Safe space #1 | Sentirsi sporchi con Alessandro Galatola

Nel leggere il primo numero di Safe space ci si sente davvero sporchi. Alessandro Galatola, che qui raccoglie alcune delle sue storie pubblicate tra il 2012 e il 2015, costruisce un ambiente sicuro dove poter mostrare traumi, insicurezze, visioni, perversioni, in cui però la narrazione degli stessi è privata dei classici mediatori di cui dispone la società degli uomini. Safe space è privo di un approccio psicologico, rifiuta qualsiasi interpretazione clinica e non cerca rifugio nemmeno negli artifizi della metanarrazione o nel torpore che offrono le soluzioni classiche del genere, che in questo caso potrebbe essere l’horror ma anche no.

Perché quello che ci propone l’autore non è un analisi di una situazione emotiva, quanto la sua descrizione in termini non convenzionali. Per certi versi quello di Galatola è un approccio che ricorda da vicino Michael DeForge, sia per alcune influenze grafiche, sia sopratutto per come riescono entrambi a trasfigurare una realtà emozionale in un luogo astratto, ricostruendo non solo l’ambiente fisico ma soprattutto le regole biologiche che lo governano. Ma se DeForge flette i suoi mondi per dare ai suoi personaggi una pace che il mondo così com’è non potrà mai garantirgli (sia per le costrizioni sociali che per quelle biologiche), il Safe space di Galatola è più un bunker che un terrario. Chiusi nel loro rifugio, i personaggi di Galatola possono mostrarsi a loro stessi senza la paura di essere emarginati o di contagiare qualcuno, finalmente liberi di esternare i propri incubi e desideri, di dare libero sfogo alle loro perversioni, alle loro nevrosi, al loro dolore. Più che per proteggere sé stessi, il Safe space è un luogo per proteggere gli altri dalla nostra vera natura, un bunker in cui far esplodere la bomba atomica mentre la vita in superficie continua a placidamente il suo corso.

tumblr_o2slsd8cu71v8cac0o6_1280

Di storia in storia lo stile di Galatola si fa sempre più sicuro e anche le prime insicurezze grafiche trovano quasi subito una loro evoluzione più matura e consapevole, come dimostra Reality, la storia che chiude il volume. Pur se evidente il suo debito nei confronti di DeForge (che Galatola rende comunque più viscido e inquietante), Reality si compone di elementi nuovi e interessanti, soprattutto per come riesce a innestare nella storia un umorismo macabro e beffardo, che non rinnega o toglie forza alla sequenza sentimentale.

Safe space #1 può essere letto gratuitamente online a questo indirizzo. Vi consiglio anche di seguire il Tumblr di Alessandro Galatola, così da poter vedere i suoi lavori più recenti (ultimamente ha cominciato a usare il colore nelle sue tavole e sta facendo cose sensazionali).

Safe space #1
di Alessandro Galatola
Autoproduzione, 2016

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...