Laser #11 | Novembre 2016

Laser è l’elenco delle recensioni che ho pubblicato durante il mese. Di solito sono molto poche perché sono pigro.


tumultoTUMULTO di Alice Milani e Silvia Rocchi (Eris Edizioni, 2016)
Tumulto è un libro coniugato al presente, in cui si respira pagina dopo pagina il bisogno di restituire al lettore una certa immediatezza delle vicende, senza girarci intorno e senza approfondirle più di tanto, per restituire più che l’esperienza in sé (evitando così l’elenco di tappe, luoghi visitati, persone conosciute, cose imparate), le sensazioni provate durante il viaggio.
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aqualung1AQUALUNG #1 di Jacopo Paliaga e French Carlomagno (Bao Publishing, 2016)
Facendo una mera somma degli elementi che compongono la storia nuda e cruda di Aqualungnon si troverà davvero nulla di veramente nuovo, così come lo sono anche i colpi di scena e le svolte della storia. Ma è chiaro che a Paliaga non interessa proporre ai suoi lettori qualcosa di nuovo, lui vuole dare loro una bella storia ben raccontata. Così tutti questi elementi che già conosciamo, sono utilizzati dallo sceneggiatore per farci sentire parte di un mondo con cui stiamo per avere il primo contatto. Non esagero quando dico che, tolto il prologo, bastano le prime due tavole del fumetto per sentirci già parte di una comunità e di una famiglia.
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comequandoeravamopiccoliCOME QUANDO ERAVAMO PICCOLI di Jacopo Paliaga e French Carlomagno (Bao Publishing, 2016)
Anche dal punto di vista visivo French Carlomagno si affida a una rappresentazione classica del genere. I personaggi sono tutti fighissimi, vestono abiti fighissimi e fanno lavori fighissimi, mentre le ambientazioni (fighissime) sono sempre sospese tra il tramonto e il crepuscolo. Ma è giusto così. Perché il genere lo richiede e, a meno di stravolgerlo sfruttandone gli stilemi, è meglio affidarsi completamente a essi. […] I due autori abbracciano il genere, ci giocano, lo comprendono e lo sfruttano e il risultato è piacevole. Piacevole ma tutto sommato trascurabile.
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albumALBUM di Marco Cazzato (GRRRZ, 2016)
È quindi d’obbligo una seconda lettura e poi una terza, una quarta, una quinta. Ma non tanto per svelare un mistero quanto perché ogni lettura ci fa sprofondare sempre di più in esso. E addentrandoci nel mistero cresce con noi la sensazione di un’intimità maggiore con la famiglia, in cui ora siamo del tutto inglobati. Non è la verità quindi a creare una famiglia, ma gli angoli bui che da parenti a volte possiamo illuminare e a volte decidiamo di tenere immersi nell’oscurità.
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poebattagliaEDGAR ALLAN POE di Dino Battaglia (Edizioni NPE, 2016)
C’è un’atmosfera inquietante, sottilmente comica, e un’attenzione ai dettagli dell’ambiente e dei costumi, tutte cose di cui Poe teneva gran conto durante la scrittura delle sue opere (e sono lì a testimoniarlo diversi articoli su mobilio, vestiti e gli studi sulla tecnica compositiva di una storia). Dino Battaglia coglie la complessità dello scrittore e la piega, la modifica e la insegue con i suoi disegni, ma anche con sceneggiature fortemente evocative capaci di riassumere in poche pagine racconti lunghi cogliendone l’anima o un aspetto sepolto dalle potenzialità più interessanti della classica interpretazione scolastica di queste storie.
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Gigahorse #9 | Ottobre 2016

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.

tumultosmall2TUMULTO
di Alice Milani e Silvia Rocchi (Eris Edizioni, 2016)
Due ragazze, una moto e un viaggio nei Balcani per raggiungere la Drina e chiudere i conti col passato. Per fortuna Tumulto non è né una guida turistica né un diario di viaggio, ma la storia di un’amicizia e delle piccole tensioni che la attraversano. Non ci sono melodrammi e non si cerca di sdrammatizzare, ci sono solo le piccole schermaglie che crescono, si confondono e spariscono nel paesaggio. E c’è pure la recensione.

