Super Conductive Brains Parataxis | Il futuro dell’umanità secondo Shintaro Kago

Una grande fabbrica piena di corpi femminili giganteschi, quasi una sala operatoria con catena di montaggio. Piccoli uomini corrono sulle passerelle posizionate all’altezza del cranio di questi giganti. Attaccano tubi e cavi, formattano cervelli per costruire macchinari umanoidi che poi utilizzano come mezzi di trasporto, macchine da lavoro e strumenti di vigilanza. Questo il futuro dell’umanità, almeno secondo Shintaro Kago e il suo Super Conductive Brains Parataxis, raccolta degli episodi pubblicati tra il 1997 e il 2001 tutti accomunati dalla medesima ambientazione e collegati tra loro da una leggera continuity.

Questo mondo post-apocalittico dà l’occasione a Shintaro Kago di condurre un’indagine attorno a ciò che ci rende davvero umani, nel consueto contesto gore ricco di un erotismo straniante che da sempre contraddistingue l’opera dell’autore giapponese. Non è un caso quindi che ognuno degli otto racconti del volume nasconda sotto una coltre di nudità e sbudellamenti, un tema ben preciso che Kago affronta con brutalità e precisione. E così argomenti cardine come la maternità, il desiderio di onnipotenza e la lotta per la sopravvivenza, sono affiancati da tematiche meno usuali (la percezione del dolore, il desiderio dell’oblio) e interrogativi atti a ribaltare la percezione che abbiamo del nostro ruolo nella Storia (è davvero la conoscenza a renderci diversi dagli altri esseri viventi?).

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La ricerca di Shintaro Kago non porta mai a una soluzione ma aggiunge degli indizi all’interrogativo iniziale, evitando i facili moralismi a cui poteva andare incontro. La sceneggiatura infatti non svela alcun mistero (se non quelli legati alla trama) e rifiuta qualsiasi risposta, in un accumulo di suggestioni e suggerimenti attorno cui il lettore può muoversi, interrogarsi e riflettere. Come spesso accade con l’autore giapponese, se una risposta c’è sicuramente non è nel racconto ma nella sua struttura. E infatti quello che Kago inscena con Super Conductive Brains Parataxis è il ciclo continuo di sfruttamento messo in atto dall’uomo. E’ qui che i corpi nudi femminili trasformati in macchine trovano un senso e si fanno metafora della crudeltà dell’uomo ma – specularmente – anche della sua indifferenza nel prendere coscienza della propria malvagità se questa è giustificata da un contesto sociale, economico e politico. I suoi personaggi si muovono tra corpi smembrati e ibridi, inconsapevoli della propria crudeltà, ciechi del dolore che perpetuano.

In questo senso Super Conductive Brains Parataxis non è altro che il banco di prova per Industrial Revolution and World War, pubblicato nel 2015 dalla Hollow Press. Non solo i due libri condividono le figure degli ibridi, ma possono di fatto considerarsi collegati tra loro, come se Shintaro Kago volesse raccontare una storia dell’Uomo con agenti diversi ma con esiti e modi sempre identici. Ciò che differenzia i due fumetti è la prospettiva del racconto: Super Conductive Brains Parataxis è raccontato dal punto di vista degli uomini, con tutti i risvolti emotivi del caso, mentre Industrial Revolution and World War gode di una prospettiva storica che, grazie anche all’eliminazione della presenza umana a favore di piccoli roditori, permette a Kago di concentrarsi maggiormente sui temi piuttosto che sull’intreccio. Quest’ultimo appare infatti più un fumetto teorico rispetto a Super Conductive Brains Parataxis, che invece fa della presenza umana il suo punto di forza: in ogni caso i due libri si completano offrendo prospettive differenti del medesimo scenario.

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Visivamente Shintaro Kago ricolma Super Conductive Brains Parataxis delle sue ossessioni. Violenza splatter, nudità accentuate da inquadrature pornografiche (a cui al contempo toglie e aggiunge erotismo grazie a un processo di oggettificazione dei corpi), scorci urbani caotici e decadenti, sono la spina dorsale del volume. Ed è su quelli che Kago lavora, edificando corpi, costruendo città, estraendo budella, con un’attenzione che volutamente non ripone negli altri elementi del suo libro. Le figure umane per esempio hanno tratti molto tradizionali, scarni, molto semplici e cartooneschi se confrontati con il realismo con cui il fumettista disegna i suoi ibridi. I volti dei suoi personaggi sembrano trovare una tridimensionalità e una caratterizzazione solo quando sottoposti alla paura o alla follia. Che sia questo un altro degli indizi che Shintaro Kago ha voluto lasciarci?

SUPER CONDUCTIVE BRAINS PARATAXIS
di Shintaro Kago
Traduzione di M. Riminucci
Edizioni Star Comics, 2016
192 pp.

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