Gigahorse #7 | Agosto 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

lamandragoraLA MANDRAGORA
di Sylvain Cordurié e Marco Santucci – Traduzione de I Cosmonauti (Editoriale Cosmo, 2016)
Guazzabuglio vittoriano pieno di demoni e società segrete. Peccato che si preferisca dare risalto agli intrighi (più annunciati che mostrati) piuttosto che ai personaggi, relegati sullo sfondo. Davvero difficile empatizzare e divertirsi quando anche la protagonista è tenuta in disparte Per fortuna i disegni di Marco Santucci salvano ogni tanto dalla noia totale. A questo giro la riduzione delle tavole e conversione in bianco e nero non pregiudicano la lettura.

revival4REVIVAL #4 – Fuggi in Wisconsin
di Tim Seeley e Mike Norton – Traduzione di Marisa Pollastro (Saldapress, 2016)
Rispetto al precedente TP che avevo trovato troppo confusionario, con questo quarto volume Revival pare avere ritrovato la semplicità dell’intreccio degli inizi. Ne giovano i personaggi che si ritrovano meno incastrati tra gli eventi e hanno il giusto spazio per affrontare le loro vite sconvolte. La trasferta newyorkese dà un attimo di respiro alla narrazione e al personaggio di Dana, mentre la breve parentesi dedicata a Emme (stavolta più defilata rispetto alle vicende principali) apre a nuovi interessanti scenari e riflessioni.

southernbastards1SOUTHERN BASTARDS #1 – Questo era un uomo
di Jason Aaron e Jason Latour – Traduzione di Andrea Toscani (Panini Comics, 2016)
Basta davvero poco per convincermi quando si tirano in ballo il sud degli Stati Uniti, quelle teste calde dei redneck e l’orgoglio della vecchia America che si trasforma a volte in razzismo feroce, altre in granitici ideali a cui credere. Southern Bastards però non è poco, tutt’altro. C’è la sceneggiatura di Jason Aaron che martella con un ritmo serrato ma per niente veloce. Anzi, procede imperterrita ma ansimante, come se anche la scrittura fosse appesantita dal quintale di muscoli invecchiati che ci si porta appresso, dalla rabbia accumulata per anni, dalle nocche che si stringono e tendono la pelle delle dita sino a farla diventare bianca. I disegni di Jason Latour donano un nervosismo scultoreo ai personaggi, mentre i suoi colori fanno sembrare il Dirty South un inferno in terra dove si è chiamata a espiare le proprie colpe o a crearsene di nuove.

deadpool65DEADPOOL #65
di Joe Kelly, Ed McGuinnes, Cullen Bunn e Salva Espin – Traduzione di Luigi Mutti (Panini Comics, 2016)
Numero noiosissimo: sia Spider-Man/Deadpool che I Mercenari per Soldi sono ai nastri di partenza e in pratica non succede nulla. Il nulla per Deadpool è che c’è un gran casino per venti tavole e la storia viene riassunta nelle ultime due. Un ottimo modo per allungare una storia e farmi incazzare.

elegiainrossoELEGIA IN ROSSO
di Seiichi Hayashi – Traduzione di Vincenzo Filosa (Coconino Press, 2016)
Sperimentale ed emozionante come un film di Godard, Elegia in rosso è un fumetto stupefacente per come riesce a coinvolgere intimamente lo spettatore negli stati d’animo dei protagonisti. Seiichi Hayashi lo fa partendo dai volti dei suoi personaggi, che nasconde dietro i capelli o con inquadrature di spalle, a cui cancella tratti somatici o dona inaspettato realismo. Guardare quelle facce e le loro mutazioni vi accompagnerà all’interno di una storia viscerale.

wackyraceland1WACKY RACELAND #1-2
di Ken Pontac e Leonardo Manco (DC Comics, 2016)
Letto il primo numero di Wacky Raceland, il reboot in salsa Mad Max della serie animata Hanna-Barbera, scritto da Ken Pontac, disegnato da Leonardo Manco con i colori di Mariana Sanzone (quella che vedete qui è invece la variant cover firmata da Tommy Lee Edwards: storyteller). Carina l’idea di fondo e buona la gestione dei rapporti tra i personaggi, tra cui per ora non esistono né eroi né cattivi ma solo persone che vogliono vincere. Mi ha convinto meno la struttura del primo numero (troppo spezzettata a livello temporale) e l’idea che le auto possono parlare, che per ora non sembra una cosa rilevante (ma magari in futuro acquisterà del senso).
Il secondo albo non fa grossi passi avanti rispetto al primo, piuttosto ne ripercorre le cose meno convincenti e toglie anche il divertimento della lunga scazzottata che faceva da sfondo all’episodio d’esordio. Il numero si concentra sul passato di Dick Dastardly, evitandogli il classico e noioso background del villain cattivo perché gli è successo qualcosa di brutto. Dastardly è cattivo e Ken Pontac ci mostra tutto il suo cinismo. Vedremo che succederà in futuro, per ora i primi due numeri incuriosiscono, pur mettendo in mostra già tutti i difetti, in primis delle tavole troppo piene e dense da essere leggibili senza spaccarsi gli occhi (con una colorazione non aiuta per niente a rendere chiari alcuni passaggi). e il totale disinteresse che i due autori hanno per il racconto della corsa: non si capiscono il percorso, le posizioni, le dinamiche. Il racconto è confuso e fuori fuoco, e non si hanno segni di miglioramento.

papergirls7PAPER GIRLS #7
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Il numero 7 di Paper Girls continua a porre le basi per questo nuovo arco narrativo. Non mancano sorprese e nuove possibilità per la storia non solo di ampliarsi ma anche di approfondire i propri temi e i propri personaggi. Il numero infatti brilla per un bel confronto generazionale (diverso da quel che avete sempre visto) molto sincero e capace di parlare di come passato, presente e futuro dialogano tra loro. E ci sono anche dei mostroni giganti.

