Gigahorse #9 | Ottobre 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

tumultosmall2TUMULTO
di Alice Milani e Silvia Rocchi (Eris Edizioni, 2016)
Due ragazze, una moto e un viaggio nei Balcani per raggiungere la Drina e chiudere i conti col passato. Per fortuna Tumulto non è né una guida turistica né un diario di viaggio, ma la storia di un’amicizia e delle piccole tensioni che la attraversano. Non ci sono melodrammi e non si cerca di sdrammatizzare, ci sono solo le piccole schermaglie che crescono, si confondono e spariscono nel paesaggio. E c’è pure la recensione.

aqualungsmall2AQUALUNG
di Jacopo Paliaga e French Carlomagno (Bao Publishing, 2016)
Lettura davvero divertente quella di questo volume che raccoglie la prima stagione del webcomic Aqualung. La sceneggiatura incastra bene i misteri che avvolgono Cold Cove, ma quello che conquista di più sono le dinamiche tra i personaggi. Holly è una protagonista forte e in crescita, capace di una affascinante antipatia. Azione, mostri, qualche battuta, qualche mistero che si risolve e cento altri che vengono a galla: davvero una lettura divertente.

tractsmall2TRACT
di Shintaro Kago (Hollow Press, 2016)
Mi piace come Shintaro Kago miri sempre a espandere quei concetti che gli sono cari. Ad esempio il filone dei giganti robotici iniziato con Super Conductive Brains Parataxis, continuava con una breve comparsata in un racconto a fumetti contenuto in Fraction ed è stato definitivamente (?) approfondito e ampliato in Industrial Revolution and World War, Con Tract l’autore giapponese approfondisce un discorso cominciato su un fumetto breve sempre comparso in Fraction. C’entrano tutti i fili che ci portiamo sottopelle, che siano vene, spaghetti o cavi elettrici. Per saperne di più leggetevi la recensione e non annoiatemi ulteriormente.  

lamedusaLA MEDUSA
di Roberta Scomparsa (Canicola, 2016)
Esordisce in casa Canicola edizioni la nuova collana Henry Darger, ovvero spillati con storie brevi di autori esordienti.
Roberta Scomparsa (del collettivo Doner Club) ci racconta una storia di preadolescenza e vacanze al mare, lo scenario perfetto per narrarci la repulsione e l’attrazione verso il corpo (proprio e degli altri). E la Scomparsa lavora bene sulle sensazioni concentrandosi sui corpi (delle ragazze ma anche degli adulti) imbarazzanti, goffi, da cui ci è però impossibile staccare lo sguardo (a costo di sentirci un poco sporchi).

dexterwardsmall2IL CASO DI CHARLES DEXTER WARD
di I.N.J. Culbard – Traduzione di Giorgio Saccani (Magic Press, 2015)
Il caso di Charles Dexter Ward
è il miglior adattamento che Ian Culbard ha realizzato dai racconti di H. P. Lovecraft. L’autore riesce a scrollarsi di dosso la voce del narratore originale e crea una struttura più dinamica (più dialoghi, qualche flashback, estratti dalle lettere) per raccontare la storia. La struttura regge e come sempre Culbard dà il suo meglio nelle sequenze mute, dove senza il peso delle parole, riesce a essere davvero evocativo.

rufolosmall2RUFOLO
di Fabio Tonetto (Eris Edizioni, 2016)
Facile dare a Rufolo del surreale. C’è invece il racconto di un’altra realtà con regole proprie e che non vuole avere nulla a che fare con la nostra. I bellissimi paesaggi sono enormi distese di bianco, i personaggi rifuggono dalle leggi morali, fisiche, chimiche e geografiche. L’atmosfera del racconto è originale, straniante, nuova. E fa anche ridere con un umorismo capace di avventurarsi per strade non ancora battute. Ma bando alle ciance e leggetevi la recensione.

harleyquinn15SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #15
di AA.VV. – Traduzione di Matteo Mezzanotte (Rw Edizioni, 2016)
Harley Quinn conclude la sua avventura hollywoodiana con un divertente team-up tra con Deadshot. Jimmy Palmiotti e Amanda Conner scrivono ancora un numero praticamente perfetto, capace di miscelare ironia, azione ed erotismo. E John Timms è l’uomo perfetto per disegnare questi tre elementi.
Finalmente la Suicide Squad di Sean Ryan riesce a darci un numero decente, peccato che ci si stia avviando verso il finale. L’idea di una Amanda Waller costretta a stare dall’altro lato della barricata funziona ed è ben gestita. Certo, i disegni di Philippe Briones fanno sempre schifo.
Si chiude con questo numero il primo ciclo dei Segreti Sei e se ne apre subito uno nuovo. Quello che viene chiuso si fa ricordare per la capacità di Gail Simone di creare un gruppo coeso e interessante di personaggi, quello che si apre invece decide di focalizzarsi su Black Alice chiamando in aiuto tutto il mondo magico dell’Universo DC. Stiamo a vedere che succede.

