Cocktails Anytime | Lo Studio Pilar e la mixologia a fumetti

Per fare un cocktail non basta buttare in un bicchiere qualche alcolico, qualche aroma e qualche ingrediente analcolico. Servono gli ingredienti giusti, le dosi giuste e i procedimenti giusti in modo da avere un aroma, una struttura e un colore ben bilanciati. Dopo Cocktails pre-dinner e Cocktails after-dinner i bartender editoriali dello Studio Pilar sembrano ormai aver imparato a miscelare nel modo corretto tutti gli ingredienti disposti sul loro bancone e questo Cocktails anytime, terzo capitolo della loro quadrilogia alcolica, dimostra ancora più sicurezza e maturità nella scelta degli artisti coinvolti, che si fanno notare non solo per la varietà grafica, ma soprattutto per approcci narrativi sempre diversi tra loro.

Ma ora passiamo in rassegna la carta dei cocktail. Sono solo sei (più l’illustrazione in copertina di Geometric Bang), ma fatti ad arte.

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COSMOPOLITAN di Ben White
Cosa può accadere nel tempo d’attesa a cui un operatore di call-center ci ha costretto? Alla sedentaria protagonista del fumetto di Ben White quell’attesa noiosa e irritante è l’occasione giusta per dare una svolta alla propria vita. Cosmopolitan è un divertente crescendo di situazioni assurde che Ben White comprime in poche pagine per evidenziare l’effetto quasi lisergico che ha la libertà quando entra in circolo nelle vene della protagonista. La geometricità degli ambienti sembra voler intrappolare il corpo tondeggiante della protagonista, creando un interessante contrasto di forme che racconta bene un’atmosfera claustrofobica pur senza rinunciare a un punto di vista ironico.

FIREMAN di Martin Lopez Lam
L’illustratore spagnolo Martin Lopez Lam ci regala una classica storia da bar. Non manca nulla: un ubriacone che vaneggia, la notte, il fumo delle sigarette, una donna che sembra bella e infine l’alcool. Martin Lopez Lam ci aggiunge due ingredienti che rendono però questa storia diversa dalle altre. Il primo e il più evidente è il suo stile, fatto di macchie di colore quasi astratte che danno forma ai luoghi e ai personaggi che, immersi nella notte, sembrano superfici lucide su cui le luci notturno possono riflettersi e irradiarsi. La seconda cosa è una scrittura molto attenta ed equilibrata, che evita di sfruttare la ruffianeria di una metafora per concentrarsi solo sulla visione beffarda di un camion dei pompieri in fiamme. Ricorda il miglior Bukowski, prima che venisse scippato dalle tipe su Instagram.

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PARADISE di Marie Jacotey
Immaginate uno di quei film indipendenti americani, quelli con gli artisti falliti, la fascinazione per Nabokov, il sesso, le ragazze vestite tutte strane e quelle scenografie pigre che ha l’America con i suoi cocktail bar, le sue piscine all’aperto, il suo cielo azzurro e i palmizi dondolanti sullo sfondo, con quella sensazione che tutto quello che c’è di importante sembra sempre accadere o prima o dopo un party. In questo scenario il solito scrittore ci prova con la solita giovane cameriera. Lui si atteggia, lei lo ascolta. Lui è goffo, lei continua ad ascoltarlo. Lui ha voglia di scopare ma non può dirlo e quindi parla della sua arte. Lei ha voglia di scopare e anche se lo trova ridicolo (come uomo e come artista), gli dice chiaramente che vuole farlo. Marie Jacotey scrive un dialogo raffinato che trova un perfetto compagno nei disegni a matita, capaci di raccontare con la loro spontaneità l’erotismo semplice eppure fatale della protagonista femminile.

MOJITO di Laura Anastasio
È ormai tradizione nell’antologia alcolica dello Studio Pilar, un racconto che si sviluppa attraverso illustrazioni a tutta pagine. Dopo Anna Deflorian e Alberto Fiocco tocca a Laura Anastasio che in cinque tavole ci sintetizza la ricetta del mojito. Lo stile è essenziale, colorato, una geometria tropicale che prova a risvegliare nel lettore le sensazioni di ogni ingrediente e quelle finali del cocktail. Mojito ha qualcosa di esoterico nella sua cruda elencazione di ingredienti e passaggi, quasi una pozione magica creata da una strega cubana.

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APPLE MARTINI di Giulio Castagnaro
Chi non pagherebbe per leggere una volta al mese le avventure di questo Guglielmo Tell Witch Hunter creato da Giulio Castagnaro? Non scherzo, sarebbe una cosa che leggerei davvero con piacere: pura avventura narrata con un dinamismo medievale, un protagonista carismatico e misterioso, e la possibilità di vedere all’opera ogni mese il talento di Giulio Castagnaro che qui si scopre essere oltre che un talentuoso illustratore, anche un narratore raffinato, capace di soluzioni grafiche potenti ed emozionanti (le parole della strega che avvolgono il protagonista).

CAIPIRINHA di Cristina Daura
Sorprendente questo fumetto breve della spagnola Cristina Daura, colmo di perfidia e cattiveria infantile. Un bambino vestito di tutto punto attraversa un corridoio e, varcata una porta rossa, finisce in una stanza dove comincia a giocare a scacchi con un robot gentilissimo. Lui lo tratta male e se ne va. La Daura ci narra la sua storia con una gabbia inusuale, formata vignette rotonde allineate al centro, giocando con la loro dimensione e utilizzandole spesso per descrivere distanza e tempo, cosa che gli permette di movimentare l’inquadratura statica che è l’ossatura del suo fumetto.

Cocktails Anytime
a cura di Studio Pilar
Introduzione di Bookskywalker
Pilar Edizioni, 2016
48 pag.

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