Gigahorse #14 | Marzo 2017

Gigahorse è il riassunto delle mie letture mensili. In ordine cronologico. Lo faccio solo per ricordarmi di quel che leggo.


WYTCHES
di Zack Snyder e Jock – Traduzione di MC Farinelli (Rw Edizioni, 2017)
Scott Snyder rilegge la stregoneria e tira fuori un horror ben riuscito sullo stile di Stephen King. C’è l’horror classico, quello dei mostri e degli spaventi, ma Snyder è bravissimo nel creare una paura tutta interiore che fa emergere attraverso un padre apprensivo, pieno di sensi di colpa e con una vita costellata di errori che cerca di espiare amando infinitamente la sua famiglia. L’orrore per Jock è invece la costruzione sempre misteriosa delle sue tavole, non solo imprevedibile ma anche costantemente ricolme di angoli bui, parti nascoste, momenti “illeggibili”, effetto che i colori affascinanti di Marc Hollingsworth amplificano. Ci sono solo due problemi: l’ultimo numero è sin troppo frettoloso e per chiudere la trama Snyder sacrifica la parte emotiva; e poi la serie è ferma dal 2015 e, sebbene il finale chiuda le vicende, rimangono tante cose in sospeso che meriterebbero una conclusione.

THE SPIRIT #2 – Il ritorno dello spirito
di Matt Wagner e Dan Schkade – Traduzione di Valeria Gobbato (Editoriale Cosmo, 2017)
Termina qui la miniserie sul ritorno di The Spirit: Matt Wagner tira le fila dell’intrigo che ha ordito ma si crea qualche nodo di troppo. Se il primo volume era divertente e intrigante (nonostante la scrittura non fosse sempre all’altezza dei bei disegni di Schkade), questo secondo volume risulta prevedibile e noioso. Una volta scoperta l’identità di Mikado Vass e rivelati i misteri della prigionia di The Spirit (peraltro facilmente intuibili), la storia si sgonfia sotto il suo stesso peso. Certo, i disegni dinamici di Schkade sono un piacere, ma non sempre salvano la situazione.

BENVENUTI A CERVELLOPOLI
di Matteo Farinella (Editoriale Scienza, 2017)
Benvenuti a Cervellopoli è il viaggio di un giovane neurone alla scoperta del cervello per capire quale compito andrà ad affrontare una volta cresciuto. Rispetto al precedente Neurocomic Farinella scrive un libro per un target più infantile e rinuncia così a un intreccio strutturato preferendogli una storia minimale capace di raccontarci in maniera semplice il funzionamento del cervello. L’autore però non rinuncia a una ricchezza grafica davvero sorprendente con grandi tavole colme di particolari e trovate grafiche che riescono al contempo a essere esplicative e divertenti. Questa è la grande capacità di Farinella, padroneggiare così tanto la narrazione scientifica che anche le sole immagini sono in grado di trasmettere le informazioni contenute nel testo. Un libro perfetto per i bambini, interessante per gli adulti. Qui trovate la mia recensione. 

BLOODSHOT REBORN #2 – La caccia
di Jeff Lemire e Butch Guice – Traduzione di Fiorenzo delle Rupi (Edizioni Star Comics, 2017)
Dopo un primo volume interessante per come riusciva ad andare a fondo del personaggio con originalità e una inaspettata vis drammatica (senza dimenticarsi però delle botte), Bloodshot Reborn prosegue con La Caccia, miniserie in quattro numeri che si distingue per un racconto più tradizionale e meno stratificato rispetto al precedente volume. Non che La Caccia sia un brutto fumetto, semplicemente la scrittura di Lemire si fa meno raffinata per quanto riguarda la costruzione psicologica del personaggio concentrandosi perlopiù sull’intreccio, passaggio forse doveroso per arrivare a un volume finale capace di unire l’elemento action con quello introspettivo senza troppi problemi. Attendiamo con ansia. Ai disegni c’è il veterano Butch Guice, il cui lavoro si distingue per la recitazione davvero perfetta dei personaggi.

BATTAGLIA – Dentro Moana
di Roberto Recchioni, Mauro Uzzeo, Pierluigi Minotti, Marco Patrucco, Valerio Befani, Fernando Proietti ed Ettore Dicorato (Editoriale Cosmo, 2016)
Bella questa nuova avventura di Battaglia, molto diversa rispetto alle precedenti. Verrebbe quasi da definirla una storia intimistica se non fosse che il protagonista è pur sempre un vampiro, anche se nell’inedita veste di innamorato. Dentro Moana è una storia d’amore virile e struggente dove Battaglia recita nel doppio ruolo di buono e di cattivo, aspetto che i due sceneggiatori gestiscono bene pur utilizzando i consueti toni eccessivi. L’albo si fa notare soprattutto per una bella regia, capace di far convivere passato, presente e la vita sullo schermo di Moana. Peccato solo per dei disegni non sempre all’altezza. Menzione speciale alla diabolica Cicciolina.

