Mezolith | Haggarty e Brockbank riportano in vita la Preistoria

Con tutta probabilità anche il vostro percorso attraverso la scuola dell’obbligo è stato funestato dalla presenza ingombrante, noiosa e diabolicamente pianificata degli sceneggiati Rai a carattere storico, religioso o scientifico. Sicuramente vi sarà capitato di guardarne uno, obbligati dal solito prof che pensava bene di dimostrare la sua modernità integrando le lezioni su Leonardo Da Vinci con uno sceneggiato realizzato vent’anni prima col solo scopo di far addormentare le persone davanti al televisore. Per fortuna col tempo le cose sono cambiate, per esempio ho smesso di andare a scuola. Sebbene sia molto sicuro del fatto che ancora qualche insegnante abbia il coraggio di mostrare quelle VHS ai suoi studenti, nel mondo esterno le cose si sono evolute in meglio. Per esempio c’è Vikings, serie tv di History che unisce con grande mestiere una storia appassionante a una ricostruzione storicamente attendibile sia dei props che dei fatti raccontati.

Sulla stessa scia si muove Mezolith – fumetto scritto da Ben Haggarty e disegnato da Adam Brockbank – che vuole raccontarci il nostro passato più remoto seguendo le vicende di Poika, un ragazzino di diecimila anni fa nato e cresciuto in una tribù di cacciatori-raccoglitori. Il lavoro di documentazione fatto da Haggarty è immenso e lo si nota soprattutto da una cosa: non ce lo mostra mai. È semmai la storia a raccontarci le abitudini dei personaggi, le tecniche di caccia, i rapporti sociali e le gerarchie, e di conseguenza sono i disegni a dirci i materiali dei loro vestiti, delle loro case e delle loro armi, nonché la forma dei loro corpi e gli ornamenti che utilizzano. Nessun proclama o spiegone, nessuna didascalia e nessun apparato redazionale: i due autori vogliono prendere le distanze dal fumetto divulgativo tradizionale e portarlo su un altro livello, dove non solo è la storia a farsi portatrice di informazioni, ma è nei movimenti, negli utensili e nelle scelte prese dai personaggi che emerge chi eravamo diecimila anni fa.

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Perché sebbene sia vestito da fumetto divulgativo e d’avventura, Mezolith ha ambizioni ben più ampie, prima tra tutte quella di raccontarci l’origine delle storie, quei prototipi narrativi che poi sono diventati lo scheletro che ancora oggi utilizziamo per dare forma a una narrazione. Haggarty cerca così storie archetipiche e le sintetizza al massimo, come se le dovesse purificare da millenni di modifiche, aggiunte, variazioni per farle tornare al loro status originario. Qui Haggarty compie poi un’ulteriore operazione di rievocazione storica ma anche di invenzione letteraria, ovvero una ricostruzione della vita spirituale dei nostri antenati, che l’autore lega indissolubilmente a tutto ciò che è natura, compresa una mitologia che all’inizio nasconde la sua vastità e complessità proprio perché integrata nel mondo naturale. Questo tentativo di dare una mitologia alla Preistoria è portato avanti sia popolandola di creature, spiriti e demoni che non esistono nel nostro immaginario collettivo, sia creando un punto di incontro tra noi e gli uomini primitivi, un’immedesimazione capace di rendere finalmente umani dei personaggi che sentiamo sempre molto distanti da noi. Per Haggarty è questa la matrice da cui l’uomo ha tratto le prime storie, ha creato le religioni e tornito la sua coscienza, un mondo dove reale e fantastico convivono su uno stesso piano e si mischiano continuamente.

In questo senso i disegni di Brockbank riescono bene a sintetizzare la convivenza tra realtà e mitologia. Il tratto iperrealista dell’artista è perfetto per il livello di dettaglio richiesto dalla fedeltà storica, ma è anche capace di inglobare nel suo tessuto una componente magica e misteriosa che innesta sullo stesso piano della realtà. Così ogni sequenza realistica riesce a sfociare nel fantastico senza alcuna forzatura, formando una narrazione suggestiva le cui svolte e soluzioni arrivano spesso in maniera inaspettata e affascinante, soprattutto quando emergono impreviste svolte spirituali capaci di emozionare.

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Mezolith è un esperimento complesso ma ben riuscito, un ibrido impossibile tra fumetto divulgativo, racconto d’avventura e indagine spirituale senza mai essere noioso e senza mai mettersi in cattedra. Anzi, intrattenendo con una storia appassionante capace di nascondere diversi livelli di lettura, cosa che rende il fumetto adatto a ogni fascia d’età.

MEZOLITH
di Ben Haggarty e Adam Brockbank
traduzione di Francesca Martucci ed Elisabetta Sedda
Diabolo Edizioni, 2016
90 pag.

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