Cocktails Pre-Dinner | Lo Studio Pilar contro il logorio della vita moderna

Questa recensione è stata pubblicata su WildWood il 22 luglio 2015.

Sei cocktail, sei storie di cinque tavole, sei illustratori più uno (per la copertina): questi sono gli ingredienti di Cocktails Pre-Dinner, il primo volume di una tetralogia alcolica ideata e miscelata dallo Studio Pilar, un collettivo di illustratori formato da Giulio Castagnaro, Andrea Chronopoulos, Andrea Mongia e Giulia Tomai (questi ultimi compaiono anche come autori di due storie contenute nel primo volume).

Cocktails Pre-Dinner è una raccolta agile, leggera e coloratissima, che dimostra il grande talento dei ragazzi dello Studio Pilar di scegliere e radunare un gruppo di illustratori e fumettisti da tutto il mondo e di collegarli tra loro non tanto con un tema, ma con un’atmosfera, quella un po’ vintage e di un’eleganza tutta pop di quando si bevevano i drink e non si andava a fare l’ape e tutte le sue tumorali emanazioni di natura milanese.

Dicevamo: sei cocktail, sei storie di cinque tavole, sei illustratori più uno (la copertina è di Giacomo Bagnara). Ecco in dettaglio la carta dei drink di Cocktails Pre-Dinner.

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OLD-FASHIONED di Chema Peral
Old-Fashioned è la lotta tra due cognati, uno bevitore e l’altro astemio dopo aver sconfitto il demone dell’alcolismo. Ma qualcosa di malvagio sembra ancora pronto a scatenarsi una volta ingerita l’alcolica pozione. Lo spagnolo Chema Peral realizza un divertente fumetto gotico, che sembra rileggere Lo strano caso del Dottor Jekyll e del signor Hyde in chiave pop, tra torri in pietra, ingredienti segreti e cocktail che come pozioni trasformano in mostri.

MANHATTAN di Andrea Mongia
L’ultimo Manhattan del Mad Man protagonista del fumetto di Andrea Mongia è un cocktail di addio agli uffici e a un lavoro che il protagonista ha lasciato. Mongia ha la rara capacità di congelare i gesti, di dosarli nella giusta misura per descrivere l’ineluttabilità del momento, quasi a volerne pietrificare i minuti. Eliminato ogni dinamismo, Mongia si concentra sull’intimità dei gesti e dei movimenti, sprigionando con i suoi pastelli il malinconico presente del protagonista e la nostalgia per i luoghi del suo passato che da lì a poco lo travolgerà.

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NEGRONI di Anna Deflorian
Anna Deflorian è una delle più talentuose illustratrici italiane, non solo per il suo stile particolarissimo che fonde diverse tecniche (pittura a olio, disegno a matita, digitale) e fa un uso espressionista dei pattern, ma anche per un intuito narrativo che la fa muovere in territori oscuri e selvaggi (eppure coloratissimi) dove il racconto è portato avanti, più che da una storia classica, da connessioni visive, rimandi e suggestioni che tornano e si ripresentano durante la lettura.
Il suo racconto illustrato per Cocktails Pre-Dinner non si differenzia dal resto della sua produzione: ritroviamo le sue ragazze colme di adolescenza, l’inquietudine erotica, i pattern che si fanno narrazione. Ancora una volta un lavoro potente e perturbante.

DAIQUIRI di Miro Denck
Nella storia dell’illustratore tedesco Miro Denck, Ernest Hemingway fa coppia con Pablo, il bartender di El Floridita, locale cubano in cui lo scrittore consumava abitualmente uno dei suoi cocktail preferiti, il daiquiri. Dato che Hemingway giustificava la sua passione per gli alcolici dicendo che beveva per rendere più interessanti le altre persone, non è un caso che il vero protagonista della storia sia in realtà Pablo. Il barista sa che la risposta più breve è agire e allora non si perde in chiacchiere e prepara un cocktail dietro l’altro, lasciando così lo spazio necessario per costruire la propria leggenda a un Hemingway chiacchierone e probabilmente ubriaco. La Cuba in Technicolor di Denck accentua l’ironico stoicismo con cui il barista Pablo ascolta l’epico delirio dello scrittore.

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BRONX di Dottor Pira
Da grandi bevute derivano grandi responsabilità, e lo sa bene il rapper protagonista della storia di Dottor Pira. Dopo essersi scolato un cocktail con gli ultimi euros rimasti, il protagonista comincia a vedere attraverso le cose. Spinto da un bisogno di conoscenza e di soldi, decide allora di rapinare una banca: beve così un altro cocktail per riuscire ad attraversare le pareti. Ora non può più fare a meno dell’alcool e della vista prodigiosa di cui è dotato, così continua a bere e ad acuire i suoi poteri, finché non riuscirà finalmente a guardare dentro se stesso.
Bronx è una nuova occasione per il Dottor Pira di ritornare ad affrontare quel misticismo che già era colonna portante della sua Trilogia del Gatto Mondadory, in questo caso lasciando da parte il fantasy e calando il tutto in un’atmosfera suburbana popolata da brutti ceffi in cerca di felicità. Nascosto dietro un apparente infantilismo, Pira si sbizzarrisce con griglie complesse e stupisce ancora una volta per la matematica precisione con cui gestisce la composizione delle tavole. Fosse vissuto nell’Antico Egitto, il Dottor Pira sarebbe stato al contempo sacerdote del culto e decoratore di tombe, ricoprendo ben due ruoli nella piramide sociale e guadagnandone di conseguenza in rispetto e in euros.

MARGARITA di Giulia Tomai
Margarita è un’allucinazione hawaiana strappata alla vasca da bagno a cui Giulia Tomai dona con le sue matite un innocente e spensierato erotismo fatto di rotondità, oceano e palmizi. La sua Margarita è la prima donna su una Terra esotica intrisa di una dolce solitudine con cui la protagonista si coccola, tra piccoli tuffi e un po’ di malinconia per quel sogno che pare essersi dissolto insieme al gusto del margarita.

Cocktails Pre-Dinner
a cura di Studio Pilar
Pilar Edizioni, 2014
44 pag.

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