SUICIDE SQUAD / HARLEY QUINN #20 – 21
di aa.vv. – Traduzione di MC Farinelli (RW Edizioni, 2016)
Tenetemi lontano dai disegni di John Timms se no ammattisco. Non riesco proprio a resistere né alla sua Harley Quinn spigolosa e slanciata, né ai suoi detective con il volto simile a una roccia. Per il resto Palmiotti e la Conner celebrano il matrimonio tra HQ e Red Tool: numero divertente, forse due logorroici in una sola serie sono di troppo, ma per ora non mi hanno ancora stancato. Segue sul numero #20 un episodio delirante di Harley Quinn, con la nostra protagonista costretta a prendere il comando di un robottone fatto a sua immagine e somiglianza per sconfiggerà il nemico di turno. C’è di tutto, dalle battute a Michael Bay alle tette spara missili, e tutto funziona alla perfezione grazie anche a una dose di spettacolarità che raramente si è vista sulla testata.
La New Suicide Squad di Seeley è una buona serie di intrattenimento action, con quel minimo di caratterizzazione dei personaggi che le permette di distinguersi un poco. Finalmente Seeley è riuscito a darci una storia all’altezza del team, peccato però che si fatichi a percepire i personaggi. I disegni statici non hanno aiutato molto nelle sequenze d’azione, mentre si sono dimostrati più utili nel racconto dei legami tra i membri del gruppo.
Ultimo arco narrativo per i Segreti Sei della Simone, con una storia tutta incentrata su Stryx, l’unico personaggio decente uscito fuori dal New52 e giustamente malcagato e bloccato nella retroguardia di personaggi da tirare fuori all’evenienza. La Simone però vuole bene al personaggio quindi non è detto che, nonostante i suoi limiti, riesca a tirare fuori qualcosa di buono anche se la sensazione è che la Simone rimanga come al solito sulla superficie delle cose.

SALAMBÒ
di Philippe Druillet – Traduzione di Sara Giovanna Gianoglio (Magic Press, 2016)
Nonostante sia guidato dal romanzo di Flaubert, Druillet non perde l’occasione di far deragliare la storia facendola approdare in nuovi territori. Così il racconto diventa una space opera avventurosa e sentimentale che Druillet punteggia di melodramma e fa smarrire all’interno delle architetture mastodontiche che sovrastano ogni sequenza. Le due cose migliori del volume sono una strana storia d’amore e le impressionanti scene di battaglia.

ALACK SINNER – L’eta dell’innocenza #1
di José Munoz e Carlos Sampayo – Traduzione di Fiorella di Carlantonio (Editoriale Cosmo, 2017)
Ma si può essere così stronzi da scoprire Alack Sinner all’alba dei trent’anni? Mi sento uno scemo da ieri mattina e davvero non riesco a capire come io e il personaggio di Munoz e Sampayo non ci siamo incontrati prima. La botta è stata forte, anzitutto per i disegni di Munoz. Per me che sono un amante del segno di Bastien Vives, trovare un autore simile a lui ma più raffinato (soprattutto nella recitazione) e più attento agli ambienti e alle atmosfere, é stata una bella scoperta. Nel volto di ogni suo personaggio c’è sempre una linea, una sola, capace di rendere quella faccia davvero espressiva; nel suo tratto invece suggerisce la camminata del personaggio, le vibrazioni prodotte dai suoi movimenti. La scrittura di Sampayo è altrettanto raffinata, capace di rimanere in bilico tra le sbruffonate hard-boiled e alcune riflessioni intime e politiche che colpiscono senza mai apparire retoriche. Prima ancora del personaggio poi, è la struttura stessa delle storie a esplicitare la visione del mondo dei due autori, con quei finali disinnescati e la componente thrilling che si perde nel nulla della realtà. Cazzo che botta.

FUGA DA NEW YORK #2 – Ritorno a Manhattan
di Christopher Sebela e Maxim Simic – Traduzione de I Cosmonauti (Editoriale Cosmo, 2017)
Si poteva fare peggio del precedente volume? Impossibile a dirsi ma Sebela e Simic ci riescono. La storia affonda subito nella noia e nella prevedibilità, due difetti che i dialoghi verbosi non aiutano certo a dissipare. I disegni sono scarsi, tirati via, incapaci di restituirci atmosfere, una recitazione decente o sequenze d’azione spettacolari, tutti aspetti che tra l’altro la stampa in scala di grigio con cui la Cosmo ha portato il volume in Italia, aiuta a peggiorare.