AW22ADAM WILD #22 – Zulu
di Gianfranco Manfredi e Ibraim Roberson
ADAM WILD #23 – Colenso
di Gianfranco Manfredi e Stevan Subic
(Sergio Bonelli Editore, 2016)
Lungo flashback sulla giovinezza di Adam Wild. La parte dedicata al personaggio è abbastanza prevedibile in tutte le sue svolte, ma riesce a sostenere il racconto storico con mestiere. La prevedibilità dell’intreccio non gioca a favore del numero, ma il racconto della battaglia è chiaro e avvincente. Buoni i disegni di Roberson, capaci di non distrarsi dalla battaglia pur mantenendo l’attenzione sui personaggi. Concludendo questo Zulu  è un numero che fa da prologo storico e spirituale a Colenso, con cui intrattiene un dialogo tematico. Qui Manfredi intreccia meglio le vicende personali di Adam con quelle storiche della battaglia, ma a portare l’albo su un altro livello è il lavoro straordinario di Stevan Subic. 

supermutantmagicacademySUPERMUTANT MAGIC ACADEMY
di Jillian Tamaki (Drawn & Quarterly, 2015)
Nata su Tumblr nel 2010 e continuata per quattro anni (la potete ancora leggere a questo indirizzo), Supermutant magic academy è una striscia umoristica creata da Jillian Tamaki. Giusto per darvi un’idea del contesto, dovreste immaginarvi una Hogwarts più simile a un college americano che inglese, popolata da maghi di specie diverse (umani, animali, mostri di varia categoria). Tutto parte come un grande contenitore di gag surreali, ma col trascorrere del tempo la Tamaki inserisce una leggera continuity e fa crescere i suoi personaggi tra le pagine del libro, accompagnandoli tra le insicurezze e gli entusiasmi della loro adolescenza. Per il finale (inedito) la Tamaki mette da parte le storie brevi e scrive una storia più lunga, che spezza forse i ritmi più veloci presenti nel resto del libro ma conclude in maniera ottima la storia.

leavingmegalopolisLEAVING MEGALOPOLIS
di Gail Simone e Jim Calafiore (Dark Horse Comics, 2014)
Immaginate un mondo dove i supereroi sono impazziti e tengono in scacco la popolazione tra violenza e distruzione. Questa è la premessa di Leaving Megalopolis, ma invece di farne un Watchmen senza troppe pretese, la Simone ci racconta la storia dalla prospettiva tutta umana di un gruppo di sopravvissuti. L’albo ha tutti i pregi e i difetti dei lavori di Gail Simone: se da una parte è brava a tessere le dinamiche di gruppo, dall’altra fatica sempre a trovare un ritmo adatto al racconto (qui i flashback sono davvero fastidiosi). Il lavoro di Calafiore alterna un buon design degli eroi e una discreta regia a una recitazione poco convincente (non aiutata dai colori e dalle chine che banalizzano ulteriormente il tutto). Punto di partenza sufficiente che non lascia però del tutto insoddisfatti.

UT5UT #5 – Hysteria
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Al suo quinto numero UT comincia a svelarsi. Peccato lo faccia con due spiegoni che ammazzano la narrazione di quello che sinora è l’albo coi disegni più suggestivi e interessanti. Dei precedenti quattro numeri mi era piaciuta l’atmosfera sospesa e la mancanza di punti di riferimento e devo dire che le rivelazioni di questo numero non la corrompono, mantenendo una coerenza di fondo che ho apprezzato. Speriamo che la chiusura sia altrettanto forte e coerente.

cleanroom8CLEAN ROOM #8
di Gail Simone e Jon Davis-Hunt (Vertigo, 2015-2016)
Sempre più convincente questo nuovo lavoro di Gail Simone, che si rivela essere numero dopo numero una storia horror ben congegnata e davvero atipico. All’inizio non è stato semplice entrare in sintonia con una struttura complessa, ma arrivato all’ottavo albo è più semplice destreggiarsi tra i tanti personaggi e i tanti misteri (qualcuno sempre più chiaro) della storia. In questo numero due bei colpi di scena ci fanno capire che presto si entrerà nel vivo della storia e personalmente non vedo l’ora di scoprire cosa si nasconde dietro. Jon Davis-Hunt è per me una scoperta continua: si dimostra perfetto per raccontare la normalità apparente che fa da sfondo alla storia e le sue esplosioni di mostruosità e deformità. Sembra un Jacen Burrows carpenteriano che i colori di Quinton Winter rendono ancora più interessante.

frankensteinI MAESTRI DELL’ORRORE: FRANKENSTEIN
di Giulio Antonio Gualtieri e Francesco De Stena (Edizioni Star Comics, 2015)
Non è semplice tradurre in fumetti il capolavoro della Shelley, eppure Giulio Antonio Gualtieri riesce nell’impresa grazie a una sceneggiatura fedele capace di condensare il romanzo senza tradire gli intenti originari (sia morali che emozionali). Buoni i disegni di Francesco De Stena che trovano la loro originalità nel design della Creatura, a metà tra lo Swamp Thing di Bernie Wrightson e i mostri di Jack Davis

sangueeghiaccioLE STORIE #47 – SANGUE E GHIACCIO
di Tito Faraci e Pasquale Frisenda (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Campagna di Russia, H. P. Lovecraft e folklore: questi sono i tre elementi alla base di “Sangue e ghiaccio”, quarantasettesimo numero de Le Storie – Sergio Bonelli Editore. Pasquale Frisenda dà del suo meglio con un acquarello in scala di grigi (e spruzzate di rosso) infondendo un duplice orrore, quello mostruoso e inconcepibile delle creature e quello tutto umano di un gruppo di soldati distrutto dall’indigenza. La sceneggiatura di Tito Faraci convince per come riesce a rendere credibile tutta la vicenda (senza spiegoni), peccato che il ritmo del racconto sia spezzato dal narratore e dal metaforone annesso, i cui concetti ripetitivi e poco coinvolgenti smorzano un po’ l’entusiasmo verso l’albo.

tormentaneraTORMENTA NERA
di Yoshihiro Tatsumi – Traduzione di Rosamaria Pavan (Bao Publishing, 2016)
Da tempo non mi capitava di leggere una storia così ben scritta. Tormenta nera, manga noir di Yoshihiro Tatsumi pubblicato da BAO Publishing, ha la semplicità di quelle storie in cui ogni elemento alla fine trova il suo posto naturale nel racconto e dove anche il più piccolo particolare acquista importanza. La scrittura di Tatsumi ci fa concentrare così tanto sull’epopea umana e sulla fuga dei due disperati protagonisti che nemmeno ci accorgiamo che tutte le tessere le puzzle stanno andando al loro posto. Una perfezione quasi commuovente per come riesce a far coincidere la perfezione di un incastro narrativo con il racconto di due umanità apparentemente diverse. L’attenzione per gli sguardi, le lunghe sequenze dinamiche e la natura implacabile che travolge i protagonisti, sono gli elementi grafici su cui Tatsumi si concentra maggiormente.

swampthing5SWAMP THING DI ALAN MOORE – Libro quinto
di Alan Moore, John Totleben e Rick Veitch – Traduzione di Leonardo Favia (RW Edizioni, 2015)
Leggere lo Swamp Thing di Alan Moore significa sempre andare incontro a emozioni forti e inaspettate, e questo quinto volume non è da meno. Questo è forse il ciclo più triste e malinconico eppure non vi è mai cupezza nelle atmosfere del racconto, ma striscia sempre sotto le disgrazie e l’asfalto un senso di speranza quasi commuovente. Con The Garden of Earthly Delights, Moore si diverte a citare e rivisitare Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, ma è con l’episodio My Blue Heaven che firma una delle sue storie migliori (grazie anche ai colori di Tatjana Wood. Sarebbe interessante fare un confronto tra l’esilio di Swamp Thing presente in questo episodio con quello di Watchmen della permanenza di Doc Manhattan su Marte.

jonesealtrisogniJONES E ALTRI SOGNI
di Franco Matticchio (Rizzoli Lizard, 2016)
Che bello dopo tanti anni rileggere Franco Matticchio, in un’edizione di grande formato che finalmente rende onore ai disegni dell’autore varesino. Ci si può finalmente immergere in quelle tavole fitte di linee, immergersi nella penombra degli ambienti, condividere ore di ozio con Jones. Leggere Jones e altri sogni è come fare una passeggiata pomeridiana in un bosco: rilassante ma con una probabilità su mille che una vipera sbuchi da sotto un sasso per farci spaventare.

