Tumulto | Una faccenda privata tra Alice Milani e Silvia Rocchi

Quando mi arriva un fumetto nuovo ho il brutto vizio di non sfogliarlo mai. Lo apro a caso e leggo due pagine, poi lo chiudo per riaprirlo solo quando lo leggerò per la prima volta. Per Tumulto il caso ha voluto che capitassi sulle pagine 154 e 155: è stato come entrare in una stanza in cui due amici stanno litigando. A leggere così all’improvviso quelle due pagine in cui le protagoniste della storia si rinfacciano a vicenda le rispettive mancanze, mi sono sentito imbarazzato, un terzo incomodo che interrompe per caso una discussione accesa, come uno stupido che ci mette quei tre secondi di troppo per capire che è meglio se si leva di torno. E così ho fatto. Ho chiuso il libro e ho lasciato stemperare l’imbarazzo.

Perché a leggere Tumulto sembra davvero di trovarsi osservatori indiscreti di una faccenda privata tra Alice Milani e Silvia Rocchi, autrici ma anche quasi-protagoniste del fumetto. Tra il lettore e le due autrici si instaura lo stesso rapporto privato eppure così dichiaratamente pubblico che c’è tra chi fa una telefonata ad alta voce in treno e chi sta facendo altro ma non può fare a meno di ascoltare quella conversazione. L’uomo al telefono sa che molte persone lo stanno ascoltando, eppure la sua telefonata rimane una faccenda personale. L’uomo che ascolta invece cerca di ricostruire il contesto, capire chi è l’interlocutore, tirare fuori dai brandelli delle frasi un senso o una narrazione. Così Tumulto più che una storia biografica in senso stretto, è un diario disegnato e scritto a quattro mani in cui il lettore è all’oscuro di quasi tutto quello che è successo prima, tutto ciò che succederà dopo e qualcosa di quello che sta accadendo.tumulto2È un metodo interessante quello adottato dalla coppia Rocchi-Milani, che sembra estromettere il lettore ma in realtà lo rende partecipe di una vicenda privata in maniera profondamente reale. Da lettori abusivi, infiltrati, cogliamo solo parte dei riferimenti e non ci è permesso, se non per alcuni sprazzi, conoscere il passato delle protagoniste che è parte fondamentale della storia raccontata. Le due autrici ci lasciano indizi, richiami, piste da seguire, ma non c’è alcun mistero da svelare dietro il loro viaggio se non quello che accade, che vediamo e che leggiamo. La storia prosegue accumulando tensioni e incontri, e trova uno strano equilibrio in una scrittura che evita il melodramma pur senza sdrammatizzare, con un andamento che evita le strutture precompilate del raccontare per tentare invece di avvicinarsi il più possibile a una narrazione naturale che si rifaccia ai tempi e ai modi del loro viaggio.

Per questo motivo Tumulto è un libro coniugato al presente, in cui si respira pagina dopo pagina il bisogno di restituire al lettore una certa immediatezza delle vicende, senza girarci intorno e senza approfondirle più di tanto, per restituire più che l’esperienza in sé (evitando così l’elenco di tappe, luoghi visitati, persone conosciute, cose imparate), le sensazioni provate durante il viaggio. Realizzato con una tecnica mista che parte dai pastelli per ibridarsi poi con le tempere e gli acquerelli, Tumulto è stato scritto e disegnato da entrambe le autrici senza una reale divisione dei compiti, ma con una collaborazione simbiotica (spiegata molto bene in questa intervista di Valentina Griner pubblicata su Fumettologica) che rende quasi impossibile capire cosa è stato fatto dall’una o dall’altra. Il segno usato dalle due autrici è rivelatore dell’attitudine narrativa del libro, che attraverso il segno rapido dei pastelli, restituisce quell’immediatezza che è pilastro del libro. Subentrano poi acquerelli e tempere, usate prevalentemente per delineare il paesaggio, ma anche per dare corpo ai turbamenti e alle emozioni delle due protagoniste.

tumulto3

E più di ogni altra cosa nel libro è proprio il paesaggio quello che conta. Le protagoniste di Tumulto non solo lo percorrono, ma ne sono avvolte e influenzate. Non sembrano mai fuori posto in quei paesaggi così scarni e selvaggi perché si sentono accolte da una natura libera, da un luogo lontano e sconosciuto in cui possono permettersi di essere sincere o arrabbiate o tristi o felici o stupide senza il pericolo del vicendevole giudizio. Tumulto ci lascia con questa sensazione piccola e preziosa di libertà, una libertà che permette alle due protagoniste di ritrovare la pace dopo una piccola battaglia sotterranea durata anni.

Tumulto
di Alice Milani e Silvia Rocchi
Eris Edizioni, 2016
161 pag.
Prefazione di Eugenio Berra

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...