Xuwwuu e Plutonium | I mostriciattoli di Gabriel Delmas

Gli incubi della ragione generano mostriciattoli è la frase che compare nella quarta di copertina di Xuwwuu, nuovo libro del francese Gabriel Delmas, sempre edito da Hollow Press.

Dopo il poderoso Largemouths (dove già i mostriciattoli comparivano, pur relegati sullo sfondo), sembra che l’artista francese sia sempre più coinvolto nel racconto delle Terre dell’Incubo che fanno da scenario e terra di coltura per queste creature mostruose e ridicole. L’apparizione in Largemouths di questi esserini era nel ruolo di osservatori silenziosi delle vicende di potere che coinvolgevano il mondo volgare e primitivo raccontato nel volume. Un ruolo defilato ma importante, con il compito di dare conclusione alle vicende del racconto, che loro chiudono con una fragorosa risata (l’unica onomatopea presente nelle settecento pagine silenziose che compongono il libro) svelando la natura ridicola e stupida dello scontro tra i Titani per il dominio della Terra. Con i loro volti dai lineamenti esagerati, le espressioni caricaturali e una dimensione minuscola rispetto ai giganti che popolano il libro, i mostriciattoli di Largemouths sembrano giudici di un altro pianeta, osservatori indiscreti di una realtà che comprendono e per questo motivo deridono.

Con Fobo Gabriel Delmas ci accompagna per la prima volta nelle Terre dell’Incubo. Seguendo il protagonista del racconto (un simil-spermatozoo munito di arti e pistola), l’autore disegna un’avventura di fantascienza che omaggia i classici francesi degli anni Sessanta nel design e nell’approccio esplorativo, ma che prende subito il largo verso territori onirici e surreali dove tutto sembra mutare vignetta dopo vignetta. Fobo sembra ambientato nell’utero di Barbarella dove la creatura-spermatozoo compie un viaggio avventuroso con la missione di fecondare la donna protagonista. L’organismo diventa paesaggio, le sue protuberanze si trasformano in creature e questa strana fecondazione è lontana dalla biologia umana e animale, ma risponde a regole tutte sue e che sembrano crearsi e modificarsi nel momento in cui il protagonista compie le azioni.
fobodelmasNella creazione di questo mondo fantastico parallelo al nostro, Delmas pare quasi voler dare corpo agli impulsi e alle inquietudini dell’essere umano eliminando qualsiasi riferimento psicanalitico per modellare un pianeta alieno popolato da mostri e creature che sono trasfigurazioni del nostro mondo interiore. E infatti in questi racconti è imprescindibile la figura umana come perno attorno a cui far ruotare storie e azioni: una figura umana femminile, nuda e misteriosa, sempre collegata alle creature da un rapporto di bisogno/repulsione, come noi con i nostri desideri e bisogni nascosti. In questo senso Fobo non può definirsi in toto una metafora della fecondazione perché il desiderio che descrive è molto più complesso e articolato: più in profondità, Fobo racconta del sogno/bisogno di una mutazione.

Nella stessa misura Xuwwuu non è semplicemente la versione onirica del desiderio sessuale e della maternità, quanto una messa in scena del ciclo della vita. Rispetto ai tentativi precedenti Delmas tratta la materia con un lirismo selvaggio e sensuale, accentuato dalla tecnica pittorica (gli interni sono dipinti con colori acrilici, la copertina con tempera all’uovo) che trasfigura un mondo avvolto dall’oscurità, uno sfondo misterioso e uniforme da cui le creature emergono gradualmente in un gioco di piani sovrapposti come spettatori dell’evento centrale del fumetto. Che non è nient’altro che l’arrivo (ancora una volta) di una donna nuda e bellissima in un terra straniera popolata da mostri e mostriciattoli. La donna è una creatura divina, fatta comparire da un dio misterioso nel tentativo (forse) di impiantare un seme di purezza e innocenza in una coscienza/mondo ammantata dalla disperazione e in cui riescono a sopravvivere solo creature e pensieri immondi. Il ciclo della vita secondo Gabriel Delmas è l’inutile e goffo tentativo di perpetrare la propria specie, così com’è inutile e goffa l’idea che questo possa servire anche a renderla migliore. Cosa che sistematicamente non accade.xuwwuu1

