Laser #17 | Maggio 2017

Laser è l’elenco delle recensioni che ho pubblicato durante il mese. Di solito sono molto poche perché sono pigro.

A maggio poche recensioni ma un sacco di altre cose belle. Per esempio ho cominciato a collaborare con il neonato Banana Oil. Si parte con un articolo su Patreon e sul perché sganciare i soldi agli autori (e ai progetti) che ci garbano, tipo quello di Cristina Portolano).

PATREON: TRA AUTORI, LETTORI E FINANZATORI
Perché su Patreon non paghiamo per vedere o leggere quello che vogliamo e ci aspettiamo. Paghiamo per mettere un autore che ci piace nella condizione di fare quello che vuole senza l’affanno dei conti da saldare. Come si notava all’inizio, il mecenatismo a volte obbliga a compiacere i propri finanziatori, ma è anche vero che ogni autore ha i mecenati che si merita. Patronizzare un autore dovrebbe essere un atto di fiducia del lettore, che contribuisce al sostentamento dell’autore ma rimane ai margini del processo creativo e gode alla fine del risultato.
Leggi l’articolo su Banan Oil.

Altra cosa bella: per Fumettologica ho intervistato Andrea Toscani riguardo la sua traduzione di Southern Bastards. Ne sono uscite fuori cose interessanti.

TRADURRE SOUTHERN BASTARDS – Intervista ad Andrea Toscani
Non so se c’è stato un momento preciso, però hai ragione sul fatto che l’idea sia stata quella di cercare di creare un ponte che il lettore potesse attraversare per ritrovarsi in qualche misura lì, a Craw County. Un fumetto così linguisticamente connotato non ti lascia stabilire una strategia di traduzione unica a monte. Devi per forza conquistarti il suono e il senso balloon dopo balloon, cedendo a volta qualche yarda sul colore per poi recuperarla alla prima occasione, a volte anche infilando qualcosa dove l’originale è piuttosto tranquillo.
Leggi l’intervista su Fumettologica.

Poi però ho scritto anche un paio di recensioni:

YRAGAEL – L’integrale di Philippe Druillet e Michel Demuth – Traduzione di Sara Giovanna Gianoglio (Magic Press, 2017)
Eppure i libri di Druillet non sono degli artbook, nemmeno lontanamente. I difetti che gli vengono rimproverati sono semmai il percorso di ricerca verso una narrazione che vuole abbandonare gli schemi della narrazione umana e allargare l’orizzonte del racconto verso una visione cosmica, magniloquente, dove l’uomo è un atomo intrappolato in gigantesche architetture e narrazioni labirintiche. Da cui cerca di fuggire, naturalmente. Per raggiungere l’impossibile desiderio di crearsi il proprio destino.
Leggi la recensione su Fumettologica.

TUMORAMA di Cammello (Shockdom, 2017)
In Tumorama l’umorismo è un labirinto di curve cieche, di tornanti che il lettore prende a tutta velocità sino a svoltare bruscamente per sorprendersi con qualcosa di inaspettato. Trovandoci improvvisamente sulla nuova strada, non ridiamo per una gag o una battuta, e nemmeno per il surreale che scardina la realtà dal suo posto. In Tumorama ridiamo per il surreale che viene fagocitato dal reale agglomerandosi attorno alla logica del racconto.
Leggi la recensione su Duluth Comics.

Annunci

Laser #14 | Febbraio 2017

Laser è l’elenco delle recensioni che ho pubblicato durante il mese. Di solito sono molto poche perché sono pigro.


tinderdateLa cosa più bella che ho fatto a febbraio è stato intervistare Cristina Portolano sul suo nuovo progetto a fumetti che sta serializzano su Patreon: una storia su Tinder, sul sesso e sui sentimenti, tutta ambientata in Italia, che nel bene e nel male è la cosa che rende interessante il racconto. Ne sono uscite cose belle sul fumetto autobiografico, sul suo metodo di lavoro e sul perché raccontare questa storia. Qui potete leggere l’intervista e qui invece trovate il profilo Patreon di Cristina Portolano dove potete leggere la storia a un euro al mese (o più, vedete voi).