LE AVVENTURE DI TINTIN
Lo scettro di Ottokar – Il granchio d’oro – La stella misteriosa
di Hergé – Traduzione di Giovanni Zucca (allegato RCS, 2017)
Sulle avventure di Tintin nessuna anticipazione perché sto realizzando un diario di lettura. Non sono recensioni ma solo pensieri sparsi, appunti, azzardi e arrampicate sugli specchi per cercare di tirare fuori qualcosa di nuovo e di diverso da un personaggio che ha prodotto più saggistica che merchandising. Trovate tutti i tentativi qui

E COSÌ CONOSCERAI L’UNIVERSO E GLI DEI
di Jesse Jacobs – Traduzione di Valerio Stivé (Eris Edizioni, 2017)
Questo strambo Libro della Genesi è un inno alla perpetua mutazione e agli equilibri che governano l’universo, che Jacobs ci racconta da una prospettiva divina ma umanizzata, dove le invidie, le ambizioni e le idee di due dèi in cerca di un’approvazione superiore, guidano una Creazione fatta di sbagli, mediazioni e convivenze forzate. Jacobs realizza un’opera densa ma leggera, in cui potersi esprimere con i suoi disegni mutanti e le sue geometrie organiche. Qui trovate la mia recensione. 

NOTTE OSCURA – Una storia vera di Batman
di Paul Dini e Eduardo Risso – Traduzione di Giuseppe Mainolfi (Rw Edizioni, 2017)
Non inizia nel migliore dei modi questo fumetto autobiografico, con una struttura un poco noiosetta e banale che vede Paul Dini affrontare i postumi dell’aggressione aiutato da Batman e messo in difficoltà dai classici villain del supereroe. Se nella prima parte l’interesse rimane a galla è merito soprattutto di Eduardo Risso, capace di movimentare con un tratto eclettico una storia più monolitica di quel che crede di essere. Non ci speravo quasi più, e invece ecco che la storia nel finale si riprende: complice anche il Joker che comincia a prenderlo per il culo, Dini dismette il tono un poco lagnoso e comincia a riflettere con il minimo sindacale di spietatezza sulla sua vita e sulle sue scelte, trasformando il fumetto in un interessante racconto di un eterno adolescente che si trova costretto a diventare uomo. Notte oscura è un esperimento interessante e imperfetto, con buoni momenti di scrittura alternati ad altri meno convincenti, e un Eduardo Risso che fa i salti mortali ma ogni tanto non riesce a nascondere un poco di affanno.

TERMITE BIANCA #2 – Metalupo
di Marco Bianchini, Marco Santucci e Patrizio Evangelisti (Editoriale Cosmo, 2017)
Si conclude qui Termite Bianca, o almeno la pubblicazione degli albi Cosmo visto che la storia si chiude con un potente cliffhanger che però non ha ancora trovato seguito (ma pare ci siano lavori in corso). La storia prosegue con qualche intoppo iniziale (nelle prime pagine il susseguirsi di troppi sbalzi temporali mi ha un poco confuso) ma poi si avvia verso il finale senza troppi problemi e con una buona dose di emotività. Certo è che se non ci fossero i disegni di Evangelisti, Termite Bianca non riuscirebbe a farsi notare più di tanto.

IN SILENZIO
di Audrey Spiry – Traduzione di Elisabetta Tramacere (Diabolo Edizioni, 2016)
Per raccontare un personaggio che si fonde con la natura, Audrey Spiry realizza un fumetto liquido, dove i segni scorrono e si miscelano tra loro sino a far perdere le tracce del paesaggio e dei personaggi per divenire puro astrattismo ed emozione. Lo scorrere sicuro e impetuoso dei disegni si scontra ogni tanto con gli scogli di una trama scontata e di personaggi non proprio memorabili, ma il senso del fumetto sta prima di tutto nei suoi disegni, quindi non è un male chiudere un occhio su alcuni mezzi passi falsi per concentrarsi su quello che davvero racconta una storia.


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Laser #15 | Marzo 2017

Laser è l’elenco delle recensioni che ho pubblicato durante il mese. Di solito sono molto poche perché sono pigro.

MEZOLITH di Ben Haggarty e Adam Brockbank
– Traduzione di Francesca Martucci ed Elisabetta Sedda (Diabolo Edizioni, 2016)
Mezolith è un esperimento complesso ma ben riuscito, un ibrido impossibile tra fumetto divulgativo, racconto d’avventura e indagine spirituale senza mai essere noioso e senza mai mettersi in cattedra. Anzi, intrattenendo con una storia appassionante capace di nascondere diversi livelli di lettura, cosa che rende il fumetto adatto a ogni fascia d’età.
Clicca qui per leggere la recensione.