armataspaghetto1ARMATA SPAGHETTO #1
di AA.VV. (Sciame, 2016)
Il primo numero di Armata Spaghetto (la nuova autoproduzione di Sciame) è uno spillato antologico di esplorazione urbana, dove gli autori cercano di ricostruire un’epica della provincia attraverso i generi.
Maurizio Lacavalla e Michele Bolzani propongono un western atipico, Francesco Guarnaccia mette in scena la divertente brutalità dei luoghi comuni, Simone Pace è alle prese con un fantasy reatino e Kevin Scauri rende Napoli il teatro di uno scontro tra kaiju. Chiudono il volume due fumetti brevi del Dottor Pira e di Irene Coletto.
Esperimento più che interessante, attendo con trepidazione i prossimi numeri.

shviaggiatorideltempoSHERLOCK HOLMES E I VIAGGIATORI DEL TEMPO
di Sylvain Cordurié e Laci – Traduzione de I Cosmonauti (Editoriale Cosmo, 2016)
Quarto capitolo della saga che lo sceneggiatore francese Sylvain Cordurié sta dedicando al personaggio di Arthur Conan Doyle, questo Sherlock Holmes e i viaggiatori del tempo è un albo che regala un buon intrattenimento e che, rispetto ad altri capitoli della saga, risulta meno sbrigativo. Certo, alcune dinamiche del finale non sempre sono chiarissime, ma la storia coinvolge (anche grazie ai numerosi rimandi a La Mandragora e agli altri albi della serie). Disegni nella norma di Laci , sempre troppo ammazzati dal bianco e nero.

battagliapiopadreBATTAGLIA – Il Pio Padre
di Giulio Antonio Gualtieri e Valerio Nizi (Editoriale Cosmo, 2016)
Torna il vampiro Battaglia creato da Roberto Recchioni e Leomacs con una storia tutta azione che lo vede combattere contro un emissario delle forze del “bene”: Padre Pio. Diverte la serietà con cui Gualtieri affronta la vena dissacrante del personaggio, così come convince l’idea di un episodio poco interlocutorio ma pieno zeppo di combattimenti, inseguimenti e scontri fisici. I disegni di Valerio Nizi estremizzano le espressioni e i caratteri facciali dei personaggi, e si dimostrano sufficienti nelle sequenze più dinamiche (a volte un po’ troppo legnose per i miei gusti). Di Battaglia mi piace sempre un sacco il punto di vista sulla Storia, pragmatico, distaccato e lontano dalle santificazioni postume.

comequandoeravamopiccoliCOME QUANDO ERAVAMO PICCOLI
di Jacopo Paliaga e French Carlomagno (Bao Publishing, 2016)
Così come Aqualung, il primo graphic novel della coppia Paliaga-Carlomagno è una commedia romantica ben scritta e ben disegnata (in pratica tutto quello che non è Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua). I due autori sono cresciuti e sia la scrittura che il disegno sono notevolmente migliorati. Peccato che a conti fatti Come quando eravamo piccoli si riveli essere tanto ben scritto quanto trascurabile.

west1W.E.S.T. #1 – La caduta di Babilonia
di Xavier Dorison, Fabien Nury e Christian Rossi – Traduzione de I Cosmonauti (Editoriale Cosmo, 2016)
Tra esoterismo e selvaggio west, questa serie della coppia Dorison-Nury diverte e intrattiene con una storia cospirazionista che coinvolge Theodore Roosevelt, Aleister Crowley e una misteriosa società segreta. Trama non originalissima ma ben congegnata, con un paio di colpi di scena ben assestati e un team di personaggi ben assortito (anche se trattato con disparità). Disegni eleganti di Christian Rossi, che non si risparmia con una regia ricca di virtuosismi.

