Toxic Psycho Killer | Nel paese delle meraviglie di Paolo Massagli

Questa recensione è stata pubblicata su WildWood il 27 novembre 2015.


Ai fumetti di Paolo Massagli si può forse imputare una certa mancanza di varietà, se solo il loro autore fosse un fumettista tradizionale. Il suo lavoro travalica infatti le esigenze prettamente narrative della storia e, sfruttando al massimo la semplicità e l’esilità delle sue trame (spesso derivative da favole o racconti per l’infanzia), l’autore può prendersi tutto il tempo per concentrarsi sugli aspetti che lo interessano di più. Perché Paolo Massagli più che un narratore in senso stretto, è un creatore di mondi. Lo si capisce sin da subito che a lui le storie importano poco: a lui interessano i corpi, le forme viventi che popolano un pianeta, i mostri che ci braccano e quelli in cui ci trasformiamo. Tutto il suo narrare è concentrato sul racconto degli ambienti e delle forme di vita ed è lì, più che nella trama stessa, che avvengono i cambiamenti, le mutazioni, i colpi di scena.

E Toxic Psycho Killer, il suo nuovo lavoro edito dalla Hollow Press, non fa differenza. Come una discinta Dorothy che cade dal cielo dopo un uragano che l’ha strappata dal Kansas o un’Alice coperta di cicatrici che capitombola nella tana del Bianconiglio, l’intera opera di Paolo Massagli sembra una folle e perpetua caduta di un personaggio catapultato in un mondo che vede per la prima volta. Il racconto si apre infatti con una ragazza che cade su un pianeta alieno con la missione di bonificarlo dal misterioso virus che se ne è impadronito. Nonostante le armi a sua disposizione (un disintegratore di materia organica chiamato D.I.O.) il virus opporrà resistenza reclamando il possesso del Pianeta.

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Rispetto al passato è evidente come Paolo Massagli con Toxic Psycho Killer abbia affinato le sue doti di narratore. La storia si fa più solida e – pur rimanendo vincolata sullo sfondo come un innesto doveroso – è meno propensa a farsi affascinare dalla narrazione grafica e a perdere il filo del racconto. Perché anche in questo caso il piatto forte è il lavoro grafico complesso e articolato di Massagli, che nega qualsiasi utilizzo di una griglia tradizionale in modo da costruire lo spazio e i tempi della narrazione direttamente con i corpi, i movimenti e le inquadrature. Le ragazze nude che popolano queste tavole non sono solo i personaggi di un fumetto, ma ne diventano l’architettura, andando a comporre con inquadrature azzardate e scelte compositive coraggiose, l’ordine e il ritmo di lettura. E la maturità dell’autore emerge proprio nella maggiore padronanza nel costruire un racconto chiaro mantenendo inalterata l’affascinante complessità delle sue tavole. Massagli riempie le pagine, le satura di dettagli, ma a conferma della sua crescita tenta strade nuove e alla composizione da horror vacui classico del suo stile prova ad affiancare tavole quasi svuotate di ogni elemento. L’esperimento può dirsi riuscito solo in parte: se da un lato sforna forse la tavola migliore del fumetto (una splash page con il profilo della protagonista appena tratteggiato che sprigiona dalla bocca delle gigantesche api killer), dall’altra la pagina con la silhouette del volto che emerge dalle parole Everyone will die non convince poi molto.

Le ragazze di Paolo Massagli – con la loro sensualità ingombrante eppure così naturale – sono il fumetto stesso, in un rapporto inscindibile dove i corpi non son solo protagonisti, ma diventano struttura narrativa e portatori dei temi e della poetica dell’autore È nelle cicatrici, nella pelle raggrinzita, nelle mutazioni, nelle occhiaie, nelle pieghe di questi corpi che si rintraccia l’essenza stessa del lavoro di Paolo Massagli, elementi che formano un universo narrativo unico e originale.

Toxic Psycho Killer
di Paolo Massagli
Prefazione di Gabriele Di Fazio
Hollow Press, 2015
48 pag.

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