The book of heads | Spugna presenta il suo campionario degli orrori

Questa recensione è stata pubblicata precedentemente su WildWood.


È davvero facile vedere in The book of heads, l’ultima fatica di Spugna, un artbook lombrosiano contenente tutte le scorciatoie per mettere al gabbio brutti ceffi e mostri di varia natura. Ma basta aver letto il suo primo graphic novel, Una brutta storia, perché l’idea che questo libro sia un semplice catalogo frenologico abbandoni la nostra mente. Una brutta storia nascondeva infatti tra le pieghe di un racconto d’avventura, il cammino di formazione del protagonista che da anonimo e sfigato marinaio diventa l’idolo di tutte le bettole del porto. E lo diventa proprio grazie alla brutta storia in cui si ritrova invischiato e che lo porta ad affrontare mostri, mutazioni e mutilazioni, tutte cose che lasciano un segno indelebile sulla sua pelle. Rocky il Rosso muore e lascia spazio a Rocky il Guercio: sfigurato ma con una brutta storia da raccontare.

The book of heads può quindi essere visto come un’appendice tematica di Una brutta storia, un sorta di terzo braccio con cui Spugna continua a percuotere il suo lettore per metterlo davanti all’evidenza: i mostri, le creature deformi, i mutanti e i brutti ceffi hanno qualcosa da raccontare, tu no (come ci ha raccontato qui). Questo è il suo campionario da commesso viaggiatore, una grandguignolesca collezione autunno/inverno di teste mozzate che il lettore potrà indossare al posto della sua solita testa inventando e immaginando le brutte storie che quelle cicatrici, quei tumori e quelle malformazioni si portano appresso.

#thebookofheads #spugna #monsterface #monster #deformed #chainsaw #mightymax #axman

A post shared by Duluth Comics (@duluthcomics) on

Per Spugna invece questo libro è la parete dei trofei piena di teste imbalsamate, con cui può dimostrare le sue grandi capacità nel character designer. Al contempo è anche il suo album completo delle figurine degli Sgorbions per il divertimento infantile e anarchico che si cela dietro ogni illustrazione.

A Spugna piace disegnare i mostri, e più sono brutti più diventano belli. Più sono ripugnanti e più viene voglia di conoscerli.

The book of heads
di Spugna
Autoproduzione, 2015

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...