Poi ho scritto anche delle recensioni:

specialexitssmallSPECIAL EXITS di Joyce Farmer – Traduzione di Fay R. Ledvinka (Eris Edizioni, 2016)
La Farmer guarda alla morte come a un fatto naturale. La spoglia in questo modo di ogni significato religioso e persino spirituale, mostrandoci l’essenza di questo evento attraverso uno sguardo laico dove gli unici elementi che contano sono l’essere umano (con i suoi affetti) e il corpo. Non c’è anima nei protagonisti di Special exits, ma solo carne e pelle, e nel loro cammino verso la morte non c’è mai alcun afflato mistico, semmai solo il desiderio di confermare l’amore verso i propri cari.
Clicca qui per leggere la recensione.

harrowcountysmallHARROW COUNTY #1-2 di Cullen Bunn e Tyler Crook – Traduzione di Valerio Stivé (ReNoir, 2016)
Il cammino che Emmy affronta per prendere coscienza del suo nuovo ruolo passa attraverso i classici passaggi del genere, dalla rivolta del paese alla scoperta di un aiutante, dal tradimento di una persona fidata al presunto nemico che si rivela essere dalla propria parte. Non c’è nulla di nuovo nella struttura del racconto, eppure con una protagonista così combattuta tra luce e oscurità, tutto si fa decisamente più interessante. Soprattutto perché Emmy è stata cresciuta come una brava ragazza, rispettosa dell’autorità paterna, dedita al lavoro dei campi e benvoluta dagli abitanti. Emmy sa di essere buona e non vuole che la scoperta di questi poteri oscuri cambi quella che è la sua vera natura.
Clicca qui per leggere la recensione su Fumettologica.

segniaddossoI SEGNI ADDOSSO – Storie di ordinaria tortura di Andrea Antonazzo ed Elena Guidolin (BeccoGiallo, 2016)
Un inizio teatrale e artefatto che gli autori usano per farci precipitare nella realtà della cronaca, ma anche strumento perfetto per introdurre la narrazione obliqua e per nulla cronachistica della Guidolin. Pur seguendo la sceneggiatura di Antonazzo, il suo sguardo si fissa sempre dove non ti aspetti, è perennemente altrove ma mai estraneo ai fatti: si concentra sui particolari, vaga sui paesaggi, dimentica alcuni elementi e si focalizza con eccesso su altri, come se cercasse sempre una spiegazione nei luoghi, nei movimenti, nelle persone.
Clicca qui per leggere la recensione.

pigssmallP.I.G.S. di Cecilia Valagussa (VOStripgilde Uitgeverij, 2016)
P.I.G.S. si presenta con un atipico formato orizzontale, in cui la tavola si sviluppa nella sua interezza su entrambe le pagine, senza però ricercare quell’effetto panoramico che ci si aspetta solitamente da un design del genere. Anzi, la Valagussa sembra disattendere volutamente questa aspettativa del lettore presentando spesso un ambiente o un paesaggio unico, ma frammentandolo continuamente basandosi sui movimenti della protagonista. È come se la Valagussa, rimodellando ripetutamente il suo sguardo intorno al personaggio, cristallizzasse ogni inquadratura in uno spazio scenico cubista che contempla non solo la dimensione spaziale ma anche quella temporale.
Clicca qui per leggere la recensione su Fumettologica.

tintidalasInfine ho inaugurato una nuova serie in quattro parti, Tintin a trent’anni, una sorta di diario di lettura della serie di Hergé scritto da uno che la legge per la prima volta a trent’anni suonati. Non è una recensione, sia ben chiaro, ma solo appunti sparsi, idee, punti di vista. Quindi materiale assai discutibile, ma corredato dalle bellissime illustrazioni di Pablo Dalas. Trovate il primo episodio qui.