Gigahorse #5 | Giugno 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

lockekey3LOCKE & KEY #3 – La corona delle ombre
LOCKE & KEY #4 – Le chiavi del regno

di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press, 2012 – 2014)
Arrivati a metà della corsa, Hill  e Rodriguez cominciano a tirare le fila del discorso. Hill ha la grande capacità di costruire concept complessi sostenuti da trame articolate da cui però non perde mai di vita i personaggi. E questa è una dote rara che richiede concentrazione e bravura, non a caso è anche una delle caratteristiche della sua produzione di romanzi (che vi consiglio di recuperare). Rodriguez dimostra ancora una volta di essere un eccellente disegnatore, non tanto per il suo tratto (che non mi piace mai troppo), quanto per le sue capacità narrative. A stupire qui sono l’episodio che cita Calvin & Hobbes e quello in cui, per evidenziare l’effetto della Chiave Gigante, tutta la narrazione è giocata su tavole intere senza vignettatura che mettono in evidenza la statura dei personaggi. Qui la mia recensione.

Delete1DELETE #1
di Jimmy Palmiotti, Justin Gray e John Timms (Devil’s Due/1First Comics, 2016)
Miniserie di quattro numeri per Justin Gray l’impegnatissimo Palmiotti. Il primo numero è coinvolgente e incuriosisce e la scelta di affidare i ruoli dei protagonisti a un gigante con qualche ritardo mentale e a una bambina muta che custodisce un segreto, rende interessante la modalità con cui i due comunicheranno nel corso della storia.  I disegni di Timms sono sospesi tra una fantascienza prossima ventura e un noir fatto di brutti musi e faccioni.

Batman45BATMAN #49
di AA.VV (RW Edizioni, 2016)
Continua Superheavy e continuano i problemi. Non si può certo dire che Snyder e Capullo si annoino a scrivere e disegnare il loro Batman, tant’è che offrono sempre situazioni interessanti (anche se gran parte del merito va al lavoro straordinario di FCO Plasencia ai colori, che dallo Zero Year ha saputo dare una nuova atmosfera a Gotham), si annoia però il lettore costretto a sorbirsi un Jim Gordon (e di conseguenza anche un Batman) senza identità e l’introduzione di un cattivo che dura ormai da cinque numeri e non entra mai nel vivo. Finora la parte più interessante riguarda il nuovo Bruce Wayne tutto pieno di relax, davvero una delle cose più belle fatte da Snyder.
Premesse non esaltanti per la nuova run di Detective Comics scritta da Peter J. Tomasi e disegnata da Marcio Takara: la Justice League assume Batman/Gordon perché devono fare un’indagine e loro non sono capaci. Per ora regna la noia, nei disegni e nella scrittura. Non credo migliorerà.
Come sempre chiude l’albo il Grayson di Tim Seeley e Tom King. A questo giro numero super cuoricione che vede il vecchio Dick tornare a Gotham e incontrare i vecchi amici che ancora lo credono morto. Bello il momento con Barbara e quello con  Damian anche se il confronto più bello dell’albo è ancora una volta quello con Bruce Wayne, smemorato e felice.

PrincipessaSpaventapasseriLA PRINCIPESSA SPAVENTAPASSERI
di Federico Rossi Edrighi (Bao Publishing, 2016)
Insomma, l’inizio non sembrava promettere bene, più che altro per una sensazione continua di deja-vu con Coraline nella storia, nella atmosfere, nelle tematiche, e se non fosse stato per i disegni nervosetti di Edrighi avrei smesso di leggerlo dopo qualche pagina. Ma ecco sbucare fuori una cosa che mi ha fatto dire: Ecco, questo è un libro che serve! (per sapere cos’è vi tocca aspettare la recensione). Il tutto forse rimane un poco derivativo e la storia non è fluida e precisa come dovrebbe essere, però è una buona dimostrazione di coraggio che spero abbia buoni sviluppi.

AW21ADAM WILD #21 – La medusa immortale
di Gianfranco Manfredi e Antonio Lucchi (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Antonio Lucchi è il disegnatore naturale di Adam Wild. I suoi due albi e mezzo sono i migliori della serie e questo numero 21 è la sua punta di diamante. Non è solo un disegnatore di grande atmosfera (la sua Africa sembra sempre avvolta da una sabbia magica), ma riesce a gestire con sicurezza anche la recitazione dei personaggi. Qui Manfredi lo fa scatenare su una sceneggiatura onirica e psichedelica che Lucchi interpreta con una visionarietà retrò aderente alle atmosfere della serie.

batmanrobineternal1IL CAVALIERE OSCURO #42 – 43
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Prende il via Batman e Robin Eternal e per ora i primi cinque numeri convincono. Bisognerà vedere come a reggere la lunga durata (Batman Eternal, seppur bello, soffriva di notevoli scompensi), ma è troppo presto per fasciarsi la testa. Per ora il gruppo di Robin c’è e le dinamiche funziona molto bene. Staremo a vedere.
We are Robin ha riportato il lettore della bat-famiglia per le strade di Gotham. Tra villain, cross-over ed eventi, ci si dimentica troppo spesso (sceneggiatori in primis) che gli eroi di Gotham vivono ed esistono per la loro città. E la testata di Bermejo/Corona è l’unica che ci ricorda costantemente e in maniera totale questo aspetto, con quel suo approccio da rissa da strada (incoscienza + improvvisazione) che convince sempre di più.
Ci avviamo verso la fine della bella run di Catwoman gestita da Genevieve Valentine. Peccato che questi ultimi numeri siano sottotono rispetto al resto, ma la sceneggiatrice sta finendo di tirare tutti i fili  del discorso e non è detto che il numero finale non ci riservi qualche sorpresa.

