Golem vede, ma con quello che percepisce e quello che invece non riesce a cogliere. La consueta cura tipografica della Hollow Press in questo caso assume un ulteriore valore: mentre le pagine si presentano molto ruvide e spesse, a richiamare l’antichità di un vecchio testo, tutti gli esseri viventi che compaiono nel fumetto sono coperti da una vernice lucida, come se il Golem di Ossidiana condividesse con lo spettatore non solo la vista, ma un senso misterioso e sconosciuto che ancora dobbiamo scoprire.

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Non sempre fila tutto liscio (ogni tanto emerge una certa inesperienza dell’autore) ma nel complesso la narrazione in soggettiva dimostra di essere un’idea affascinante che nei prossimi numeri potrà essere meglio sviluppata e affinata. Stesso discorso per la sceneggiatura: ‘DRo’C – 1st seal è purtroppo un volume troppo interlocutorio, che annega lo spettatore in troppe informazioni e pone sul tavolo già tutte le coordinate del racconto.

È proprio in questo frangente che emerge con forza il modello narrativo di ‘DRo’C – 1st seal. Questo primo numero sembra più un manuale di un gioco di ruolo piuttosto che una storia vera e propria. Come in un dungeon crawl siamo chiamati a seguire un narratore/guida (N’tar), percorrere un labirinto di cunicoli, affrontare minacce e compiere la nostra missione e tenere sott’occhio il numero di feticci. L’idea è interessante ma purtroppo l’eccessiva verbosità di ‘DRo’C – 1st seal tende a depotenziare il coinvolgimento che dovrebbe andare a crearsi con questi presupposti. Staremo a vedere se nei prossimi numeri Arallū riuscirà a fare il grande salto.

The Dim Reverberation of the Chaosholder – 1st seal: A crippled baby ‘n’ the Obsidian Golem, towards the she-Outcast
di Arallū
Hollow Press, 2016
32 pp.

Gigahorse #1 | Febbraio 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.


SHS1SHERLOCK HOLMES SOCIETY #1 – Il caso Keelodge
di Sylvain Corduriè, Stéphane Bervas, Eduard Torrents (Editoriale Cosmo, 2016)
Sherlock Holmes vs. Zombies feat. Mr. Hyde. Solito pastrugnone della collana Weird Tales. Verboso (come al solito) ma abbastanza divertente.

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..SnowpiercerTerminusSNOWPIERCER: TERMINUS #1 – #2
di Olivier Bocquet e Jean-Marc Rochette (Editoriale Cosmo, 2016)
Questo terzo sequel di Snowpiercer è all’altezza dei suoi predecessori. Pur essendo chiaramente in debito col film di Bong Joon-ho nella caratterizzazione volutamente grottesca degli antagonisti, Snowpiercer: Terminus non tradisce l’opera originale e continua a proporre azione e riflessioni sul mondo che ci circonda. Bella la sceneggiatura di Olivier Bocquet (con il treno sostituito da una Tomorrowland diventata l’ultimo avamposto dell’umanità), ma a brillare è il veterano della serie Jean-Marc Rochette, che dal primo volume al terzo ha sintetizzato il suo segno rendendolo più espressivo e pulsante.

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LoveAddictLOVE ADDICT – Confessioni di un seduttore seriale
di Koren Shadmi (Bao Publishing, 2016)
Inizia come “l’amore ai tempi di Tinder” e finisce nel nulla. Un libro inutile che tira inutilmente in ballo Woody Allen, Robert Crumb e Chester Brown. Per non farla lunga, qui trovate la mia recensione.