menofwrathMEN OF WRATH
di Jason Aaron e Ron Garney – Traduzione di Andrea Toscani (Panini Comics, 2016)
Ira Rath ha una maledizione centenaria da estirpare e questo è il momento giusto per farlo. I richiami biblici che Jason Aaron usa per questa miniserie gettano un thriller apparentemente nei canoni, all’interno di un vortice nichilista che colpisce per la sua intima violenza da Antico Testamento. Non ci sono speranze, solo capitoli da chiudere; non c’è futuro, solo un passato i cui demoni infestano il presente.

cocktailsanytimesmall2COCKTAILS ANYTIME
a cura dello Studio Pilar (Studio Pilar, 2016)
Terzo capitolo della tetralogia alcolica curata dallo Studio Pilar, questo Cocktails anytime è come i suoi predecessori (qui e qui) una raccolta colorata e multiforme che mette in mostra alcuni dei talenti più interessanti del fumetto e dell’illustrazione. Stupisce la leggerezza e l’atmosfera rilassata che pervade il volume.

suicidesquad16SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #16
di AA.VV. – Traduzione di MC Farinelli (Rw Edizioni, 2016)
Dopo il temporaneo trasferimento hollywoodiano e il divertente team-up con Deadshot, Harley Quinn torna finalmente a casa. Non fa in tempo a varcare la soglia dell’appartamento che già si ritrova ad affrontare una vecchia nemica e a organizzare l’evasione di Mason Macabre. Dopo ventitre numeri di questa serie, Jimmy Palmiotti e Amanda Conner preannunciano però per il prossimo numero la resa dei conti tanto aspettata: quella tra Harley e il Joker. Sarà la prova del nove della loro gestione del personaggio e della loro capacità di scrittura.
Termina qui la Suicide Squad di Sean Ryan. Gestione deludente ma con gli ultimi numeri è riuscita a risollevarsi grazie al ruolo sempre più centrale e messo in discussione di Amanda Waller. Detto questo niente di davvero notevole (nemmeno nei disegni di Philippe Briones). I Segreti Sei di Gail Simone continuano la loro incursione nel mondo magico della DC, ma è troppo presto per capire se si tratta di una buona storia oppure dell’ennesima idea stravagante dell’autrice.

adamwild24ADAM WILD #24 – L’alba del Novecento
di Gianfranco Manfredi e Sinisa Radovic (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Numero deludente di Adam Wild dopo le buone prove degli ultimi mesi. L’azione è ben gestita ma mancano i personaggi: Lady Winter è caratterizzata in maniera bidimensionale (in questo numero poi è in preda all’isteria), Adam Wild soffre della mancanza di spalle significative, e l’inserimento di Churchill e Gandhi appare fine a sè stesso (e Manfredi ha saputo fare di meglio in passato). Disegni nella norma, noiosi e senza alcun interesse.

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Laser #10 | Ottobre 2016

Laser è l’elenco delle recensioni che ho pubblicato durante il mese. Di solito sono molto poche perché sono pigro.


ilsuonodelmondoamemoriasmallIL SUONO DEL MONDO A MEMORIA di Giacomo Bevilacqua (Bao Publishing, 2016)
A dispetto dell’ostentata raffinatezza,
Il suono del mondo a memoria risulta perfino essere tamarro: tutto sembra accadere sempre all’alba o al tramonto come in un film di Michael Bay, e le atmosfere rarefatte dei disegni sono continuamente violentate da testi sciocchi e superficiali, come se a un film di Antonioni venissero tolti i lunghi silenzi per essere sostituiti da monologhi interiori scritti da Fabio Volo. Ciò mette in luce tutta l’incoerenza di fondo del fumetto, quel suo volerci convincere di essere profondo, toccante, capace di illuminare le nostre esistenze, e di urlarlo in ogni frase e in ogni tavola, per cercare di convincerci della cosa.
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L’OMBRA VENUTA DAL TEMPO di I.N.J. Culbard – Traduzione di Giorgio Saccani (Magic Press, 2016)
Culbard dà il suo meglio con questa seconda parte, ma l’impegno che infonde per migliorare la prima parte è anche maggiore. Il fumettista arricchisce il lavoro di Lovecraft rendendo questa prima parte più interlocutoria e dando maggiore rilevanza al figlio del prof. Wingate Peaslee, ma non riesce comunque a scrollare di dosso alla storia la natura originale da grande prologo alle vicende che chiudono il racconto.
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TRACT di Shintaro Kago (Hollow Press, 2016)
Nonostante il trattamento scolastico che Kago riserva ai racconti e che spesso toglie potenza alle critiche che l’autore vorrebbe muovere nei confronti della società, Tract si rivela essere comunque un’opera interessante. Se questa volta Kago fatica nel parlare al nostro cervello, non smette mai invece di farlo con le nostre budella. I suoi disegni ce le aggrovigliano per il disgusto e per l’ansia.
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Tract | Vene, spaghetti, cavi elettrici: lo splatter esistenzialista di Shintaro Kago

