Revolushow | Lo storytelling del potere

Difficile capire cosa sia il Bazura Empire. Sicuramente è il luogo che fa da location a Revolushow di Alessandro Caligaris e Antonio L. Falbo, ma è difficile capirne la conformazione e la posizione geografica. È una visione parziale quella che ha il lettore, confinata dalle vignette che trasmutano in tanti piccoli schermi (con tanto di logo dell’emittente CCTV), obbligata dalla lunga diretta televisiva che è il motore narrativo scelto dai due autori.

Nel Bazura Empire tutto ruota attorno allo schermo di un televisore. Anzi, nell’ottica di una televisione totalizzante, nel Bazura Empire tutto ruota dentro allo schermo del televisore. Infatti in Revolushow lo spettatore ha un ruolo marginale, sottomesso, di chi subisce non solo le trasmissioni, ma anche il racconto che l’emittente fa della vita. Non è l’apparecchio a sintonizzarsi, ma lo spettatore stesso che modula la sua esistenza sulla stessa lunghezza d’onda del mondo che la televisione racconta. Così nella lunga diretta televisiva orchestrata dai due autori, lo spettatore/lettore non può fare altro che subire l’idea di un’umanità di cui deve far parte, condividendo con essa brutture, vizi, dipendenze.

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In un lavoro così mimetico nel rendere il fumetto il più televisivo possibile, Caligaris e Falbo sfruttano il meccanismo unidirezionale della televisione e obbligano anch’essi il lettore a uniformarsi alla loro idea di mondo. In Revolushow non c’è spazio per alcuna ambiguità morale, non ci sono domande ma solo risposte. Sappiamo sin da subito che come spettatori siamo dalla parte sbagliata della barricata: siamo insieme ai cattivi, agli stupidi, ai creduloni, ai voyeur e non abbiamo possibilità alcuna di svincolarci dal percorso a cui ci obbliga la storia.

O sarebbe meglio dire la Storia. Revolushow è un fumetto che ragiona sul potere politico e racconta il suo eterno perpetuarsi. Ogni rivoluzione presuppone al raggiungimento di un nuovo status quo, con un nuovo potere che si avvicenda a quello vecchio. Ma si tratta pur sempre di un potere, quello che cambia è semplicemente il modo in cui ci viene raccontato, quel famoso storytelling che negli ultimi anni è diventato palese strategia politica anche in Italia. E così Revolushow, celebrando il potere televisivo, ne diventa in realtà il canto del cigno, facendo entrare in scena il Popolo della Rete. Un altro potere, un’altra narrazione, gli stessi difetti.

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I toni sopra le righe del racconto sono ben gestiti da Alessandro Caligaris, il cui tratto sporco è perfetto nella descrizione della decadenza del Bazura Empire. Caligaris non si mette freni e tra efferati omicidi, sporcizia, cazzi, ci restituisce la visione di un mondo corrotto senza possibilità di alcuna redenzione.

Revolushow è un fumetto privo di sfumature, diretto, che non lascia spazio a dubbi di interpretazione. Caligaris e Falbo conoscono il loro nemico e ce lo raccontano con un fumetto a tesi, cosa che potrebbe però frenare i lettori meno propensi a una visione così netta delle cose.

Revolushow
di Alessandro Caligaris e Antonio L. Falbo
Eris Edizioni, 2016
200 pp.

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