NyarlathotepNYARLATHOTEP
di Rotomago e Julien Noirel (Nicola Pesce Editore, 2016)
Più che un fumetto, un libro illustrato. Il racconto di Lovecraft viene riproposto integralmente facendo da voce narrante alle immagini di Noirel, il cui lavoro è orchestrato dalle indicazioni registiche di Rotomago. Il risultato è molto evocativo, ma ancora devo capire bene il rapporto che intercorre tra testo e immagini.
Ehi, ora è passato del tempo e tutto mi è più chiaro. Leggete qui tutta la verità!

UT3UT #3 – Le vie dei pensieri
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Sin dal primo numero UT mi ha convinto soprattutto per un fattore: la sua capacità di trascinarci in un universo completamente diverso dal nostro senza fornirci coordinate. Così più che farsi leggere, UT si fa abitare. Il lettore deve ambientarsi alle atmosfere, al tono dei dialoghi, a un sistema burocratico, filosofico e di valori che nulla ha a che vedere con quello a cui siamo abituati. UT è venire a contatto con un altro universo e farsi travolgere dai suoi misteri (come fa giustamente notare Marco Montanaro in questo post su Malesangue). Il terzo numero continua su questa strada, a parte per un particolare che mi ha rovinato la lettura. A metà albo circa, dopo un monologo in cui i filosofi cercano di spiegare la loro funzione, Ut risponde con un “Ma va’ a ciapà i ratt”.

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A seguire, un asterisco che ci rimanda alla porzione inferiore della vignetta in cui ci viene spiegato ai non lombardi (con un giro di parole francamente assurdo) il significato della frase. Questa spiegazione occupa la metà precisa della vignetta, non è ubicata al margine della tavola, ma proprio all’interno della stessa. Ecco, in una serie dove nulla è spiegato ha davvero senso dare al lettore questa spiegazione? Leggerla mi ha catapultato fuori da UT e dal suo universo, fuori dall’albo, fuori dalla bolla che mi ero costruito per leggerlo. Ero di nuovo sul treno diretto a Milano, ero di nuovo qui e tempo qualche minuto sarei dovuto scendere alla stazione di Bovisa.

LoneSloaneSmallLONE SLOANE – L’integrale
di Philippe Druillet (Magic Press, 2016)
Finito da ventiquattro ore e sono ancora frastornato dalla potenza di Druillet. Lasciate da parte la storia (che fa il suo dovere ma insomma, si capisce poco o niente) e fatevi scassare gli occhi come mai nessuno ha fatto. Il mio tentativo di scrivere la recensione di questo libro è questo qui, se non ci capite nulla leggetevi questi due pezzi di Boris Battaglia.

INeverLikedYouI NEVER LIKED YOU
di Chester Brown (Drawn and Quarterly, 2002)
Se mi seguite da un po’ conoscerete la mia avversione nei confronti del fumetto autobiografico, che a parte rare eccezioni, fatica sempre a convincermi. Tra questi c’è Chester Brown, uno che ha sempre scritto di sé stesso senza voler trasmettere o insegnare qualcosa al suo lettore. Con I never liked you ci racconta il ricordo della sua adolescenza, senza trama, senza significati, senza simbolismi e metafore. Ci sono solo le cose che gli sono successe e che ha fatto succedere. Cose che non ha ancora compreso e che non pretende di farci capire. Un maestro da cui molti dovrebbero apprendere.

MasacreDEADPOOL #61 – I soliti sospetti
di  Gerry Duggan, Brian Posehn, Mike Hawthorne e Scott Koblish (Panini Comics, 2016)
Deadpool non è l’eroe che fa per me. Mi sembra sempre che le storie siano salvate più dall’umorismo e dai trucchetti meta-narrativi che da una scrittura efficace. In fondo però riesce sempre a divertirmi, anche grazie alla sua violenza esasperata. Deadpool #3 si perde un po’ troppo nella soap-opera per i miei gusti, per fortuna chiude l’albo una storia dedicata a Masacre, il Deadpool messicano: divertentissimo e violentissimo.

ValentinaDeVincentisVIVA VALENTINA!
A cura di Micol Beltramini (Edizioni BD, 2016)
Il libro comincia tra la celebrazione e la museificazione (non a caso i testi selezionati sono quelli del catalogo della mostra che la Triennale di Milano dedicò al personaggio nel 2006), ma è chiaro che a Valentina questa cosa sta stretta, mica è una capace di stare anni chiusa in una teca di vetro a prender polvere. E infatti il volume prende vita con le storie originali create per l’occasione da Maurizio Rosenzweig, Lola Airaghi, Adriano De Vincentiis, Lola Airaghi, Corrado Roi e Tuono Pettinato, che dimostrano quanto Valentina ha ancora da raccontarci e mostrarci. Insomma, da Viva Valentina! a Valentina è viva!. Spero che questo piccolo ma riuscito esperimento abbia una sua continuazione: Valentina è davvero un personaggio eterno che ha indossato per tutti la vita gli abiti e i sogni che Crepax le ha cucito addosso e oggi è giunta l’ora che qualcun altro cominci a tessere per lei nuovi vestiti e nuovi sogni.
PS Rivolgerei ora un appello a Micol Beltramini di obbligare Paolo Bacilieri a scrivere e disegnare una storia per Valentina. In Viva Valentina! mi sono accontentato di una tavola sola, ma lui ha quel modo di disegnare le donne che vuoi mica che ci si accontenta di una sola pagina?

UominiinmareUOMINI IN MARE
di Riff Reb’s (Kleiner Flug, 2016)
Dopo A bordo della Stella del Mattino e Il Lupo dei MariRiff Reb’s conclude la sua trilogia marinara con questo Uomini in mare, raccolta di storie brevi tratti da autori classici come London, Stevenson, Poe. Nonostante la brevità delle storie, Uomini in mare è un volume compatto che vuole restituire la ricchezza e la varietà dei racconti a tema marino e che ci riesce con precisione e bravura. Il tempo di rileggerlo e arriva la recensione.

CleanRoomCLEAN ROOM # 1-7
di Gail Simone e Jon Davis-Hunt (Vertigo, 2015-2016)
Quando Gail Simone scrive i supereroi non mi piace quasi mai. Si concentra troppo sui personaggi, vuole costruire psicologie complesse e nel frattempo la storia latita, l’intreccio si smolla e va tutto a rotoli. Passata in casa Vertigo, la Simone sembra avere trovato con Clean Room l’equilibrio che le è sempre mancato. La cornice complessa in cui si svolgono le vicende è ben gestita, così come i personaggi hanno tutto il tempo per crescere, mostrarsi e mettersi alla prova. Sono curioso di vedere come sbroglierà la matassa (bella intricata) ma le sensazioni sono buone. Inchini e applausi anche a Jon Davis-Hunt, capace di dare corpo alle follie della Simone con originalità e personalità.