In tutto questo i mostriciattoli del nostro cervello principalmente osservano, urlano, fissano sbigottiti o incuriositi ciò che accade. Il character design è sorprendente per la diversità di stili e approcci: ci sono mostri classici come esseri scheletrici o simili a zombie che affiancano aborti umanoidi e animali, ma trovano anche largo spazio esseri dal design meno radicale, come fantasmini simili a quelli di Pac-Man o esseri-fungo che paiono vivere in simbiosi tra loro. Nell’affiancare creature nuove a quelle che fanno parte della tradizione o della cultura pop, Delmas crea un sottobosco di mostri che è l’accumulo indistinto di memorie e ricordi che hanno trovato terreno fertile per crescere e mutare all’interno dei nostri sogni.

Il lavoro di design più complesso Delmas lo porta a termine con la creatura che ingravida la donna, uno scherzo della natura blu e con una zazzera rosa che sembra nato dall’incrocio tra un maiale, un orso, un cane e un essere umano. In lui c’è tutto il senso ridicolo e glorioso della vita, il suo lato selvaggio e primordiale ma anche una sfumatura dolente. Questa creatura è il lupo eccitato di Tex Avery, è il maschio della mantide religiosa dopo l’amplesso, è un essere umano che si accascia morente. Delmas crea un mondo in cui, in un solo personaggio, possono coesistere la ridicolaggine e la parodia dell’eccitazione sessuale, il suo valore sacro simile a un martirio e la presa di coscienza della fine del propria utilità di maschio una volta finito l’amplesso.

A oggi questo Xuwwuu è il lavoro più complesso e affascinante di Delmas, quello più capace di penetrare la nostra immaginazione facendo leva su istinti e ricordi, radicandosi nei nostri sogni con immagini vivide e perturbanti.

plutonium

Ma il percorso nelle Terre dell’Incubo non termina qui. Plutonium, uscito qualche mese prima di Xuwwuu, è un’altra tessera che va a comporre il potenzialmente infinito mosaico del mondo interiore di Delmas. Plutonium mette in scena il primo viaggio di una creatura all’interno di questo mondo, un protagonista atterrito, spaventato e meravigliato che sembra incarnare lo sguardo umano davanti alla complessità del proprio paesaggio mentale. Il protagonista è una creatura munita solo di gambe e di occhi e bocca perennemente spalancati verso un mondo troppo vasto e variegato da riuscire a comprendere. E così lui corre soltanto, attraversando i vasti paesaggi che Delmas racconta con dovizia di particolari. Non è il tratto essenziale di Fobo e nemmeno quello spirituale e classico di Xuwwuu, qui Delmas sembra riprendere il disegno naturalistico e con la sola matita si mette a esplorare il paesaggio e a raccontarci le forme di vita animali e vegetali (il confine è labile) che lo abitano. Più che un fumetto ne esce fuori una raccolta di illustrazioni tra Gustave Doré e l’Encyclopédie, una sorta di trattato scientifico e mistico al contempo per cercare di afferrare non le regola, ma la bellezza intrinseca dei luoghi.

Gabriel Delmas è una scoperta continua, sia per le sue doti artistiche che gli permettono di spaziare tra numerose tecniche e di utilizzare stili diversi dando loro una coerenza interna inaspettata, sia per la sua capacità immaginativa. L’autore stra creando un mondo complesso dai confini labili in modo da poterci trasferire tutta la sua esperienza umana, trasfigurandola in avventure, in favole, in storie che non cercano mai di restituircene una visione semplificata e ridotta, ma ne allargano la visuale ingarbugliando ulteriormente il gomitolo della nostra esistenza. Le storie di Delmas non sono una chiave di lettura per comprendere le nostre vite e distendere il filo di questo gomitolo immaginario, sono storie che evocano una forza primordiale, che ci portano lontano dai nostri corpi per sentire meglio le ferite che ci percorrono. Non per sanarle, ma per guardare da vicino il mondo che nascondono.

Xuwwuu – A furvert fairytale
di Gabriel Delmas
con un’intervista di Michele Nitri all’autore
Hollow Press, 2016
25 pag.

Plutonium
di Gabriel Delmas
Hollow Press, 2016
12 pag.

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