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RatmanG24RATMAN GIGANTE #24
di Leo Ortolani (Panini, 2016)
Non sono uno di quelli che oddio Ratman capolavoro. Anzi, posso dire che da quando sto recuperando la ristampa in formato gigante, le risate non sono mai mancate ma mi sono trovato più di una volta a chiedermi qual’era la storia che avevo letto in quelle pagine. Ma questo potrebbe benissimo essere un mio limite.
La cosa che invece mi piace del Ratman Gigante è il dietro le quinte di ogni storia. Una cronologia di errori, passi falsi, correzioni, lavoro matto e disperato che ti fa capire perché il Leo è là e noi siamo qua.
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PaperGirls4PAPER GIRLS #4
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Vaughan colpisce ancora. Al quarto numero il suo Paper Girls si conferma come la serie più bella dell’anno. Scrittura precisa nel dosare misteri, dispensare cliffhanger, creare personaggi perfetti e una buona dose di dialoghi sboccati. L’unico timore è che l”universo narrativo si allarghi troppo, ma non mi sembra il caso di farsi prendere dal panico. Per ora me lo godo con piacere.

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L&K1LOCKE & KEY # 1 – Benvenuti a Lovecraft
di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press, 2009)
La Magic Press ha appena pubblicato il sesto e ultimo volume della serie di Hill e Rodriguez, e io col consueto tempismo, ho cominciato a leggere il primo TP. Il tratto di Rodriguez non mi fa impazzire, ma Joe Hill ha già messo sul piatto tutti gli elementi che mi piacciono: mistero, bambini curiosi, killer pazzi, fantasmi, faccioni americani. I romanzi di Hill mi sono piaciuti un sacco (d’altronde buon sangue non mente), e questo fumetto ha tutte le carte per piacermi altrettanto. Qui la mia recensione.

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SafariHoneymoonSAFARI HONEYMOON
di Jesse Jacobs (Eris Edizioni, 2015)
Applausoni alla Eris che con questo libro comincia la pubblicazione del meglio del panorama indie d’oltreoceano. E per meglio si intende che al prossimo giro tocca a Michael DeForge con il suo DressingSafari Honeymoon è molto bello nella maniera in cui potete immaginarvi, ma anche in un modo che invece non sapete nemmeno. Cosa significa tutto ciò? Boh, ma potete sempre leggere qui la mia recensione.

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HeadLopper2HEAD LOPPER #2
di Andrew MacLean (Image Comics, 2016)
Continuano le avventure di Norgal. Head Lopper è una serie divertentissima di avventura pura, con soluzioni grafiche e un character design superlativo. Peccato che questo numero, che mantiene inalterata l’azione frenetica del primo volume, sia narrativamente un po’ fiacco, con la storia che sembra messa temporaneamente in stallo. Attendo con fiducia la prossima uscita.

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AW17

ADAM WILD #17 – La suprema catastrofe
di Gianfranco Manfredi e Pedro Mauro (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Conclusione sottotono per questa doppia storia cominciata nel numero precedente. Sviluppo macchinoso per un epilogo inconsistente, viste soprattutto le premesse catastrofiche del titolo (peraltro bruttino). I disegni di Pedro Mauro fanno il loro dovere, con risultati a volte buoni.

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DYDColorFest16DYLAN DOG COLOR FEST #16 – Tre passi nel delirio
di Ausonia, Marco Galli e AkaB (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Non sono un fan di Dylan Dog. Ho letto qualcosa di Sclavi (che ho sempre preferito come romanziere) e giusto il Mater Morbi di Recchioni, ma poi mi sono fermato lì. Questo Color Fest #16 quindi è un acquisto più dettato dall’interesse che ho per gli autori che quello nei confronti del personaggio. La storia di Ausonia è un racconto metanarrativo sufficiente, le cui riflessioni sono forse troppo legate al personaggio e alla testata per coinvolgermi per davvero. Marco Galli invece punta su una storia classica che stravolge con un tratto grottesco da cui riesce a far emergere anche una certa fragilità emotiva dei personaggi. Lo sguardo di Dylan, malinconico e impaurito, è davvero commuovente. Chiude l’albo la storia di AkaB, dove la metanarrazione si estende oltre il personaggio e la sua storia editoriale per farsi riflessione più ampia e sofferta sull’identità e sulle storie. Gestione magistrale della gabbia bonelliana.
Esperimento riuscito.


