La principessa spaventapasseri | Federico Rossi Edrighi e il tratto inquieto dell’adolescenza

Se dovessi scegliere il mio momento preferito di una serie televisiva, non ci penserei nemmeno un attimo a nominare l’istante in cui, nell’ottava stagione di Modern Family, scopriamo che anche Alex – la secchiona di casa Dunphy – ha voglia di scopare. Uso queste parole un po’ forti per farvi capire che non sto dicendo che Levitan e Lloyd decidono di mostrarci Alex che vuole fare sesso col suo fidanzato: i due creatori ci fanno vedere Alex che ha solo voglia di farlo, poco importa con chi. In un mondo dove al cinema e in televisione il desiderio sessuale degli adolescenti è accettato solo se giustificato dall’amore (altrimenti è brutto, sporco e sconveniente), la scelta di Modern Family non è solo un momento rivoluzionario per il mezzo in sé, ma un messaggio forte che la serie lancia a tutti gli adolescenti insicuri: è tutto naturale, non c’è nulla di male ed è pure bello. E attenzione che la scena non è una di quelle centrali attorno a cui ruota tutta la narrazione dell’episodio, ma è solo un momento, un istante che non viene sottolineato e messo in mostra, ma inserito in maniera naturale in una storia più ampia, come ad accentuare ancora una volta la normalità della cosa.

Succede una cosa simile (ma forse più significativa e meglio raccontata) anche ne La principessa spaventapasseri, il fumetto che Federico Rossi Edrighi (di cui avevo già parlato qui) ha scritto e disegnato per Bao Publishing. La storia è quella di Morrigan, ragazza costretta a un trasloco nell’Inghilterra rurale a causa delle ricerche che la madre e il fratello (entrambi romanzieri) devono effettuare per il loro nuovo romanzo. Un giorno un’anziana vedova le dona un cappotto che però cela un misterioso segreto. Morrigan sarà costretta così ad affrontare il Signore dei Corvi, affascinante e oscura creatura.

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Arrivati a pag. 62 Morrigan, in fuga dal Signore dei Corvi, sprofonda nel buio, prima del suo risveglio, Federico Rossi Edrighi inserisce una tavola in cui la ragazza si masturba (nulla di esplicito, anzi, ma la cosa è evidente). La cosa non viene né spiegata né ripresa per una quarantina di pagina, fino a quando è lo stesso Signore dei Corvi a far notare la cosa a Morrigan, mettendola in imbarazzo e poi svelandole una piccola verità: Arrossisci anche quando mangi o respiri, forse? Tutta questa parentesi che ho voluto sottolineare per la sua atipicità (non solo nel fumetto, ma in tutti gli altri media), assume importanza non perché è la chiave di lettura del fumetto, ma proprio perché è un semplice tassello di un mosaico più ampio. Rossi Edrighi non pone l’accento sulla normalità del desiderio sessuale di Morrigan, ma lo inserisce come uno dei tanti modi che la ragazza ha per compiere il suo cammino di autodeterminazione, rendendolo così, normale per davvero.

Perché in fondo La principessa spaventapasseri è un’avventura alla ricerca di un equilibrio tra desideri e doveri, istinto e riflessione, per arrivare a quella mediazione tra i fattori che ci rende adulti. Non è un caso infatti che villain (il Signore dei Corvi) e oggetto magico (il cappotto) abbiano in realtà ruoli che durante la storia si invertono: entrambi ostacolano la libertà di Morrigan, entrambi la aiutano a liberarsi. Il vero potere che Morrigan acquisisce è proprio quello di riuscire a dosare i due estremi e trovare una via di mezzo per essere davvero libera da qualsiasi catena, senza farsi imbambolare da false libertà o aiuti che non si rivelano poi tali.

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È anche interessante l’approccio che Federico Rossi Edrighi ha col genere. Se dalle premesse il suo fumetto ricorda da vicino Coraline di Neil Gaiman, lui se ne discosta subito non tanto cambiando la storia (che comunque procedendo se ne discosta molto), quanto tagliando i ponti col genere. Pur rispondendo ad alcune delle regole e dei topoi del fantasy e delle favole, il suo fumetto non è del tutto un racconto di genere, proprio perché si discosta dalle classiche soluzioni di quel tipo di racconto per provare una strada che, seppur disseminata di oggetti magici, villain e conseguenti metafore, è composta da un realismo di fondo che non si può ignorare. Tutte le scelte prese da Morrigan lungo l’avventura, non influenzano soltanto le sorti della battaglia, ma hanno una ricaduta pratica sulla sua stessa persona. E la cosa è esplicitata fuori di metafora: non è la solita trita trovata di una cosa che significa un’altra, perché Morrigan è conscia del fatto che ogni sua decisione peserà non solo sulla Storia, ma sulla sua vita. È questo che le dà il coraggio di affrontare il nemico e – soprattutto – le sue insicurezza. È qui che il cammino di autodeterminazione acquista una solidità che spesso nei fantasy è mascherata e che invece ne La principessa spaventapasseri riesce a trovare un posto fisico nella realtà.

Ma La principessa spaventapasseri non brilla solo per una scrittura intelligente e mai banale, ma anche per i disegni. Federico Rossi Edrighi è un kamikaze del disegno, uno che fa di tutto per non accontentare il lettore: lo mette a disagio con un tratto che sembra approssimativo, lo imbroglia facendogli l’occhiolino con uno stile molto cartoonesco ma poi lo infastidisce complicandolo con intermittenze sgraziate, nervose, sporche. Anche con il colore non vuole compiacere il lettore, stendendo grandi campiture senza alcuna sfumatura o intervento d’atmosfera. E Rossi Edrighi fa tutto questo perché sa che funziona. Perché se nelle prime pagine magari storcerete il naso per alcune scelte che vi sembrano discutibili, subito dopo vi pentirete della vostra superficialità. Lo stile di Rossi Edrighi fa vibrare l’adolescenza su nuove corde, la rende selvatica, istintiva, arrabbiata e nervosissima, percorsa da un’energia che vorremmo rinchiusa tra le righe di un disegno ma che invece scalpita al suo interno frammentandone e distruggendone la sinuosa, perfetta e inutile continuità. Ogni linea tracciata da Rossi Edrighi sembra esplodere dall’interno, rendendo potente e fragile il suo tratto.

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BaBao, la neonata collana di Bao Publishing per bambini e ragazzi, si presenta con un prodotto coraggioso e complesso per come tratta il passaggio da infanzia a adolescenza. E Federico Rossi Edrighi si dimostra nuovamente un autore originale e un narratore sempre più preciso nell’accordare scrittura e segno per raggiungere l’espressività di cui ha bisogno.

La principessa spaventapasseri
di Federico Rossi Edrighi
Bao Publishing, 2016
160 pagg.

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