Special exits | Joyce Farmer e il racconto naturale della morte

Due anziani che si tengono per mano mentre avanzano verso una porta spalancata da cui proviene un fascio di luce abbagliante. Un gatto li fissa. Bisogna dare merito alla Eris Edizioni di aver dato a Special exits, memoir a fumetti della veterana Joyce Farmer, una copertina migliore rispetto alle due edizioni americane edite da Fantagraphics (mica stiamo parlando dell’ultima arrivata). Perché se la copertina del paperback è semplicemente brutta, quella dell’hardcover è molto elegante ma sembra una lapide, un soggetto troppo funereo per un libro dove la morte è sì presente, ma declinata in maniera così vitale e intensa da doversi meritare un fascio di luce calda e non una fredda pietra tombale.

I due anziani che avanzano verso la luce sono Lars e Rachel, una coppia di ottantenni ormai quasi del tutto bloccati tra le mura domestiche, che baratta la propria autonomia con una vita trasandata fatta di cibo in scatola, medicinali scaduti e vestiti sporchi. Accortasi del loro stile di vita poco adatto all’età avanzata, la figlia Laura comincia ad aiutarli nelle faccende di casa, consapevole che quelli saranno gli ultimi momenti che potrà passare accanto a loro.

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Special exits ha una narrazione strana, tutta composta da momenti e istanti e lontana dall’appoggiarsi a una struttura drammaturgica che faccia andare la storia incontro a uno storytelling più tradizionale. Lo scopo di Joyce Farmer è quello di far diventare il lettore un membro della famiglia, un osservatore capace di empatizzare, arrabbiarsi e condividere con lei quei momenti difficili ma anche teneri. Per riuscire nel suo intento la Farmer sottopone il lettore alla ripetitiva vita dei due protagonisti, sfruttando un’atmosfera statica permeata da una routine rassicurante ma in un certo qual modo inquietante nel suo essere l’anticamera della morte. Ci mette davanti al loro egoismo e alla loro bontà, alle piccole manie e alle inaspettate gentilezze, ai loro problemi di salute e a un passato che ricordano sempre meno. Special exits non è però un libro accondiscendente e non rinuncia a mostrarci le tensioni che si accumulano, il fastidio, l’odio, la pesantezza di una situazione che intrappola Laura nella casa dei genitori sottraendo tempo alla propria vita. La Farmer enfatizza questo aspetto con una narrazione claustrofobica, con vignette molto dettagliate e colme inserite in una griglia da otto (cui concede rare variazioni) che sembra una stanza in cui si soffoca e da cui è impossibile uscire. Percependo le rinunce di Laura e affrontando con lei gioie e malumori, difetti e pregi di Lars e Rachel, diventiamo parte integrante della famiglia,

A questo punto il ruolo di Laura ci è subito più chiaro. Tutta quella fatica è fatta per preservare l’autonomia e la dignità di Lars e Rachel, proteggendoli dalle facili soluzioni (logistiche ed emotive) che propongono le case di riposo. Laura non si vuole sbarazzare dei corpi dei due anziani per poter vivere del loro ricordo mentre sono ancora in vita ma al contrario vuole sobbarcarsi il peso di quelle carcasse e trasportarle verso quel fascio di luce accecante, verso quella porta con la scritta Uscita. E il racconto dei corpi di Lars e Rachel è l’altro elemento fondamentale di Special Exits. L’autrice descrive con una precisione maniacale il processo di invecchiamento, che è l’unico reale riferimento temporale all’interno del fumetto come se, superata una certa età, il decadimento dei corpi fosse l’unica possibile unità di misura del tempo.

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La Farmer guarda alla morte come a un fatto naturale. La spoglia in questo modo di ogni significato religioso e persino spirituale, mostrandoci l’essenza di questo evento attraverso uno sguardo laico dove gli unici elementi che contano sono l’essere umano (con i suoi affetti) e il corpo. Non c’è anima nei protagonisti di Special exits, ma solo carne e pelle, e nel loro cammino verso la morte non c’è mai alcun afflato mistico, semmai solo il desiderio di confermare l’amore verso i propri cari.

Ed è commuovente questa mancanza di qualsiasi Aldilà, questa descrizione così spoglia e semplice della morte. E lo è così tanto da rendere Special exits una lettura speciale, capace di darci un punto di vista diverso su un argomento così delicato.

Special exits
di Joyce Farmer
traduzione di Fay R. Ledvinka
Eris Edizioni, 2017
206 pag.

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