SNOWMANFRAZETTATHE ADVENTURES OF THE SNOW MAN
di Frank Frazetta (Dark Horse, 2015)
No barbari muscolosi, no donne nude con bestie feroci, no mostri giganti. Solo un pupazzo di neve superbullo e patriottico. Frank Frazetta esordisce a soli quindici anni con questo fumetto invecchiato sul fronte etico e morale (i cattivi sono due perfidi soldati cinesi giustamente alleati con alieni altrettanto perfidi) ma con ancora qualcosa da dire dal punto di vista grafico. Divertentissimo e con una ironia spiazzante giocata sui contrasti tra i toni cartooneschi del tratto e la violenza delle azioni compiute dal protagonista. 

headsortailsHEADS OR TAILS
di Lilli Carré (Fantagraphics Books, 2012)
Bella raccolta di storie brevi dell’autrice americana. Mi piace come la Carré gioca con la struttura narrativa per raccontare le fratture dei suoi personaggi. Ironica e feroce, la Carré ha una voce davvero nuova e interessante, una sintesi grafica davvero espressiva e un’attenzione alla struttura del racconto: tre doti che mi piacciono davvero un sacco.

conanredsonjaCONAN RED SONJA
di Gail Simone, Jim Zub e Dan Panosian (Dark Horse / Dynamite, 2015)
In questo volume viene raccolta la miniserie scritta da Gail Simone e Jim Zub con il team-up tra i due eroi creati da Robert E. Howard. Quanta fiacchezza. Scrittura monolitica costruita su una struttura di salti temporali che vorrebbe raccontare tutto il rapporto tra Conan e Red Sonja negli anni e invece ammazza la narrazione. Meglio sul versante dei disegni: Dan Panosian nei primi due numeri si diverte e non poco, poi anche lui si annoia. Yawn.

Gigahorse #4 | Maggio 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

batmanloboBATMAN / LOBO
di Alan Grant, Simon Bisley e Sam Kieth (RW Edizioni, 2014)
Il volume raccoglie i due incontri tra il Crociato Incappucciato e l’ultimo czarniano. Sam Keith non mi ha mai fatto impazzire e la sua miniserie Batman/Lobo – Deadly Serious non ha contribuito a farmi cambiare idea su di lui. Non solo la sceneggiatura è a tratti ridicola, ma la colorazione digitale distrugge buona parte del lavoro grafico.
Di tutt’altro spessore la storia a firma dei due creatori di Lobo. La sceneggiatura di Grant è divertente e folle al punto giusto, ma sono i disegni di Bisley a far fare il salto di qualità: grottesche, dopate ed espressioniste, le tavole di Bisley sono un luna park di trovate bizzarre ed eccessive.

BatmaneuropaBATMAN EUROPA #1-4
di AA.VV. (DC Comics, 2016)
Di solito le cose che vanno per le lunghe non finiscono troppo bene. Eppure questo Batman Europa annunciato nel 2004 e arrivato sugli scaffali dodici anni dopo, convince e stupisce. La sceneggiatura scritta da Matteo Casali e architettata insieme a Jim Lee brilla per l’interessante voce di Batman e il rapporto che intesse tra lui e il Joker che li vede portare avanti una ricerca parallela senza mai però quella complicità tipica del buddy movie, mantenendo quindi la giusta distanza tra i due. Anche dal punto di vista grafico Batman Europa convince, immergendo di volta in volta il Crociato Incappucciato in un’atmosfera nuova e distante da quella di Gotham. Un paio di numeri in più avrebbero migliorato un finale forse troppo affrettato ma con un colpo di scena davvero convincente, non tanto per la scoperta del responsabile, quanto per la modalità con cui viene svelato.

ICO41IL CAVALIERE OSCURO #41
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
We are Robin
sempre più convincente. Il numero #3 si chiude con un bel colpo di scena, ma è il #4 a lasciare a bocca aperta. Non solo è molto bella la storia che Bermejo cuce addosso a Riko Sheridan, con una Batgirl fonte d’ispirazione per la ragazza, ma i disegni di James Harvey sono SPETTACOLARI. Ogni tavola trasuda la confusione e l’entusiasmo dell’adolescenza e la regia replica i pensieri frenetici e la vita multitasking riempiendo visivamente ogni spazio disponibile.
La Selina Kyle della coppia Valentine-Messina sta invece preparando la strada per tornare a indossare il costume di Catwoman. Continua a divertirmi il rapporto tra la Gatta e Spoiler, ma per il resto i numeri #43 e 44 qui contenuti sono i più deboli tra quelli finora usciti. Ma il colpo di scena finale probabilmente darà una scossa alla testata.

Batman48BATMAN #48
di AA.VV (RW Edizioni, 2016)
Il numero si apre come sempre con la serie ammiraglia Batman, che vede il Crociato incappucciato protagonista di una storia fuori continuity intitolata Un caso semplice. Bastano poche pagine per farci convincere che questa è una delle migliori storie di Batman da molto tempo a questa parte, e sicuramente è una delle cose migliori scritte da Snyder. Sembra di vedere concentrati qui tutti i temi, le atmosfere e gli obiettivi che sembrava avere la testata nei primi numeri della sua gestione: atmosfera livida, una Gotham vivisezionata partendo dall’urbanistica per arrivare alla sociologia, e un Batman finalmente concentrato a combattere il crimine vero. Poi la gestione Snyder ha fatto la fine che ha fatto, soffocata da inutili cross over e un’ossessione per il Joker davvero noiosa, ma questo numero brilla e si farà ricordare per un bel pezzo.
Su Detective Comics #44 si conclude invece la gestione di Brian Buccellato, con una battaglia tra robottoni che non è questo granché. D’altronde il vero focus della gestione di Buccellato era il Detective Bullock e infatti l’attenzione è tutta su di lui. Non finisce col botto, ma è stata una run piacevole e per certi versi sorprendente.
Su Grayson #11 continuano invece gli intrighi spionistici orditi da Tom King ai danni dell’ex Robin, ex Nightwing, ex di Barbara Gordon, ex di Elena Bertinelli e ora quasi ex agente della Spyral. Numero più teso del solito, composto da un lungo combattimento coreografato alla perfezione da Mikel Janìn.

