Il suono del mondo a memoria | L’unica recensione negativa (finora) del libro di Giacomo Bevilacqua

Il suono del mondo a memoria vorrebbe essere un fumetto di sentimento, uno di quelli che concentra tutti i suoi sforzi per dare al lettore un’emozione attraverso un’atmosfera, una sensazione, tenendo magari in disparte per qualche tempo la storia vera e propria in modo concentrarsi sull’ambiente, sulle parole. Lavorare sulle sensazioni è un’operazione complessa che richiede non solo una certa sensibilità, ma anche una serie di scelte narrative che siano così potenti da trasportarci all’interno della pagina senza l’ausilio di una trama forte. Purtroppo queste sono qualità che il libro di Giacomo Bevilacqua non possiede e che sembra addirittura conscio di non avere nel momento in cui i tre elementi della narrazione (disegni, testo, trama) si sostengono tra loro cercando di mascherare le rispettive debolezze. Ma andiamo con ordine.

Cominciamo da New York. Una New York topograficamente precisa e riportata sul foglio con un realismo eccessivo che non la rende più magi ca, più interessante o semplicemente diversa dalla città che abbiamo imparato a conoscere dopo anni di protagonismo al cinema. L’ossessione per il realismo (nelle luci, nella ricostruzione degli edifici, nei colori) fa piombare la città nell’anonimato più totale: non c’è alcun lavoro per renderlo il luogo spirituale e affascinante che l’autore ci descrive (a parole), come se Bevilacqua desse per scontato che la riproduzione fedelissima di New York fosse di per sé capace di evocare nel lettore le emozioni di chi a New York ci ha vissuto. È l’aspetto descrittivo a prendere il sopravvento, non quello emotivo, e così la città fatica a essere la protagonista che Bevilacqua vorrebbe affiancare al suo personaggio.

suonodelmondoamemoria1

A questa città anonima, ininfluente, troppo appariscente eppure incapace di farsi notare, vengono così in aiuto i testi, che cercano di descrivercela e colmare le lacune di un disegno perfetto ma distante. Testi che però peggiorano ulteriormente la situazione inanellando una serie di banalità sconfortanti sulla città di New York, sull’amore, sulla fotografia, sul jazz. Non c’è frase che non aspiri a spiegarci il senso della vita, una teoria sull’amore, un teorema filosofico capace di risolvere i nostri problemi. Frasi che cercano un significato profondo come un pozzo e poi annegano in un catino di banalità.

Una trama ben architettata avrebbe però potuto salvare la situazione. D’altronde chi non è pronto a lasciarsi alle spalle qualche passo falso per gustarsi una solida storia romantica? Il romanticismo de Il suono del mondo a memoria si insinua con una certa sicurezza tra le pieghe della narrazione e per un momento riesce anche a dare coerenza e rendere sopportabili gli sproloqui filosofici di narratore e protagonista. Bevilacqua riesce anche a inserire qualche colpo di scena riuscito e ben gestito dalla regia (come i due momenti in cui scopriamo le identità del narratore), peccato però che la trama venga così annacquata dai pensieri del protagonista da risultare sempre marginale e incapace di prendere le redini della narrazione, sempre sequestrata da quell’approccio emotivo che nelle intenzioni dell’autore dovrebbe essere preponderante.

Il problema è che in una situazione come questa, senza trama diventa davvero difficile emozionarsi. Bevilacqua sfrutta sì gli stilemi della commedia romantica, ma si capisce che è un’aggiunta posticcia, ricattatoria, e infatti quando tutti i misteri si risolvono, serve davvero troppa sospensione dell’incredulità per poter accettare un finale di questo tipo in cui tutto sembrava essere già scritto nel destino dei due personaggi, figurarsi quindi se si arriva a emozionarsi. Al libro manca tutta una costruzione di toni e atmosfere capace di rendere credibile in quell’universo una svolta brusca come quella. Viene anche a galla tutta l’incoerenza di questa narrazione stampellata, dove le immagini cercano aiuto nelle parole per diventare evocative e dove le parole abbisognano del sostegno di una trama per avere davvero un’utilità e non essere solo frasettine. Tutta la fragilità dei singoli elementi si ripercuote sulla stabilità della struttura nel momento in cui cerca una coerenza: la spiegazione per cui i due personaggi sono stati uniti dalla stessa New York e dai suoi meccanismi sotterranei e invisibili, è chiara al lettore solo perché scritta, solo perché è esplicitata. Non si ha mai la sensazione che New York sia l’architetto occulto della loro storia d’amore,

A dispetto dell’ostentata raffinatezza, Il suono del mondo a memoria risulta perfino essere tamarro: tutto sembra accadere sempre all’alba o al tramonto come in un film di Michael Bay, e le atmosfere rarefatte dei disegni sono continuamente violentate da testi sciocchi e superficiali, come se a un film di Antonioni venissero tolti i lunghi silenzi per essere sostituiti da monologhi interiori scritti da Fabio Volo. Ciò mette in luce tutta l’incoerenza di fondo del fumetto, quel suo volerci convincere di essere profondo, toccante, capace di illuminare le nostre esistenze, e di urlarlo in ogni frase e in ogni tavola, per cercare di convincerci della cosa. Il suono del mondo a memoria cerca di distogliere la nostra attenzione dalla sua vuotezza coprendoci di frastuono mascherato da sussurro.

Il suono del mondo a memoria
di Giacomo Bevilacqua
Bao Publishing, 2016

Annunci

2 pensieri riguardo “Il suono del mondo a memoria | L’unica recensione negativa (finora) del libro di Giacomo Bevilacqua”

  1. Condivido pienamente quello che hai scritto! Anche io ho appena terminato di leggerlo e ho avuto le stesse impressioni.
    Complimenti per l’ottima analisi e recensione.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...