Tinder date: raccontare le cose come accadono | Intervista a Cristina Portolano

Vivo incastrato nella provincia lombarda in un paese con meno di seimila abitanti, un posto in cui se scopi con qualcuno per una volta soltanto non solo lo viene a sapere tutta la cittadinanza (io pacche sulle spalle, lei possibile territorio di conquista), ma non puoi nemmeno usufruire della carta “Lo facciamo una volta, anche senza pensarci su troppo perché tanto non ci vedremo mai più”. È per questo motivo che quasi tutti i miei ex compagni delle Scuola Medie sono già sposati. Mi sono sempre chiesto come dev’essere la vita sessuale in città, protetta dall’anonimato della folla e dei chilometri quadrati, ma anche che tipo di affettività si crea tra due persone che non vivono una pressione sociale sul loro rapporto. Anche per questo motivo mal sopporto la pigrizia di chi parla delle app di incontri mettendole alla prova su un terreno a loro favorevole (la metropoli), quando tutto attorno pare di vivere ancora ai tempi de I promessi sposi.

Per fortuna c’è Cristina Portolano che ha da poco cominciato a serializzare su Patreon Tinder date, una serie che parte dall’app per parlare di sesso e affettività in Italia. Con un contributo mensile (a partire da un euro) potrete leggere ogni settimana un paio di tavole del fumetto e supportare uno dei progetti più interessanti di questo 2017.

Ho fatto otto domande a Cristina Portolano su Tinder date, sul suo metodo di lavoro, sul fumetto autobiografico e su come è nato il progetto. Le trovate qui sotto insieme alle risposte, che sono sempre otto ma più interessanti delle domande.
Poi però non dimenticatevi di cliccare qui per andare sulla sua pagina Patreon.

tinderdate2Volevo cominciare il pezzo chiedendoti il perché di un fumetto su Tinder, poi ci ho ripensato e preferisco arrivarci di sponda. Anche se non è una cosa molto carina, parliamo del perché non ti è piaciuto Love addict, il fumetto di Koren Shadmi che ha un tema molto simile a questo tuo Tinder date.

Premesso che Love Addict è disegnato benissimo, non mi è piaciuto per tre motivi:
1. Il protagonista mi è apparso da subito molto antipatico e patetico;
2. L’utilizzo di Tinder era circoscritto a New York e soltanto nel periodo in cui non era fidanzato;
3. Le donne erano rappresentate in maniera caricaturale e troppo poco rispettosa dei loro desideri;

Nemmeno a me era piaciuto molto il fumetto di Shadmi, soprattutto per come semplificava la vita al suo personaggio, mettendolo in un contesto favorevole per l’utilizzo dell’app di incontri. La protagonista di Tinder date invece non ha vita facile: donna in un paese bigotto e cattolico.

Donna in un paese cattolico, bigotto, e per di più con la voglia di sperimentare e di non accontentarsi. Ovviamente il personaggio ha anche le sue contraddizioni e delle domande irrisolte: cosa ci fa avvicinare davvero a qualcuno? Il bisogno di trovare una persona nasce per colpa di un condizionamento sociale o è una necessità profonda? Insomma con questo fumetto mi pongo delle domande a cui non ho trovato risposta leggendo Love Addict.

tinderdate3Come stai scrivendo il tuo personaggio? Visto che ti somiglia molto mi chiedevo come vivi questo doppio ruolo di autrice e protagonista della storia. Rispetto a tanti tuoi colleghi per esempio mi è piaciuto come eviti di proteggere la reputazione del tuo alter-ego, raccontandolo con molta libertà al di fuori di qualsiasi zona di sicurezza che lo renderebbe un poco più falso.

Siccome questo fumetto di Tinder che sto mettendo su Patreon non è dichiaratamente autobiografico non trovo il senso di proteggere il personaggio. Mi sento molto libera.
Anche se queste tavole sono nate da un impulso autobiografico per me sono state concepite come una palestra di racconto. Mi servono a prendere sempre più le distanze da un racconto autobiografico puro per raccontare, anche mescolando elementi e aspetti presi dalla vita, storie e personaggi interessanti. Io adoro Robert Crumb per esempio. Trovo che in ogni cosa che ha fatto si sia messo in gioco senza risparmiarsi mai e per me questo è fondamentale. Se si pensa troppo a salvare se stessi come autori non va bene. A me è capitato di pensare: oddio cosa penserà la gente di me dopo aver letto questo? E mi sono data una risposta fondamentale per poter fare fumetti: chi se ne importa!