Locke&Key2LOCKE & KEY # 2 – Giochi mentali
di Joe Hill e Gabriel Rodriguez (Magic Press, 2012)
Se c’è una cosa che il piccolo Joe HIllstrom King ha imparato da Babbo Steve è la sua capacità di rendere credibili cose assurde. Avete presente quando King racconta di un demone che infesta una stiratrice industriale o che scendendo tre gradini nello scantinato di un diner si torna nel 1959, e voi non battete ciglio? Ecco, Joe Hill sa incantare nello stesso modo nonostante la sua produzione (sia dei romanzi che dei fumetti) sia meno simile a quella paterna di quanto si creda.
Nel secondo story arc di Locke & Key, il buon Joe ci fa credere che all’interno della nostra testa c’è un mondo vero e proprio (con edifici, persone, eccetera) che è il risultato delle nostre esperienze, dei nostri ricordi e delle nostre paure. Come scoprirlo? Semplicemente infilandoci una chiave nell’apposita toppa che abbiamo sulla nuca. E io non solo ci credo fortissimo, ma gioisco del fatto che il tutto sia gestito con meno metaforoni di quanto si poteva sospettare. Qui la mia recensione.

escapefromfloridaFUGA DA NEW YORK #1 – Fuga dalla Florida
di Diego Barreto e Christopher  Sebela (Editoriale Cosmo, 2016)
Sì, è il fumetto del film di Carpenter. Sì, comincia proprio dove terminava Fuga da New York. Sì, nella traduzione il nome rimane Jena Plissken. Date queste tre coordinate, si capisce che lo sceneggiatore Barreto ha capito bene come funzionava il film: un protagonista silenzioso con una missione da compiere e un circo di comprimari strambi e sopra le righe a dare le poche coordinate utili allo spettatore. Replicata sulle pagine del fumetto purtroppo la cosa  funziona meno: i personaggi secondari, costretti a colmare buchi e a dare spiegoni, subissano le tavole di parole, sacrificando anche il giusto spazio che il fumetto avrebbe dovuto dare alle scene d’azione del protagonista, che per questo motivo fatica un poco ad emergere.

UT2UT #2 – Le vie dei mestieri
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Ancora nebbia sulle pagine di UT  e pare non abbia in programma di diradarsi. Non che sia un male. Mi piace il mistero che aleggia tutto intorno a questo mondo e sinceramente spero che ci venga rivelato il meno possibile, giusto quello che ci è utile sapere per il proseguimento della trama. UT è una serie paesaggistica, se così si può dire, e sarebbe un peccato dare un senso alla fascinazione provocata dagli ambienti e dal disegno di Roi. Che la storia prosegua svelando i suoi segreti, ma che quel mondo ci rimanga misterioso.

headlopper3HEAD LOPPER #3
di Andrew MacLean (Image Comics, 2016)
Niente, Head Lopper purtroppo non ingrana e il fatto che manchi solo un numero alla conclusione non fa ben sperare in una ripresa all’ultimo secondo. MacLean non riesce a gestire la trama orizzontale, con il risultato che se le trame autoconclusive di ogni storia funzionano alla perfezione, la storia principale sta andando a svanire numero dopo numero. Il divertimento però non manca mai: anche se a questo giro si nota qualche incertezza (perché interrompere il combattimento finale con le tavole della testa della strega che chiacchierano con il teschio?), la serie conferma un buon ritmo e alcune eccellenti trovate grafiche.

rATMAN26RATMAN GIGANTE #26-27
di Leo Ortolani (Panini, 2016)
Non so mai cosa scrivere su Ratman. Divertire mi diverte sempre un sacco, ma davvero non riesco a sintonizzarmi sulla lunghezza d’onda giusta per apprezzarne la storia. A questo punto credo sia un problema mentale.

revolushowREVOLUSHOW
di Alessandro Caligaris e Antonio L. Falbo (Eris Edizioni, 2016)
L’espediente narrativo è quello di una lunga diretta televisiva (e il tutto è gestito molto bene), il tema è quello del potere che si tramanda di rivoluzione in rivoluzione. L’umanità di Caligaris è sempre più brutta, sporca e cattiva, e l’aiuto di Falbo alla scrittura non alleggerisce certo il carico di pessimismo, violenza e volgarità. Forse è meno cattivo di quello che vorrebbe essere, ma è sicuramente un lavoro ben riuscito nonostante la tematica non proprio facile. Se volete leggere la recensione, sintonizzatevi qui.

viaggioatokyoVIAGGIO A TOKYO
di Vincenzo Filosa (Canicola, 2015)
Mi aspettavo un fumetto di viaggio, autobiografico e divulgativo e invece il graphic novel di Vincenzo Filosa – pur avendo tutti questi elementi – riesce ad andare più in profondità. Perché Filosa non vuole insegnare niente, ma solo raccontare la sua esperienza giapponese. E lo fa con un lavoro mimetico che rilegge sensazioni ed emozioni attraverso i modi e gli stili del manga. Il tempo di rileggerlo ancora due o tre volte e arriva la recensione.

HQ12SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #11-12
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Dopo un paio di numeri di rodaggio, entra finalmente in azione la Gang delle Harleys. I rischi erano due: che questo super-gruppo annacquasse l’identità delle serie, oppure che Harley Quinn facesse scomparire questo gruppo di comprimari a causa del suo carisma. Dimenticavo però che Palmiotti e la Conner sono bravi bravissimi e quindi per ora è tutto bilanciatissimo. Non so, vedere Harley Quinn nel ruolo di mentore è una scelta che per ora sta premiando la serie.
Suicide Squad si trova sempre in quel limbo di noia e svogliatezza. Non basta neppure un Black Manta affascinato dalla dittatura di quel posto in cui sono incastrati da boh, cinque o sei numeri, per svegliarmi dal torpore.
I Segreti Sei di Gail Simone cominciano invece a entrare nel vivo del racconto. Staremo a vedere cosa riuscirà a combinare la sceneggiatrice dopo il colpo di scena del numero 3.

dracularecchioniI MAESTRI DELL’ORRORE: DRACULA
di Michele Monteleone e Fabrizio Des Dorides (Star Comics, 2015)
Purtroppo mi ha convinto meno dell’adattamento a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Certo, il Dracula di Bram Stoker è un libro molto complesso, difficile da adattare perché composto da lettere, telegrammi, estratti di diari e altra documentazione, in pratica tutte cose che non possono essere replicate in ambito fumettistico con soluzioni proprie del mezzo (per esempio il cinema ha il mockumentary). Monteleone fa la scelta di utilizzare comunque la struttura epistolare, però meh.

DeadpoolTriSpecialDEADPOOL TRI-SPECIAL
di AA.VV. (Panini Comics, 2015)
Il volume raccoglie tre annual (uno del 2013, due del 2014) di Deadpool. Il primo introduce Madcap ma sinceramente ci ho capito poco o nulla. Nel secondo c’è un team-up tra Deadpool e Spiderman: divertente ma nulla di memorabile, in più ogni tanto mi faceva strano il modo in cui Jacopo Camagni disegnava la faccia di Spidey. Il terzo annual mi ha convinto più degli altri. Nulla di che, però ci sono degli animali che si costruiscono delle corazze robotiche con cui combattere. In sintesi un volume decisamente noiosetto.

