Fobo | L’avventura della metamorfosi

Le storie di avventura tendono all’ignoto, vibrano della curiosità e della tensione verso un luogo o un tempo che non conosciamo. La parola stessa deriva dal latino adventura, ovvero ciò che accadrà, in un moto narrativo che si basa sulla scoperta di un altro o di un altrove e trova il suo centro nella descrizione dei mutamenti che questo incontro porta nei personaggi coinvolti. E poi giustamente ci stanno anche i mostri, gli inseguimenti, le sparatorie, se no che gusto c’è?

Non è così strano quindi appioppare l’etichetta di Racconto d’Avventura a Fobo, nuovo fumetto del francese Gabriel Delmas pubblicato ancora volta da Hollow Press dopo il titanico Largemouths. Certo, è un’avventura fuori dagli schemi di qualsiasi racconto classico, ma ne sfrutta segretamente le regole per stupire ancora di più lo spettatore.

Il libro si apre con una strana creatura immersa in una strana foresta. Impugna una pistola, sembra sia alla ricerca di qualcosa. Da un buco al centro di una radura, spunta improvvisamente un tentacolo che lo trascina in una caverna sotterranea. Nel frattempo una donna corre. Indossa una benda sull’occhio.

Fobo1

Un evento scatenante che stravolge lo status quo, una quest sconosciuta ma presente, un eroe alla scoperta dell’ignoto. È così che comincia l’avventura di Fobo. Quello che avverrà successivamente però è meno prevedibile e scontato. Se come dicevo prima ogni avventura nasce con l’incontro tra due elementi distanti e tra loro sconosciuti che vengono a contatto tra loro e, in un modo o nell’altro si modificano vicendevolmente, Fobo rappresenta l’essenza stessa di questo concetto.

Il protagonista del fumetto di Delmas è catapultato in un mondo che lo obbliga continuamente a mutare la sua forma, così come fa con le strutture e gli esseri viventi che lo abitano. Niente rimane uguale, tutto è in perpetua mutazione, ogni incontro è un’avventura. Liquidare Fobo come un semplice poemetto grafico è come surclassarlo in una categoria dove solitamente si mettono le cose incomprensibili, mentre il lavoro di Delmas possiede sì una trama esile, ma ci parla attraverso queste continue mutazioni di un mondo in perpetuo cambiamento e della meraviglia che ne deriva. Il senso d’avventura in Fobo, quell’incontro con l’inaspettato di cui parlavamo prima, non è quindi conservato all’esterno, nella sua struttura narrativa, quanto è tutto interiore ai corpi dei personaggi, nelle loro trasformazioni.

Fobo2

Con uno stile più rifinito rispetto all’essenziale brutalità di Largemouths, Gabriel Delmas gioca ancora con le proporzioni, ribaltando spesso la prospettiva del lettore. Ciò che ci sembra grande può diventare in un attimo una parte minuscola di un universo dove sembra esserci sempre qualcosa di più grande e potente pronto a trasformarci con la sua influenza. Rispetto al lavoro precedente, il tratto di Delmas è anche più divertito e leggero, capace di restituire un sense of wonder strano e originale, che sembra omaggiare certa fantascienza degli anni Sessanta (con la pistola del protagonista) alla ricerca comunque di nuove strade per raccontarci una storia d’avventura.

Fobo
di Gabriel Delmas
Introduzione di Xavier Löwenthal
con una poesia di David Calvo
Hollow Press, 2016
64 pag.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...