Brundlefly #3 | Dai Peanuts alle chiappe di Daredevil: Terry Moore a Milano

Brundlefly raccoglie i resoconti degli eventi e degli incontri a cui partecipo. Dal vivo sembro più grasso.


Mercoledì 4 maggio, in occasione dell’uscita di SIP Kids, Terry Moore è stato ospite della Feltrinelli di Piazza Duomo. Questo è un collage fatto con le risposte che ha dato alle domande del pubblico e di Michele Foschini, direttore editoriale di Bao Publishing.

LE CHIAPPE DI DAREDEVIL
Immaginate di dover essere il disegnatore di Daredevil. Non solo dovete disegnare il suo corpo tutto il giorno per un numero molto alto di giorni, ma per farlo dovete conoscere quel corpo meglio del vostro. Ogni muscolo, ogni proporzione. Dovete sapere a memoria la forma del suo sedere scultoreo. È per questo motivo che mi piace disegnare le donne.
Poi ci sono un sacco di film e di fumetti che raccontano di quanto sia figo essere un maschio, quindi ho preferito concentrarmi sulle ragazze, creare figure femminili forti per mettere alle strette questi uomini. Le mie non sono donne con gli occhioni, la pelle di pesca e bisognose d’aiuto: sono più simili a Wonder Woman che a Marlyn Monroe.

SIPKIDS

DA DONALD TRUMP A CHARLIE BROWN
Penso che gli adulti non siano altro che dei bambini cresciuti e che crescendo manteniamo lo stesso carattere, gli stessi bisogni, lo stesso modo di reagire alle cose. Nessuno da bambino era molto diverso da com’è da adulto, nemmeno Donald Trump. Era solo più basso.
Così quando ho cominciato a pensare a SIP Kids, non ho fatto altro che trasferire nel mondo dell’infanzia i personaggi di Strangers in Paradise mantenendo inalterate le loro caratteristiche. È poi venuto naturale scegliere di raccontare questa storia attraverso le strips, sia perché volevo omaggiare i Peanuts e il loro creatore Charles Schultz (a cui ho sempre invidiato la capacità nel creare un mondo così complesso), sia perché le strips mi avrebbero permesso di essere più intuitivo e immediato nel disegno, cosa che raramente è capitato con i miei altri lavori. Solitamente quando disegno una mia serie, faccio le matite, cancello, ridisegno, inchiostro. Così per ogni tavola finché non ne sono convinto. Con le strips invece non dovevo far altro che cominciare a disegnare, puntando tutto su un tratto più libero ed espressivo.

BLOC-NOTES
Ogni creativo ha un quaderno per gli appunti. I miei contengono disegni, annotazioni, sketch, abbozzi di dialoghi, planimetrie, poesie, canzoni. Quando ho cominciato a disegnare Strangers in Paradise mi sono detto che tutto quello che c’era di buono dentro quei quaderni doveva finire dentro il mio fumetto. Così i miei dipinti sono diventati i quadri di Katchoo, i testi che scrivevo sono diventate le canzoni di Griffin Silver. Come se i protagonisti vivessero in un mondo reale ma differente dal nostro, con i propri artisti, libri, canzoni di riferimento.

Strangers-In-Paradise-strangers-in-paradise-2646875-1598-1103

GLI SCARTI DEL MONTAGGIO
Ho lavorato per qualche tempo come montatore video per la televisione. Seguendo le indicazioni dei produttori, buttavo via tutto quello che c’era prima e dopo la scena che avrei dovuto inserire nel montaggio finale: le pause, gli errori, i respiri. Con Strangers in Paradise ho voluto lasciare anche queste parti considerate inutili e che invece credevo molto importanti per raccontare i miei personaggi, per avere oltre alla scena madre, anche le emozioni che la precedevano e le reazioni che ne erano conseguenza.

TRE PERSONE SU UNA PANCHINA
Quello che mi piace della scrittura sono le reazioni dei miei personaggi. Mi piace metterli in posizioni scomode, creare un conflitto perché è da lì che nasce una storia. Se dovessi far sedere su una panchina tre persone che vanno d’accordo, non ci sarebbe alcuna tensione, alcun racconto. Se invece una di queste persone avesse un’opinione differente dalle altre due, ecco che si crea la possibilità di assistere a qualcosa di interessante.

Strangers-in-Paradise-2010-print-1

I FUMETTI CHE LEGGO
Non leggo tanti fumetti, sono molto selettivo. Negli ultimo periodo mi ha emozionato davvero tanto il manga Spirit of Wonder, e non mi perdo mai tutto quello che scrivono Jimmy Palmiotti e Amanda Conner. Mi piacciono anche le cose pubblicate dai BOOM! Studios e dalla Dark Horse. Tra l’altro quest’ultima ha un approccio molto simile alla Bao Publishing: se hanno una buona storia poco conta se gliela sta proponendo un autore celebre o uno alle prime esperienze, perché quello che conta è l’idea. Della Dark Horse mi ha davvero colpito Il killer del Green River (pubblicato in Italia proprio da Bao, ndr.).

POLITICALLY CORRECT
Quando ho cominciato a scrivere Strangers in Paradise, i miei fumetti erano considerati soft se confrontati con quelli dei miei coetanei, come ad esempio Daniel Clowes o gli altri autori pubblicati da Fantagraphics che realizzavano lavori molto trasgressivi. Col tempo il dilagare di tutto questo politicamente corretto ha fatto si che emergessero tutti gli aspetti più trasgressivi di Strangers in Paradise. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...