aqualungsmall2AQUALUNG
di Jacopo Paliaga e French Carlomagno (Bao Publishing, 2016)
Lettura davvero divertente quella di questo volume che raccoglie la prima stagione del webcomic Aqualung. La sceneggiatura incastra bene i misteri che avvolgono Cold Cove, ma quello che conquista di più sono le dinamiche tra i personaggi. Holly è una protagonista forte e in crescita, capace di una affascinante antipatia. Azione, mostri, qualche battuta, qualche mistero che si risolve e cento altri che vengono a galla: davvero una lettura divertente.

tractsmall2TRACT
di Shintaro Kago (Hollow Press, 2016)
Mi piace come Shintaro Kago miri sempre a espandere quei concetti che gli sono cari. Ad esempio il filone dei giganti robotici iniziato con Super Conductive Brains Parataxis, continuava con una breve comparsata in un racconto a fumetti contenuto in Fraction ed è stato definitivamente (?) approfondito e ampliato in Industrial Revolution and World War, Con Tract l’autore giapponese approfondisce un discorso cominciato su un fumetto breve sempre comparso in Fraction. C’entrano tutti i fili che ci portiamo sottopelle, che siano vene, spaghetti o cavi elettrici. Per saperne di più leggetevi la recensione e non annoiatemi ulteriormente.  

lamedusaLA MEDUSA
di Roberta Scomparsa (Canicola, 2016)
Esordisce in casa Canicola edizioni la nuova collana Henry Darger, ovvero spillati con storie brevi di autori esordienti.
Roberta Scomparsa (del collettivo Doner Club) ci racconta una storia di preadolescenza e vacanze al mare, lo scenario perfetto per narrarci la repulsione e l’attrazione verso il corpo (proprio e degli altri). E la Scomparsa lavora bene sulle sensazioni concentrandosi sui corpi (delle ragazze ma anche degli adulti) imbarazzanti, goffi, da cui ci è però impossibile staccare lo sguardo (a costo di sentirci un poco sporchi).

dexterwardsmall2IL CASO DI CHARLES DEXTER WARD
di I.N.J. Culbard – Traduzione di Giorgio Saccani (Magic Press, 2015)
Il caso di Charles Dexter Ward
è il miglior adattamento che Ian Culbard ha realizzato dai racconti di H. P. Lovecraft. L’autore riesce a scrollarsi di dosso la voce del narratore originale e crea una struttura più dinamica (più dialoghi, qualche flashback, estratti dalle lettere) per raccontare la storia. La struttura regge e come sempre Culbard dà il suo meglio nelle sequenze mute, dove senza il peso delle parole, riesce a essere davvero evocativo.

rufolosmall2RUFOLO
di Fabio Tonetto (Eris Edizioni, 2016)
Facile dare a Rufolo del surreale. C’è invece il racconto di un’altra realtà con regole proprie e che non vuole avere nulla a che fare con la nostra. I bellissimi paesaggi sono enormi distese di bianco, i personaggi rifuggono dalle leggi morali, fisiche, chimiche e geografiche. L’atmosfera del racconto è originale, straniante, nuova. E fa anche ridere con un umorismo capace di avventurarsi per strade non ancora battute. Ma bando alle ciance e leggetevi la recensione.

