Cocktails After-Dinner | L’ora senza pari dello Studio Pilar

Questa recensione è stata pubblicata su WildWood il 6 agosto 2015.


A un anno di distanza dal primo Cocktails Pre-Dinner, lo Studio Pilar ritorna al lavoro sul suo antologico alcolico con questo secondo volume, Cocktails After-Dinner. Come nella copertina di Hedof, il collettivo di illustratori formato da Giulio Castagnaro, Andrea Chronopoulos (che qui presenta una sua storia), Andrea Mongia e Giulia Tomai, va in esplorazione della giungla alcolica per catturare nuovi illustratori e proporci nuovamente una raccolta spensierata, coloratissima e pop, che ricopre la duplice funzione di contenitore di storie e osservatorio di talenti.

Per chi l’avesse dimenticato, la formula rimane sempre la stessa: sei cocktail, sei storie di cinque tavole, sei illustratori più uno (per la copertina). Ma ora lasciamo spazio a Cocktails After-Dinner e ai suoi drink.

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STINGER di Andrea Chronopoulos
Apre il volume questa classica spy story fatta di cocktail, glamour, veleni, Guerra Fredda e la tradizionale missione da portare a termine: la spia americana deve uccidere la spia russa. E viceversa.
Ciò che sta lontano dalla tradizione e dai classicismi è lo stile di Andrea Chronopoulos che racconta questa storia di spionaggio scansando gli stilemi cinematografici del genere (James Bond si dovrà accontentare solo di una piccola citazione) per scegliere invece uno stile grafico che rielabora e prende spunto da tanta illustrazione degli anni Sessanta. Chronopoulos gioca con gli spigoli e con le curve, gestisce i volumi e la prospettiva con originalità e gusto, facendo del suo Stinger un fumetto squisitamente pop.

RUSTY NAIL di Amanda Baeza
Il fumetto di Amanda Baeza è forse il lavoro più sorprendente apparso finora sulle pagine della raccolta. Con sole cinque tavole l’illustratrice spagnola riesce a creare un universo complesso, a riflettere su questioni sociali e a farlo con uno stile interessante, che appare primitivo ma rivela successivamente delle soluzioni grafiche sorprendenti. Rusty Nail è il racconto di una rivoluzione dove La fattoria degli animali di Orwell viene demolita (Vuole soltanto dire di non trattare gli uomini come trattano noi) e i suoi personaggi – o chi si rivede in essi – sono soltanto marionette per il suo racconto satirico.

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WHITE RUSSIAN di Alexis Nolla
Lo spagnolo Alexis Nolla ci catapulta nel mondo dei business men degli anni Ottanta. Il protagonista è un dipendente che al fine di un giorno noioso è pronto a far risorgere la gaiezza nel suo cuore con un rilassante aperitivo. A far saltare il piano e la presenza del suo capo nel locale, che lo invita a bere con lui.
Alexis Nolla ci racconta una storia beffarda che immerge in fluorescenze e rimandi alla pop-art in modo da ottenere un’atmosfera pervasa da stupido ottimismo e inutile positività.
White Russian sembra un ideale sequel del Manhattan di Andrea Mongia (presente nel primo volume). Se il licenziamento del mad man di Mongia era permeato da malinconia e dignità, quello dello yuppie di Nolla è caratterizzato dalla stronza informalità del capo che non vuole avere dipendenti ma amici, che qui siamo tutti una squadra, un solo corpo per una sola azienda, ma adesso ti licenzio, ciao, amici come prima.

GODFATHER di Alberto Fiocco
Il racconto illustrato di Alberto Fiocco non poteva che essere un omaggio a Il Padrino di Coppola. Le cinque illustrazioni che compongono Godfather giocano con le icone del film in maniera sottilmente ironica (la testa di cavallo che beve dalla cannuccia, l’occhio immerso nel cocktail come un’oliva), tentando una narrazione fatta di soli rimandi, suggestioni e atmosfere. Cosa che riesce particolarmente bene ad Alberto Fiocco e alle sue illustrazioni, sempre capaci di restituirci il sapore di un’epoca (basti vedere il suo La grande caccia del Signore Luigi R. contenuto nella raccolta “B Comics – Fucilate a strisce. Crack!“) senza risultare mai banali o appiattite dal Sapore Vintage, ma sempre percorse da una volontà narrativa ironica e giocosa che le distingue da lavori simili.

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GRASS-HOPPER di Lauren Humphrey
In una foresta così piccola da riuscire a stare in un bicchiere, due piccoli esseri antropomorfi e ricoperti da un rigoglioso fogliame, si incontrano, si innamorano e vanno a farsi un bel bagno nel cocktail che due umani stanno consumando al chiaro di luna. Quando ci sono l’amore, le stelle e gli alcolici, chi si preoccupa del fatto che una grande bocca potrebbe ingerirci in un sol sorso?
Grasshopper si fa notare per l’interesse che l’autrice ha nel raccontare la vegetazione della sua giungla immaginaria, fatta di gigantesche alghe, strani fiori e paesaggi coloratissimi.

CHAMPS-ÉLISÉES di Umberto Mischi
Prendendo in prestito il meccanismo narrativo de Il bar delle Folies-Bergère di Éduard Manet, Umberto Mischi ci racconta la storia di un barista guardone che assiste a un corteggiamento dallo specchio del mobile bar. All’inizio potrà sembrarci un fumetto minimalista, ma l’autore nasconde una buona capacità narrativa. Asciugando l’atmosfera del racconto (stessa inquadratura, colorazione sui toni di grigio), Mischi fa concentrare il suo lettore sui movimenti della coppia che vengono riflessi dallo specchio. Così, con il barista che si frappone tra noi e il corteggiamento, si viene a creare una sottile suspense che l’autore gestisce con sorniona ironia.

Cocktails After-Dinner
a cura di Studio Pilar
Pilar Edizioni, 2015
44 pag.

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