Per me la reputazione del personaggio e la reputazione della mia persona nella vita vera non coincidono. Nel momento in cui rappresento un personaggio, anche se ha le mie sembianze, non sono io. Sono abbastanza schizofrenica da far parlare con sincerità un personaggio senza sentirmi violata nella mia persona e anzi mi sento sempre a mio agio nell’autorappresentarmi.

tinderdate5Oltre alla storia principale, su Patreon stai pubblicando anche brevi episodi della tua infanzia in tema col progetto. Mi è molto piaciuta questa scelta di affiancare brevi flashback come se volessi indagare sulla ragione di certi comportamenti del personaggio, tenendoti comunque lontana da trite letture psicanalitiche e concentrandoti invece più sull’importanza delle esperienze.

Sì, sono degli spot dell’infanzia che non c’entravano niente nel mio primo libro, Quasi Signorina (Topipittori, 2016) ed erano tutti incentrati su sesso e affettività. È vero poi che mi servono per indagare la ragione di certi comportamenti: è quello che sto facendo anche con il fumetto di Tinder. È scattata in me la necessità di pormi delle domande sul sesso e l’affettività in generale ma senza ragionamenti pazzi, raccontando semplicemente i fatti così come accadono.
All’interno della Palestra Patreon queste tavole in bianco e nero hanno trovato la loro collocazione e sono molto più veloci anche delle tavole di tinder poiché uso un pennello grosso e non ci metto mai più di qualche ora a fare una tavola.

L’idea di utilizzare Patreon nasce insieme al progetto su Tinder oppure no?

Si è nata assolutamente in contemporanea. Non avevo né la voglia di mettermi seriamente su un nuovo romanzo a fumetti, né il coraggio di proporre questo progetto di Tinder a un editore ma allo stesso tempo avevo voglia di reimparare a raccontare allontanandomi sempre di più dall’autobiografia e, dopo essermi lasciata con una persona conosciuta proprio su Tinder che è stata molto importante, indagare la percezione che le persone hanno dell’amore in questo preciso momento storico che trovo molto complesso e difficile.

Poi l’idea di Patreon aleggiava già da un po’ nella mia mente ma quando sono andata a New York e ho visitato Buffalo, ho visto dei flyer attraverso i quali una fumettista pubblicizzava la sua pagina Patreon (Liz Prince – ho letto anche il suo graphic memoir Tomboy per Zest Books – molto bello!) nella fumetteria Gutter Pop Comics, allora mi sono convinta ancora di più.
In USA si fanno molte meno pippe mentali sull’autorappresentarsi o no. Sono molto più liberi.

tinderdate4Mi piacerebbe capire quanto Patreon influenzi il tuo metodo di lavoro. Per esempio nel disegno si nota un notevole cambiamento rispetto ai tuoi precedenti lavori, con un tratto che si è fatto meno raffinato ma più istintivo, guadagnandone in schiettezza.

Sì, su Patreon ti prendi degli impegni che devi rispettare. Io mi sono data due scadenze fisse a settimana, per mettermi un po’ di pepe al culo, e questo fa si che non puoi soffermarti molto sulla forma. Ovviamente se ne dovessi fare un libro rifarei ogni tavola.

E invece come stai lavorando alla scrittura? Stai avanzando tavola per tavola oppure hai già una sceneggiatura o uno storyboard?

No, la scrittura procede con i disegni, tavola per tavola senza storyboard. Ogni tavola, poi, è sia autoconclusiva ma anche consequenziale con la precedente e la successiva.

Tinder date è appena iniziato ma hai già in mente un finale oppure lo stai cercando realizzando il fumetto?

Non ci sarà mai un finale credo.