harleyquinn15SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #15
di AA.VV. – Traduzione di Matteo Mezzanotte (Rw Edizioni, 2016)
Harley Quinn conclude la sua avventura hollywoodiana con un divertente team-up tra con Deadshot. Jimmy Palmiotti e Amanda Conner scrivono ancora un numero praticamente perfetto, capace di miscelare ironia, azione ed erotismo. E John Timms è l’uomo perfetto per disegnare questi tre elementi.
Finalmente la Suicide Squad di Sean Ryan riesce a darci un numero decente, peccato che ci si stia avviando verso il finale. L’idea di una Amanda Waller costretta a stare dall’altro lato della barricata funziona ed è ben gestita. Certo, i disegni di Philippe Briones fanno sempre schifo.
Si chiude con questo numero il primo ciclo dei Segreti Sei e se ne apre subito uno nuovo. Quello che viene chiuso si fa ricordare per la capacità di Gail Simone di creare un gruppo coeso e interessante di personaggi, quello che si apre invece decide di focalizzarsi su Black Alice chiamando in aiuto tutto il mondo magico dell’Universo DC. Stiamo a vedere che succede.

armataspaghetto1ARMATA SPAGHETTO #1
di AA.VV. (Sciame, 2016)
Il primo numero di Armata Spaghetto (la nuova autoproduzione di Sciame) è uno spillato antologico di esplorazione urbana, dove gli autori cercano di ricostruire un’epica della provincia attraverso i generi.
Maurizio Lacavalla e Michele Bolzani propongono un western atipico, Francesco Guarnaccia mette in scena la divertente brutalità dei luoghi comuni, Simone Pace è alle prese con un fantasy reatino e Kevin Scauri rende Napoli il teatro di uno scontro tra kaiju. Chiudono il volume due fumetti brevi del Dottor Pira e di Irene Coletto.
Esperimento più che interessante, attendo con trepidazione i prossimi numeri.

shviaggiatorideltempoSHERLOCK HOLMES E I VIAGGIATORI DEL TEMPO
di Sylvain Cordurié e Laci – Traduzione de I Cosmonauti (Editoriale Cosmo, 2016)
Quarto capitolo della saga che lo sceneggiatore francese Sylvain Cordurié sta dedicando al personaggio di Arthur Conan Doyle, questo Sherlock Holmes e i viaggiatori del tempo è un albo che regala un buon intrattenimento e che, rispetto ad altri capitoli della saga, risulta meno sbrigativo. Certo, alcune dinamiche del finale non sempre sono chiarissime, ma la storia coinvolge (anche grazie ai numerosi rimandi a La Mandragora e agli altri albi della serie). Disegni nella norma di Laci , sempre troppo ammazzati dal bianco e nero.

battagliapiopadreBATTAGLIA – Il Pio Padre
di Giulio Antonio Gualtieri e Valerio Nizi (Editoriale Cosmo, 2016)
Torna il vampiro Battaglia creato da Roberto Recchioni e Leomacs con una storia tutta azione che lo vede combattere contro un emissario delle forze del “bene”: Padre Pio. Diverte la serietà con cui Gualtieri affronta la vena dissacrante del personaggio, così come convince l’idea di un episodio poco interlocutorio ma pieno zeppo di combattimenti, inseguimenti e scontri fisici. I disegni di Valerio Nizi estremizzano le espressioni e i caratteri facciali dei personaggi, e si dimostrano sufficienti nelle sequenze più dinamiche (a volte un po’ troppo legnose per i miei gusti). Di Battaglia mi piace sempre un sacco il punto di vista sulla Storia, pragmatico, distaccato e lontano dalle santificazioni postume.

comequandoeravamopiccoliCOME QUANDO ERAVAMO PICCOLI
di Jacopo Paliaga e French Carlomagno (Bao Publishing, 2016)
Così come Aqualung, il primo graphic novel della coppia Paliaga-Carlomagno è una commedia romantica ben scritta e ben disegnata (in pratica tutto quello che non è Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua). I due autori sono cresciuti e sia la scrittura che il disegno sono notevolmente migliorati. Peccato che a conti fatti Come quando eravamo piccoli si riveli essere tanto ben scritto quanto trascurabile.

west1W.E.S.T. #1 – La caduta di Babilonia
di Xavier Dorison, Fabien Nury e Christian Rossi – Traduzione de I Cosmonauti (Editoriale Cosmo, 2016)
Tra esoterismo e selvaggio west, questa serie della coppia Dorison-Nury diverte e intrattiene con una storia cospirazionista che coinvolge Theodore Roosevelt, Aleister Crowley e una misteriosa società segreta. Trama non originalissima ma ben congegnata, con un paio di colpi di scena ben assestati e un team di personaggi ben assortito (anche se trattato con disparità). Disegni eleganti di Christian Rossi, che non si risparmia con una regia ricca di virtuosismi.