In Fraction c’è un racconto intitolato Irritazione in cui la protagonista, dopo che una mosca ha deposto delle larve nel suo corpo, sviluppa una sorta di piacere nell’inserirsi lombrichi sottopelle. È un racconto a suo modo erotico e a suo modo disperato, che nella ricerca estenuante della protagonista di provare una sensazione proibita, allarga gli orizzonti del desiderio (e del processo di autodistruzione che esso innesca) e termina con l’esplosione del corpo della ragazza in un gomitolo brulicante di vermi, inestricabile come le sensazioni differenti e contraddittorie nate nel lettore. È una tecnica che Shintaro Kago usa spesso: diverte con l’horror, incuriosisce con la sessualità, interessa con un punto di vista socialmente impegnato. E la sua grandezza sta nel fatto che di solito questi tre elementi non sono mai ben amalgamati tra loro, ma creano dei grumi, dei residui acidi, dei conglomerati schiumosi, del residuo polveroso sul fondo, cosa che porta il lettore a cercare continuamente di adattarsi al gusto e alla consistenza per apprezzare ciò che sta leggendo.

Da questo punto di vista Tract, il fumetto che Kago ha realizzato in esclusiva per la Hollow Press, sembra un lavoro più maturo e calcolato, con gli ingredienti meglio amalgamati del solito e la perdita di buona parte della torbidezza che rende che rende interessante la sua opera. Kago sembra ampliare e rivedere l’idea di fondo di Irritazione (un po’ come successo con il trittico Super Conductive Brains Parataxis, Industrial Revolution and World War e L’uomo che fece ritorno – sempre contenuto in Fraction), mantenendo la suggestione visiva dei fili che entrano ed escono dai corpi, ma stravolgendone il significato. Se infatti nel racconto breve la sessualità è fondamentale per leggere le vicende, in Tract il sesso è lasciato totalmente all’esterno. In nessuno dei quattro racconti che compongono la raccolta, compare infatti alcun richiamo erotico né nudi espliciti, e questo dovrebbe già darci la cifra del cambiamento di registro. Se  i vermi della protagonista di Irritazione rappresentavano l’unico modo per sfuggire alle costrizioni sociali (attraverso un piacere proibito), i fili che scorrono dentro i protagonisti di Tract sono le corde che legano i nostri desideri e le nostre aspirazioni, sono la rappresentazione contorta e grandguignolesca degli obblighi sociali cui siamo costretti a sottostare per avere un lavoro, avere una fidanzata, avere una famiglia, avere una vita.

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Kago utilizza questi scenari orrorifici per raccontarci la solitudine metropolitana, lo sfruttamento nel mondo del lavoro, la paura dell’altro e le frustrazioni sentimentali, seminando nel lettore il germe di un orrore sconosciuto e implacabile che però coltiviamo e riempiamo di cure ogni giorno. Lo fa per la prima volta senza fare uso di scene di nudo, evitando qualsiasi approccio meta-fumettistico e utilizzando il colore. Il tutto appare più controllato del solito, meno viscerale: l’autore decide di focalizzare tutta la nostra attenzione sulla critica che sta muovendo alla società, però non sempre questa critica è così profonda e originale da riuscire a prendere il sopravvento sulle immagini. I cupi acquerelli del fumetto mostrano spesso la poca esperienza che l’autore ha con la colorazione, ma riescono lo stesso a essere efficaci nell’immergerci in un’atmosfera algida e distante, in cui è difficile ambientarsi.

Nonostante il trattamento scolastico che Kago riserva ai racconti e che spesso toglie potenza alle critiche che l’autore vorrebbe muovere nei confronti della società, Tract si rivela essere comunque un’opera interessante. Se questa volta Kago fatica nel parlare al nostro cervello, non smette mai invece di farlo con le nostre budella. I suoi disegni ce le aggrovigliano per il disgusto e per l’ansia. Quello di Kago è uno splatter esistenzialista, quasi mai fine a sé stesso. Sono esplosioni di interiora, menomazioni, tagli nelle carni capaci di raccontare la vita interiore dei suoi personaggi meglio di qualsiasi monologo introspettivo.

Tract
di Shintaro Kago
Hollow Press, 2016
64 pag.
Introduzione di Christopher Butcher