AW20ADAM WILD #20 – Alla ricerca di Odwina
di Gianfranco Manfredi, Matteo Bussola e Antonio Lucchi (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Albo solido e convincente, con una prima parte dove Manfredi dirige tre gruppi di personaggi senza mai sbandare, e una seconda parte che ci introduce al prossimo episodio, quello che sulla carta parrebbe essere di gran lunga il migliore della serie. Buono il lavoro di Matteo Bussola, ma è Antonio Lucchi la vera star dell’album. Lucchi è un disegnatore d’atmosfera, molto bravo nella scelta delle inquadrature e capace di costruire il ritmo delle tavole in maniera originale. Di tutti i talenti emersi da questa serie, è lui il più convincente e il più maturo. Non vedo l’ora del prossimo numero, tutto disegnato da lui.

bigkidsBIG KIDS
di Michael DeForge (Drawn & Quarterly, 2016)
A leggere le prime trenta pagine, l’ultimo lavoro di Michael DeForge sembra il suo fumetto più personale e brutale. Poi prende il largo e torna sui territori massimalisti cui l’autore canadese ci ha da sempre abituato. Gabriele Di Fazio su Just Indie Comics, fa notare come Big Kids possa essere un’occasione mancata e in effetti sembra che DeForge stia ancora cercando la formula giusta per unire la brusca intimità dei suoi racconti con quella sua visione del mondo che vuole ricondurre tutto (anche il fumetto stesso) a forme più semplici ed elementari. La formula perfetta non l’ha ancora trovata, ma se questa è la qualità dell’attesa noi si aspetta volentieri.

deadpool60DEADPOOL #60 – Sumus omnes Deadpool
di  Gerry Duggan e Mike Hawthorne (Panini Comics, 2016)
Leggendo questo personaggio da praticamente un mese (grazie all’intervento di mia sorella) intuisco che dopo Secret Wars, il Mercenario Chiacchierone si è trasformato in una sorta di imprenditore mettendo in piedi una squadra di vendicatori a pagamento piena di matti. Due numeri divertenti, ma le dinamiche un po’ stanche del “troviamo un equilibrio tra i folli componenti del gruppo” non le ho trovate troppo originali. Il colpo di scena finale invoglia a continuare la lettura.

FobosmallFOBO
di Gabriel Delmas (Hollow Press, 2016)
Largemouths
l’ho riletto cinque volte, con Fobo sono solo a quota quattro, ma penso che prima di poterne scrivere la recensione dovrò rileggerlo molte altre volte. Il nuovo libro di Gabriel Delmas è più breve di Largemouths ma molto più criptico e affascinante. Più che un fumetto è una poesia visiva ammaliante e perturbante. [Arrivato a quota sette riletture, ho finalmente scritto la recensione].

Gigahorse #2 | Marzo 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.


inthepinescrowIN THE PINES – 5 murder ballads
di Erik Kriek (Eris Edizioni, 2016)
Dopo aver adattato alcuni racconti di Lovecraft nella raccolta Da altrove e altri racconti (sempre edita da Eris), Kriek abbandona la pagina stampata e passa alla musica adattando cinque famose murder ballads. Libro molto intenso e non meno terrificante del precedente. Potete rendere più piacevole la lettura della mia recensione, ascoltando le canzoni che l’autore ha trasformato in un fumetto (qui in una comoda playlist, com’è d’uso tra i giovani).

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HQ1SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #10
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Non è un mistero che Harley Quinn è una delle serie che seguo con più piacere. Sono da sempre un grande fan di Palmiotti (bellissimo il suo Jonah Hex) e la coppia che forma con la moglie Amanda Conner nella gestione di questa testata mi ha sempre convinto, tra umorismo, sensualità e azione fuori dal comune. Tutto questo comunque non salva lo Speciale di San Valentino pubblicato su questo numero: divertente ma nulla di che. Continuo invece a schifare questa Suicide Squad. In dieci numeri non c’è stato un momento degno di nota, né con i disegni né con la scrittura. Sorpresa invece per i Segreti Sei di Gail Simone. Non sono un grande estimatore della sceneggiatrice (la sua run su Batgirl non ha mai preso il volo, funestata anche da crossover e un paio di licenziamenti), ma qui mi sta davvero convincendo. Staremo a vedere. Promosso a metà anche a Ken Lashley, segno sporco al punto giusto che però ogni tanto sfocia nel pressapochismo.


QuintoVangelo1IL QUINTO VANGELO #1 – L’antro del Cerbero
di Jean-Luc Istin e Thimothee Montaigne (Editoriale Cosmo, 2016)
Leggo con qualche mese di ritardo questo numero uno. Lo leggo soprattutto dopo aver già letto il numero due. Dentro di me mi dicevo che le prime venti pagine erano incomprensibili (e addossavo la colpa alle sceneggiature non proprio di ferro dei fumetti della serie Weird Tales), e infatti quando l’ho messo in libreria mi sono accorto che mi mancava il primo albo. E adesso che l’ho letto ho colmato i buchi narrativi e posso dire con più sicurezza che comunque non mi è piaciuto. Le storie di intrighi e complotti non sono proprio il mio genere.

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RG25RATMAN GIGANTE #25
di Leo Ortolani (Panini, 2016)
Comincia qui l’Esalogia delle Origini. Un bel nome altisonante, vero? Finalmente il Leo comincia a fare sul serio con una storia dal respiro più ampio e dalle ambizioni raddoppiate.

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JimboBATMAN #46
di AA.VV (RW E

dizioni, 2016)
Prosegue l’avventura di Jimbo Gordon nei panni del Batman corazzato per la lotta contro i criminali e la burocrazia. Arrivato al secondo numero la saga di Snyder diverte, ma i colpi di genio sono lontani. Se ci mettiamo anche un Capullo abbastanza svogliato e incapace di disegnare qualsiasi donna (avete riconosciuto Maggie Sawyer?), la situazione non migliora. Staremo a vedere.
Su Il Cavaliere Oscuro invece le cose vanno meglio. Manapul e Buccellato danno al vecchio Bullock il ruolo che si merita da anni. Tra i sospetti nei confronti della ex collega Montoya  e una toccante bromance tra lui e Gordon, la testata sta vivendo un buon momento.
Su Grayson invece parte un nuovo arco narrativo che vede il fu Nightwing coinvolto in un misterioso complotto. Non cambiano gli elementi cardine della serie: azione, sensualità e qualche battutina. Ormai è una certezza.


PaperGirls5PAPER GIRLS #5
di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang (Image Comics, 2016)
Ecco arrivato il momento in cui il buon Vaughan dà un colpo di coda e trasforma il microcosmo della serie in qualcosa di più grande, più misterioso e più pericoloso di come ce l’eravamo immaginato. Fino al numero precedente ero spaventato dall’imminente salto nel vuoto (ma sono un conclamato vigliacco che evita persino il Brucomela), eppure la tavola che chiude il numero cinque mi ha così elettrizzato che non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserva il Futuro.