menofwrathMEN OF WRATH
di Jason Aaron e Ron Garney – Traduzione di Andrea Toscani (Panini Comics, 2016)
Ira Rath ha una maledizione centenaria da estirpare e questo è il momento giusto per farlo. I richiami biblici che Jason Aaron usa per questa miniserie gettano un thriller apparentemente nei canoni, all’interno di un vortice nichilista che colpisce per la sua intima violenza da Antico Testamento. Non ci sono speranze, solo capitoli da chiudere; non c’è futuro, solo un passato i cui demoni infestano il presente.

cocktailsanytimesmall2COCKTAILS ANYTIME
a cura dello Studio Pilar (Studio Pilar, 2016)
Terzo capitolo della tetralogia alcolica curata dallo Studio Pilar, questo Cocktails anytime è come i suoi predecessori (qui e qui) una raccolta colorata e multiforme che mette in mostra alcuni dei talenti più interessanti del fumetto e dell’illustrazione. Stupisce la leggerezza e l’atmosfera rilassata che pervade il volume.

suicidesquad16SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #16
di AA.VV. – Traduzione di MC Farinelli (Rw Edizioni, 2016)
Dopo il temporaneo trasferimento hollywoodiano e il divertente team-up con Deadshot, Harley Quinn torna finalmente a casa. Non fa in tempo a varcare la soglia dell’appartamento che già si ritrova ad affrontare una vecchia nemica e a organizzare l’evasione di Mason Macabre. Dopo ventitre numeri di questa serie, Jimmy Palmiotti e Amanda Conner preannunciano però per il prossimo numero la resa dei conti tanto aspettata: quella tra Harley e il Joker. Sarà la prova del nove della loro gestione del personaggio e della loro capacità di scrittura.
Termina qui la Suicide Squad di Sean Ryan. Gestione deludente ma con gli ultimi numeri è riuscita a risollevarsi grazie al ruolo sempre più centrale e messo in discussione di Amanda Waller. Detto questo niente di davvero notevole (nemmeno nei disegni di Philippe Briones). I Segreti Sei di Gail Simone continuano la loro incursione nel mondo magico della DC, ma è troppo presto per capire se si tratta di una buona storia oppure dell’ennesima idea stravagante dell’autrice.

adamwild24ADAM WILD #24 – L’alba del Novecento
di Gianfranco Manfredi e Sinisa Radovic (Sergio Bonelli Editore, 2016)
Numero deludente di Adam Wild dopo le buone prove degli ultimi mesi. L’azione è ben gestita ma mancano i personaggi: Lady Winter è caratterizzata in maniera bidimensionale (in questo numero poi è in preda all’isteria), Adam Wild soffre della mancanza di spalle significative, e l’inserimento di Churchill e Gandhi appare fine a sè stesso (e Manfredi ha saputo fare di meglio in passato). Disegni nella norma, noiosi e senza alcun interesse.

Tumulto | Una faccenda privata tra Alice Milani e Silvia Rocchi

Quando mi arriva un fumetto nuovo ho il brutto vizio di non sfogliarlo mai. Lo apro a caso e leggo due pagine, poi lo chiudo per riaprirlo solo quando lo leggerò per la prima volta. Per Tumulto il caso ha voluto che capitassi sulle pagine 154 e 155: è stato come entrare in una stanza in cui due amici stanno litigando. A leggere così all’improvviso quelle due pagine in cui le protagoniste della storia si rinfacciano a vicenda le rispettive mancanze, mi sono sentito imbarazzato, un terzo incomodo che interrompe per caso una discussione accesa, come uno stupido che ci mette quei tre secondi di troppo per capire che è meglio se si leva di torno. E così ho fatto. Ho chiuso il libro e ho lasciato stemperare l’imbarazzo.

