E così conoscerai l’universo e gli dei | La cosmogonia di Jesse Jacobs

La cosmogonia di Jesse Jacob inizia con una frase lapidaria: il tempo e lo spazio sono morti ieri. Questa dichiarazione d’intenti è un primo elemento per comprendere la strana struttura narrativa di E così conoscerai l’universo e gli dei, primo graphic novel di Jacobs che arriva però in Italia a un anno di distanza dal suo ultimo lavoro, Safari Honeymoon. Una struttura narrativa che sembra infatti giocare con i cadaveri dello spazio e del tempo modellandoli a suo piacimento sino a ottenere una dimensione propria di racconto, dove lo spazio diventa un luogo esplorabile solamente in continui zoom in e zoom out, e il tempo è un parametro sostanzialmente inutile che Jacobs frammenta qua e là nel suo fumetto, senza il rispetto di alcuna cronologia e legandolo invece ai fili tematici del suo racconto.

L’universo per Jacobs parte dal cosmo e non-termina nell’atomo, perché il suo movimento da telescopico a microscopico (e viceversa) ci rivela un mondo fatto di cose che si aprono e ne escono fuori altre di più piccole, come recita la frase finale del libro, dove il punto più alto e vasto d’osservazione è quello divino mentre quello più basso e minuscolo è la chimica della natura. In mezzo ci stanno gli uomini, attratti e contesi dai due elementi, incapaci già allora di gestire carni e pensieri.

D’altronde  le tre divinità che danno inizio al tutto sono più umane di questi proto-uomini, impegnate come sono a sperimentare, invidiare, farsi ripicche, avere intuizioni, ritagliarsi momenti di assoluta crudeltà o di assoluta tenerezza, e cercare di compiacere qualcuno più in alto di loro. Di contro la natura rivela ben presto un’aspirazione se non divina perlomeno mistica, nel suo essere in grado di creare da zero nuove forme di vita proprio come una divinità. E l’umanità, incastrata tra queste due forze, cerca un suo ruolo nell’universo mentre tenta di scoprire ancora sé stessa. Jacobs porta avanti parallelamente e sullo stesso piano temporale le storie di Adamo ed Eva e di Caino e Abele. Il primo uomo e la prima donna (poco più che due primitivi) sono chiamati a guidarci alla scoperta del corpo e delle sue funzioni, che Jacobs ci svela indugiando sui fluidi corporei e sulle carni decadenti. I due fratelli invece ingaggiano tra loro una lotta morale che li porterà verso il finale conosciuto cui Jacobs dona sfumature paleo-vegane e una svolta inaspettatamente splatter.

E non è un caso che alla battaglia tra i due fratelli faccia subito seguito la battaglia tra due dei, che Jacobs trasforma in uno scontro tra kaiju creando un suggestivo flash-forward ambientale in cui il paesaggio teatro del duello progredisce vignetta dopo vignetta trasformandosi da landa desolata a metropoli. In questi due scontri che concludono il volume, l’autore racchiude un po’ il senso ultimo di questo suo Libro della Creazione. Quello di Jacobs è un universo che si è generato dall’unione di opposti, dalla contaminazione continua e indiscriminata che ha portato a una natura autonoma e mutante, quasi che questo libro fungesse da preludio al successivo Safari Honeymoon.

La regia di Jacobs è come sempre controllatissima grazie a una griglia modulare utilizzata con dinamismo e agli interventi psichedelici che qui diventano quasi momenti religiosi, con quelle geometrie escheriane che assumono un contorno mistico e spirituale. Quello che stupisce però è la capacità dell’autore di riuscire a realizzare un libro sulla creazione dell’universo divertente, spietato e capace di non banalizzare i temi che l’argomento si porta dietro ma anzi, apportando al discorso interessanti spunti di riflessione.

Jesse Jacobs ci racconta di un’umanità primitiva e dei due grandi misteri che la circondano, la guidano e la influenzano ogni giorno: quello della natura e quello del divino. Lo fa con grande precisione offrendoci una delle versioni più lucide e originali dell’inizio di tutto quanto, una cosmogonia delirante che cerca di indagare l’origine dell’uomo inscenando uno scontro tra natura e divinità.

E così conoscerai l’universo e gli dei
di Jesse Jacobs
Traduzione di Valerio Stivé
Eris Edizioni, 2017
84 pag.

 

 

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