Safari Honeymoon | Jesse Jacobs e la forza della natura

Questa recensione è stata pubblicata precedentemente su WildWood.


In Safari Honeymoon, secondo graphic novel del canadese Jesse Jacobs (il primo ad arrivare in Italia grazie alla Eris Edizioni), seguiamo una coppia di sposini durante la loro luna di miele in una ignota località esotica. Accompagnati da una guida tuttofare tanto abile a uccidere le bestie feroci quanto a cucinare una deliziosa croque-monsieur, i due dovranno mettersi alla prova con una natura ben poco ospitale, tra pericolosi parassiti, fiori velenosi, terribili animali e le misteriose scimmie della foresta.

La descrizione di questa natura stramba e terrificante è il vero punto d’interesse di Jesse Jacobs: è da lì che parte per far emergere non solo i protagonisti della storia, ma l’identità stessa del suo libro. Sin dalla copertina ci ritroviamo immersi nell’intricata e affascinante foresta che circonda l’abbraccio tra i due protagonisti. Una volta aperto il libro non avremo neanche il varco del frontespizio per sfuggire almeno un attimo dalla giungla di Jacobs. La storia comincia subito, senza pause, senza spazi bianchi: persino il colophon è inghiottito dal verde come se non ci fosse scampo per nessuno. La scansione delle tavole e il tipo di gabbie che Jacobs utilizza nel racconto sembra rifarsi apertamente alla natura disorientante del luogo in cui sono ambientate le vicende. La pagina cambia continuamente, partendo dalle tavole con illustrazioni a piena pagina sino a frammentarsi in griglie di sei, nove, dodici, perfino ventiquattro vignette,  in un andamento sì armonico ma destabilizzante. In questo modo Jacobs cerca di catturare la complessità della natura, il suo obbligarci a sintonizzarci su una lunghezza d’onda diversa. Persino il tempo viene plasmato a piacimento dell’ambiente, e infatti la lettura si fa a volte rapidissima e a volte siamo intrappolati in una spirale da cui è difficile fuggire.

safarihoneymoon2

È nell’intrico erboso del paesaggio che Jacobs nasconde il cuore del suo fumetto. Qualunque cosa a un certo punto si riduce al suo stato più primitivo, ci dice Jacobs in una delle prime pagine, ed è facile cadere nell’inganno che Safari Honeymoon possa muoversi verso il racconto dell’involuzione dei due protagonisti. In realtà succede l’esatto contrario: costretti a convivere con una natura selvaggia che li obbliga per forza di cose a un cambiamento, gli sposini (seppur in modo diverso) vanno verso un’ulteriore evoluzione della specie che pare cancellare qualsiasi ideale di supremazia umana nei confronti della natura in favore di un’unione armonica tra le due parti (e non è un caso che la prima cosa umana a cui devono rinunciare sia proprio la parola).

Tra personaggi sopra le righe, simbionti al posto della lingua, numerosi picnic e ancora l’abbraccio oscuro della natura, Jesse Jacobs ci racconta una storia d’avventura atipica per ritmo, punto di vista e spunti di riflessione.

Safari honeymoon
di Jesse Jacobs
traduzione di Valerio Stivè
Eris Edizioni, 2015
80 pag.

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