Perché a leggere Tumulto sembra davvero di trovarsi osservatori indiscreti di una faccenda privata tra Alice Milani e Silvia Rocchi, autrici ma anche quasi-protagoniste del fumetto. Tra il lettore e le due autrici si instaura lo stesso rapporto privato eppure così dichiaratamente pubblico che c’è tra chi fa una telefonata ad alta voce in treno e chi sta facendo altro ma non può fare a meno di ascoltare quella conversazione. L’uomo al telefono sa che molte persone lo stanno ascoltando, eppure la sua telefonata rimane una faccenda personale. L’uomo che ascolta invece cerca di ricostruire il contesto, capire chi è l’interlocutore, tirare fuori dai brandelli delle frasi un senso o una narrazione. Così Tumulto più che una storia biografica in senso stretto, è un diario disegnato e scritto a quattro mani in cui il lettore è all’oscuro di quasi tutto quello che è successo prima, tutto ciò che succederà dopo e qualcosa di quello che sta accadendo.tumulto2È un metodo interessante quello adottato dalla coppia Rocchi-Milani, che sembra estromettere il lettore ma in realtà lo rende partecipe di una vicenda privata in maniera profondamente reale. Da lettori abusivi, infiltrati, cogliamo solo parte dei riferimenti e non ci è permesso, se non per alcuni sprazzi, conoscere il passato delle protagoniste che è parte fondamentale della storia raccontata. Le due autrici ci lasciano indizi, richiami, piste da seguire, ma non c’è alcun mistero da svelare dietro il loro viaggio se non quello che accade, che vediamo e che leggiamo. La storia prosegue accumulando tensioni e incontri, e trova uno strano equilibrio in una scrittura che evita il melodramma pur senza sdrammatizzare, con un andamento che evita le strutture precompilate del raccontare per tentare invece di avvicinarsi il più possibile a una narrazione naturale che si rifaccia ai tempi e ai modi del loro viaggio.

Per questo motivo Tumulto è un libro coniugato al presente, in cui si respira pagina dopo pagina il bisogno di restituire al lettore una certa immediatezza delle vicende, senza girarci intorno e senza approfondirle più di tanto, per restituire più che l’esperienza in sé (evitando così l’elenco di tappe, luoghi visitati, persone conosciute, cose imparate), le sensazioni provate durante il viaggio. Realizzato con una tecnica mista che parte dai pastelli per ibridarsi poi con le tempere e gli acquerelli, Tumulto è stato scritto e disegnato da entrambe le autrici senza una reale divisione dei compiti, ma con una collaborazione simbiotica (spiegata molto bene in questa intervista di Valentina Griner pubblicata su Fumettologica) che rende quasi impossibile capire cosa è stato fatto dall’una o dall’altra. Il segno usato dalle due autrici è rivelatore dell’attitudine narrativa del libro, che attraverso il segno rapido dei pastelli, restituisce quell’immediatezza che è pilastro del libro. Subentrano poi acquerelli e tempere, usate prevalentemente per delineare il paesaggio, ma anche per dare corpo ai turbamenti e alle emozioni delle due protagoniste.

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E più di ogni altra cosa nel libro è proprio il paesaggio quello che conta. Le protagoniste di Tumulto non solo lo percorrono, ma ne sono avvolte e influenzate. Non sembrano mai fuori posto in quei paesaggi così scarni e selvaggi perché si sentono accolte da una natura libera, da un luogo lontano e sconosciuto in cui possono permettersi di essere sincere o arrabbiate o tristi o felici o stupide senza il pericolo del vicendevole giudizio. Tumulto ci lascia con questa sensazione piccola e preziosa di libertà, una libertà che permette alle due protagoniste di ritrovare la pace dopo una piccola battaglia sotterranea durata anni.

Tumulto
di Alice Milani e Silvia Rocchi
Eris Edizioni, 2016
161 pag.
Prefazione di Eugenio Berra