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firstyearhealthyFIRST YEAR HEALTHY
di Michael DeForge (Drawn & Quarterly, 2014)
Quello che mi piace di DeForge è che se ne fotte dell’equilibrio narrativo delle sue storie. Ma non è un autore/accumulatore che trova il senso del suo racconto nell’amalgama di elementi, DeForge vede nel gesto del lettore di girare la pagina, l’occasione per fargli trovare davanti qualcosa di inaspettato: una nuova svolta narrativa, un cambio di genere, una mutazione improvvisa nello stile del disegno. E anche First Year Healthy conferma questa sua dote. Un fumetto in continua trasformazione, che non ha paura di risultare disequilibrato e che riesce persino a essere emozionante e profondissimo in un modo tutto suo.
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Revival3REVIVAL #3 – Un posto lontano
di Tim Seeley e Mike Norton (Saldapress, 2016)
Mentre si scopre qualche verità e si aprono nuovi interrogativi, Revival continua a convincermi. Mi piace soprattutto la scrittura di Seeley e quel suo modo tutto strano di procedere senza una direzione vera e propria. Seeley non si prefigge di trattare una tematica, ma sembra seguire le sorti dei suoi personaggi per tracciare l’identità della serie. Certo, ogni tanto sbanda e le cose funzionano pochino (in questo numero per esempio tutta la vicenda di May Tao è davvero poco convincente e chiusa con uno spiegone immenso) però quando tutto va per il verso giusto, si hanno momenti potentissimi e colpi di scena decisamente ben fatti.
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xenozoic1XENOZOIC #1 – Cadillac e dinosauri
di Mark Schultz (Editoriale Cosmo, 2016)
Sì, è proprio il fumetto da cui hanno tratto quel videogioco là e quel cartone animato là. Ed è più bello di quello che pensate. Ma bello davvero, un fumetto che sta a metà tra la narrazione vintage un po’ granitica (tanti dialoghi e tante didascalie ad effetto) e un tratto semplice ma potente che si concentra su muscoli e pose (poco importa che siano di omaccioni, donnone, macchine o dinosauri). Divertentissimo oltre ogni limite.

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SputatrevolteSPUTA TRE VOLTE
di Davide Reviati (Coconino Press, 2016)
Difficile tenere in piedi un libro così. Non solo per l’evidente lunghezza, ma per quello che ci butta dentro (adolescenza, provincia, zingari, amicizia, scoperta del mondo adulto, violenza) e come lo butta dentro (scene oniriche, racconto storico, salti temporali). Difficile mantenere l’equilibrio ma Reviati compie il miracolo e il suo Sputa tre volte è un libro solido con solo qualche piccolo difetto. Nonostante questo però, la scintilla non è scattata.

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AW18ADAM WILD #18 – La corsa degli struzzi
di Gianfranco Manfredi e Massimo Cipriani (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Primo episodio di una storia in due parti che si preannuncia essere divertente tanto quanto la trasferta londinese (finora il momento migliore della serie). La scrittura leggera di Manfredi oscilla tra il settaggio di complotti e intrighi e una fedeltà storica che non è mai un fardello per il racconto. Massimo Cipriani nella norma Bonelli. Peccato perché la gara con gli struzzi sarebbe potuta essere più divertente.

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Providence1

PROVIDENCE #1
di Alan Moore e Jacen Borrow (Panini Comics, 2015)
Alan Moore affronta Lovecraft di petto e ne esce fuori un fumetto stratificato dove il citazionismo e la rielaborazione della mitologia e delle atmosfere dello scrittore rivivono sotto luce nuova. Providence diventa per Moore l’occasione per riflettere direttamente sull’opera di Lovecraft, operazione che lo sceneggiatore mette in atto grazie a un protagonista che ricalca manie, ossessioni, paure e segreti dello scrittore, che prendono vita bilateralmente tramite le azioni descritte nel fumetto e attraverso le pagine del diario personale che ne approfondiscono la psicologia.
Alan Moore fa un buon lavoro, ma è stato Jacen Borrow a conquistarmi con la disposizione verticale delle tavole, perturbante e misteriosa.


WAR1IL CAVALIERE OSCURO #39
di AA.VV. (RW Edizioni, 2016)
Comincia con questo numero il nuovo assetto dell’antologico Il Cavaliere Oscuro. Si parte dal We are Robin di Lee Bermejo, che convince subito per l’idea interessante e la scrittura davvero fresca tarata su un pubblico di adolescenti (ma priva di qualsiasi arruffianata). Attendo di leggere gli sviluppi.
Continua invece la gestione di Catwoman da parte di Genevieve Valentine, che ha saputo ridare nuova linfa in un personaggio purtroppo rimasto ostaggio per troppi anni di una tutina attillata. E infatti – complici gli avvenimenti di Batman Eternal – la Valentine gliel’ha tolta e l’ha fatta diventare la signora del crimine di Gotham (da premiare anche il bel character design di Garry Brown che ha evitate le classiche forme morbide a favore di una certa spigolosità). Ora però è arrivato il momento di farle rivestire i panni di Catwoman e la scommessa dell’autrice sarà quella di far convivere le due anime del personaggio.
Chiude il volume la prima parte del terzo annual di Batman e Robin. Damian Wayne e il suo paparino decidono di andare a fare una gita sulla Luna. No. Davvero. No.


SuperConductiveBrainsParataxisSUPER CONDUCTIVE BRAINS PARATAXIS
di Shintaro Kago (Star Comics, 2016)
Questo lavoro che precede di una decina di anni il recente Industrial Revolution and World War (che ne riprende tematiche e suggestioni visive) è forse un poco immaturo e qua e là impreciso nelle sue intenzioni, con una divisione tra intrattenimento e riflessione che non trova mai un’amalgama perfetta. Super Conductive Brains Parataxis è comunque un lavoro interessante e visivamente ricco. Seguirà recensione, prima o poi.

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UT1UT #1 – La via della fame
di Corrado Roi e Paola Barbato (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Il progetto della vita di Corrado Roi vede finalmente la luce grazie alla collaborazione della Barbato, che dagli appunti del disegnatore ha tirato fuori una storia che si svela poco a poco. Misterioso e affascinante, questo primo numero di UT è per ora una scommessa vinta (e lo dice uno che non apprezza particolarmente Roi): niente di sperimentale ma scrittura e disegni funzionano bene. Difficile capire come si evolverà la serie, ma rimarrò a bordo fino all’ultimo numero.
Ho letto l’edizione da fumetteria, approfittando della presentazione in anteprima dell’albo (qui trovate il mio resoconto). Tolta la copertina di Mari e la relativa intervista, i contenuti extra sono di fatto le schede dei personaggi, una cosa di cui sinceramente non me ne frega niente visto che i personaggi li ho già conosciuti leggendo la storia nella mezzora precedente. Pensare a qualcosa di meglio no?