IL CASO CHARLES DEXTER WARD di I.N.J. Culbard – Traduzione di Giorgio Saccani (Magic Press, 2015)
La regia di Culbard è altrettanto controllata e compatta, senza particolari invenzioni ma capace di inserire della sottile inquietudine in quasi ogni tavola, giocando con quel senso di orrore quotidiano che era tanto caro a Lovecraft. Il lavoro di Culbard come disegnatore è quasi tutto rivolto a cercare nei personaggi un’aspetto sinistro e inquietante, e a farlo emergere attraverso le espressioni dei loro volti aiutandosi con un disegno sintetico ma espressivo nel delineare linee di espressione o nel dare particolari sfumature agli sguardi.
Clicca qui per leggere la recensione su Critica Letteraria.

HOW TO SURVIVE IN THE NORTH di Luke Healy (Nobrow, 2016)
Come le tre scie colorate dell’aurora boreale che dà il via alla storia, i tre protagonisti di How to survive in the north non incrociano mai i loro destini. Si sfiorano spesso, ma le tre vicende rimangono, anche all’interno della narrazione, divise tra loro per cause cronologiche e geografiche. Healy basa gran parte del suo storytelling su questa divisione, portando avanti le tre storie parallelamente con una scansione quasi sempre regolare di quattro pagine per ogni personaggio.
Clicca qui per leggere la recensione su Fumettologica.

BENVENUTI A CERVELLOPOLI di Matteo Farinella (Editoriale Scienza, 2017)
Tra Esplorando il corpo umano ed Escher, Benvenuti a Cervellopoli è un libro che non relega il suo aspetto educativo esclusivamente ai testi ma cerca una strada per farlo soprattutto con i disegni, riuscendo nella difficile impresa di sintetizzare in maniera simpatica e divertente cose non proprio semplici da spiegare. Una lettura perfetta per i bambini, ma interessante anche per gli adulti.
Clicca qui per leggere la recensione.

Benvenuti a Cervellopoli | Esplorare il cervello con Matteo Farinella

Nel 2014 usciva per Rizzoli Lizard un libro interessante, capace di fondere avventura e divulgazione: si intitolava Neurocomic ed era realizzato da Matteo Farinella ed Hana Ros. Con la scusa di un racconto d’avventura, Neurocomic spiegava il funzionamento del cervello, senza limitarsi alle nozioni neurologiche ma sconfinando addirittura nella filosofia. Anzi, il fumetto di Farinella e della Ros non aveva proprio bisogno di nessuna scusa, perché non nascondeva gli intenti divulgativi dietro l’avventura e non utilizzava la scienza per nobilitare il puro intrattenimento. Neurocomic andava fiero della sua doppia natura di testo scientifico e racconto d’avventura, con i due elementi sfruttati al massimo delle loro capacità. Peccato che negli anni in pochi abbiano avuto il coraggio di replicare questa formula non semplice, adagiandosi sui triti stilemi del genere.

Benvenuti a Cervellopoli (Editoriale Scienza, 2017) è l’occasione per Matteo Farinella di tornare all’interno del cranio e spiegare il funzionamento del cervello a un pubblico più giovane rispetto a quello a cui Neurocomic si rivolgeva. Seguiamo così Ramon, un giovane neurone che visita per la prima volta Cervellopoli in modo da capire, una volta diventato adulto, qualche ruolo dovrà ricoprire all’interno del cervello. Sarà compito del maestro Camillo guidarlo a Cervellopoli e spiegargli funzioni e funzionamento di ogni sua parte.

La grande capacità di Farinella è quella di non subordinare il disegno alla divulgazione. In Benvenuti a Cervellopoli non c’è mai un istante in cui le illustrazioni danno la sensazione di essere state messe lì per trasformare dei concetti in un libro per bambini. Testo e illustrazioni sono per Farinella due elementi complementari che si sostengono a vicenda e aiutano la comprensione dei concetti espressi. Per esempio la tavola in cui il maestro Camillo spiega la formazione di un ricordo, è di una semplicità così disarmante che il concetto è chiaro anche senza la lettura delle didascalie esplicative. E non c’è nulla di schematico nella narrazione di Farinella, che invece avanza con un approccio esplorativo (difatti siamo spesso meravigliati dalle architetture e dalla natura immaginate dall’autore) basato su una serie di splash page che esaltano l’effetto panoramico e permettono anche al lettore visitare i luoghi concentrandosi anche sui particolari più nascosti. È qui  che si celano spesso le cose più divertenti e buffe del libro, che suppliscono egregiamente alla mancanza di una trama vera e propria alleggerendo il tono del racconto.

Tra Esplorando il corpo umano ed Escher, Benvenuti a Cervellopoli è un libro che non relega il suo aspetto educativo esclusivamente ai testi ma cerca una strada per farlo soprattutto con i disegni, riuscendo nella difficile impresa di sintetizzare in maniera simpatica e divertente cose non proprio semplici da spiegare. Una lettura perfetta per i bambini, ma interessante anche per gli adulti.

Benvenuti a Cervellopoli
di Matteo Farinella
Editoriale Scienza, 2017