MD3MANIFEST DESTINY #3 – Chiroptera e Carniformaves
di Chris Dingess e Matthew Roberts (Saldapress, 2016)
“Quando Thomas Jefferson inviò Lewis e Clark in esplorazione, si aspettava onestamente che gli riferissero di lanosi mammut e mastodonti di varia natura. Se i dinosauri fossero stati noti all’epoca, avrebbe chiesto loro quasi sicuramente di portargli un triceratopo.”
Così scriveva Bill Bryson nel suo Una passeggiata nei boschi (Guanda, 2000) e la serie di Dingess e Roberts non si sta allontanando di molto. Forse la struttura nuovo luogo-nuovo mostro alla lunga stuferà, ma per ora non risulta monotona. Anche perché, come in ogni grande romanzo d’avventura, ciò che conta è l’esplorazione (anche dei propri limiti) e i due autori si stanno dimostrando molto abili nelle descrizioni di nuovi spazi, nuovi mostri, nuovi pericoli e dell’influsso che queste scoperte hanno nei membri della spedizione. 


SwampThing4SWAMP THING: LIBRO QUATTRO
di Alan Moore, John Totleben e Stephen Bissette (RW Edizioni, 2015)
La conclusione del ciclo American Gothic cominciato nel precedente cartonato dimostra l’abilità di Moore nel gestire un evento macroscopico senza perdere mai di vista il suo personaggio. Forse non è divertente come il suo inizio, e nemmeno intima e psichedelica come il secondo volume della serie, ma questa conclusione ci restituisce un personaggio complesso, che messo davanti alle complessità di definire male e bene, fatica a trovare un’unica e sicura risposta.

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Convergence4CONVERGENCE #4
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Questo finale funziona più o meno così: “Dobbiamo salvare il Multiverso!”. Giri pagina e l’hanno salvato. Quanta emozione. Non che nei quattro numeri non ci siano bei momenti (Telos e Brainiac sono scritti benino, soprattutto quest’ultimo), ma ho letto decisamente di meglio.  Negli scorsi numeri qualche bella tavola erano riusciti a metterla, mentre a questo giro dobbiamo sopportare delle orrende splash page che illustrano gli universi salvati.

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aralluTHE DIM REVERBERATION OF THE CHAOSHOLDER – 1st Seal
di Arallu (Hollow Press, 2016)
La nuova serie della Hollow Press (che si affianca all’antologico U.D.W.F.G. già arrivato al terzo volume) è l’ennesima conferma della ricerca continua che è alla base di questa piccola casa editrice. Ogni libro ha una veste cucita per l’occasione (questo è uno spillato ultra-lusso) e rappresenta sempre una nuova sfida per il lettore. In questo caso ci troviamo davanti a una narrazione in soggettiva, tra il videogioco e un dungeon crawl, e una mitologia tutta esplorare. Questo primo volume non è di immediata lettura, ma poco fa non vi avevo detto che si trattava di una sfida? Tra qualche settimana vi dirò qualcosa di più sul fumetto tramite apposita recensione.


BrucoIL BRUCO 
di Edogawa Ranpo e Suehiro Maruo (Coconino, 2012)
E’ bello trovarsi tra le mani un libro che funziona in maniera così precisa. Suehiro Maruo prende un racconto di Edogawa Ranpo (l’Edgar Allan Poe giapponese, letteralmente) e gli dà corpo con una narrazione perfetta dove convivono la dimensione dell’incubo e quella di un sentimento amoroso. Straordinario come da questa storia è completamente esclusa la prospettiva morale, a sottolineare che le forme d’amore che nascono e si sviluppano nell’habitat esclusivo di una coppia, sono esenti da qualsiasi giudizio esterno. Un capolavoro dolce e destabilizzante.